Alzheimer, prevenzione anche a tavola

La nutrizionista risponde nella Giornata Mondiale dell’Alzheimer Memoria, energia e benessere: prendersi cura del cervello comincia molto prima dei primi segnali.

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La diagnosi precoce è il primo gesto di prevenzione. Dimenticare occasionalmente un nome può essere normale; più importante è osservare se le difficoltà diventano frequenti e interferiscono con la vita quotidiana: seguire una conversazione, ricordare appuntamenti, orientarsi in luoghi familiari o gestire attività abituali.

In questi casi è utile parlarne con il medico di medicina generale. Un test della memoria, da solo, non basta: la valutazione deve integrare colloquio clinico, esami ematici, eventuali approfondimenti neuroradiologici e visita specialistica. Riconoscere i sintomi e intervenire tempestivamente consente di chiarire le cause e programmare il percorso più adatto. 

Il menu amico del cervello

Per ridurre il rischio di declino cognitivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un’alimentazione sana; il modello mediterraneo può essere proposto all’interno di uno stile di vita complessivamente attivo. 

Il modello da privilegiare è la dieta mediterranea, colorata, varia e sostenibile: verdure di stagione, frutta, legumi, cereali integrali, frutta secca, olio extravergine d’oliva e pesce. Meglio invece concedere un ruolo occasionale a carni rosse e lavorate, fritti, dolci, bevande zuccherate e alimenti ultraprocessati. 

La dieta MIND, una combinazione tra modello mediterraneo e dieta DASH, valorizza in particolare verdure a foglia verde, frutti di bosco, legumi, noci e pesce. Le associazioni con una migliore salute cognitiva sono promettenti, ma non esiste ancora una dieta “miracolosa” capace, da sola, di prevenire l’Alzheimer.

Niente formule magiche

Gli integratori non sostituiscono un’alimentazione equilibrata e non sono raccomandati di routine in assenza di carenze documentate. 

Il vero investimento è quotidiano: movimento, sonno regolare, relazioni sociali e controllo di pressione, diabete e colesterolo.

E se compaiono perdita di peso o scarso appetito? La consulenza nutrizionale diventa ancora più preziosa: nelle fasi iniziali della malattia il rischio di malnutrizione può aumentare. 

Nutrire il cervello significa, prima di tutto, prendersi cura della persona.

Nutrizione e ‘Prevenzione!

Dott.ssa Silvana Di Martino
Nata a Napoli il 6 Luglio del 1970 ed ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche, presso l’Università Federico II di Napoli. Dottore di ricerca in Patologia Clinica, presso Policlinico Università Federico II di Napoli, inizia il suo percorso nel 1997, presso Cirio ricerche ”Produzione di latte delattosato per soggetti intolleranti al lattosio” per il CNR di Napoli. Dal 2003 presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli, sotto la direzione del Prof.re Paolo Ascierto, Valutazione post terapia della immunosoppressione tumorale in pazienti affetti da neoplasia in fase avanzata” Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori “Fondazione Giovanni Pascale” In collaborazione con il CROM e CNR di Avellino, continua il suo percorso di ricerca sul melanoma e indagini epidemiologiche sulla nutrizione” Progetto sull’educazione alimentare nelle scuole medie di Sperone (AV) per il CROM di Avellino” con oltre 30 pubblicazioni a suo nome Nazionali ed Internazionali, di cui alcune a suo primo nome. Dal 2006 sceglie la professione libera nel settore della nutrizione presso il suo centro Nutrizione&Benessere, sito a Casoria in via Leonardo Da Vinci 32, dove da direttore di estetica esercita un completamento estetico a quello nutrizionale e di ricerca, inoltre collabora con vari professionisti, seguendo percorsi nutrizionali che vanno dall’infanzia all’età senile, alla medicina estetica. Dal 2011-2013 con il Mo.D.A.V.I Onlus progetto scuole –Stile di vita e giusta alimentazione nelle scuole medie superiori della campania. Si avvale inoltre dell’analisi di Stress ossidativo, che viene eseguita presso la Federico II di Napoli, per poter elaborare diete antiossidanti. Oltre ad avere il suo centro a Casoria, la dottoressa esercita la sua professione, presso vari studi medici sparsi in tutta Italia, dalla Regione Calabria, alla Toscana al Veneto Dal 2015 diventa pubblicista per varie testate giornalistiche online, fino a conseguire nel 2020, il titolo di giornalista.

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