Covid-19, nel lockdown il tempo serale davanti agli schermi ha aumentato i problemi di insonnia

«L'abuso di dispositivi elettronici nelle ore che precedono il sonno era un'abitudine profondamente radicata nella nostra società già prima dell'emergenza della pandemia, in particolare tra i giovani. A nostro avviso, l'attuale periodo di distanziamento sociale ha aggiunto benzina sul fuoco»

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L’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi alla sera durante il lockdown a causa di Covid-19 ha un influsso negativo sulla qualità del sonno, secondo uno studio pubblicato su Sleep. Durante il periodo di lockdown in Italia, il volume di traffico internet giornaliero è quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «L’abuso di dispositivi elettronici nelle ore che precedono il sonno era un’abitudine profondamente radicata nella nostra società già prima dell’emergenza della pandemia, in particolare tra i giovani. A nostro avviso, l’attuale periodo di distanziamento sociale ha aggiunto benzina sul fuoco» afferma Federico Salfi, dell’Università dell’Aquila, primo autore dello studio.

I ricercatori hanno condotto un sondaggio online che ha coinvolto 2.123 residenti italiani durante la terza e la settima settimana del primo lockdown nazionale in Italia. Nella terza settimana il sondaggio ha valutato la qualità del sonno e i sintomi dell’insonnia, utilizzando il Pittsburgh Sleep Quality Index e l’Insomnia Severity Index come mezzi di misurazione. La seconda indagine ha valutato l’utilizzo di dispositivi elettronici nelle due ore prima di addormentarsi, oltre a ripetere i questionari sul sonno. Dei partecipanti intervistati, il 92,9% ha riferito un aumento dell’utilizzo di dispositivi elettronici tra il primo e il secondo sondaggio. Queste persone hanno mostrato una diminuzione della qualità del sonno, un aumento dei sintomi dell’insonnia, tempi di sonno totali più brevi, e sono andate a letto e si sono alzate più tardi. I ricercatori hanno riscontrato una maggiore prevalenza di persone che dormivano male e di intervistati con sintomi di insonnia da moderati a gravi solo all’interno di questo gruppo. Circa il 7,1% dei partecipanti ha riferito una diminuzione del tempo serale trascorso davanti allo schermo tra il primo e il secondo sondaggio, e contemporaneamente un miglioramento della qualità del sonno e un minor numero di sintomi di insonnia. Gli intervistati che non hanno riferito alcun cambiamento nella loro esposizione allo schermo non hanno mostrato variazioni nelle abitudini di sonno. In particolare, questo gruppo ha avuto la migliore qualità del sonno e il minor numero di sintomi di insonnia nei primi risultati del sondaggio, e questo fatto suggerisce che il lockdown abbia riacutizzato condizioni negative per le persone che già soffrivano di una scarsa qualità del sonno.

Sleep 2021. Doi: 10.1093/sleep/zsab080
https://doi.org/10.1093/sleep/zsab080

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