Osteoporosi/osteopenia , quale sport per chi ne è affetto?

Esaminiamone un paio di sports attualmente in voga ed il loro impatto su chi è affetto da osteoporosi\osteopenia: la Zumba e lo sci.

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tagmedicina, osteoporosi

La Zumba è una attività di fitness che mescola movimenti aerobici a vari tipi di ballo, con passi prevalentemente di tipo caraibico o afro, ma anche hip-hop ed altri, garantendo attraverso questi passi un discreto incremento della accelerazione di gravità cui il corpo della persona che esegue questa attività è sottoposto.
La Zumba, che è un marchio registrato, non è di un solo tipo ma ve ne sono più varianti per poterla adattare sia ai ragazzi sia alle persone più in avanti con l’età.
Tra queste varianti una molto interessante ad esempio è la Zumba in acqua e la ZumbaGold.
Tra i pregi che l’esercizio fisico Zumba presenta vi è certamente quello di essere un allenamento socialmente divertente pur essendo allo stesso tempo efficace portando ad un dispendio energetico che, per una singola seduta, arriva fino a quasi 800/1000 calorie.
Questa caratteristica di socialità e divertimento comporta da parte del medico osteoporologo una maggior facilità di prescrizione dell’esercizio fisico cui far sottoporre il paziente affetto da osteoporosi/osteopenia che accede allo studio.
Quel medico tuttavia non dimenticherà che la zumba è comunque un esercizio fisico ad alto impatto ed impegno aerobico submassimale al quale bisogna arrivare con una certa preparazione senza scegliere con superficialità l’istruttore a cui affidarsi. Se non praticata correttamente, infatti, questa disciplina può essere causa di danni al menisco, di distorsioni della caviglia ma non solo. È necessario quindi iniziare con gradualità utilizzando scarpe molto ben ammortizzate, senza sottovalutare l’importanza di un istruttore preparato che abbia una visione più fisiatrica e quindi di riadattamento dell’organismo a certi movimenti, che non “modaiola”.
Come tutte le attività fisiche che prevedono un certo impegno per poterla praticare è comunque necessario il rilascio di un certificato medico che ne attesti la mancanza di controindicazioni; tra di esse quelle di tipo cardiovascolare e respiratorio sono certamente quelle più importanti anche se esistono tipi di Zumba per soggetti in là con l’età che prende il nome di ZumbaGold (ma anche la Zumba in acqua è idonea).
Di minor efficacia per quanto riguarda l’attività antiosteoporotica è la Zumba in acqua. Infatti essa è un’attività a minor impatto e che quindi genera uno stimolo più ridotto come incremento della forza di gravità e che pertanto attiva in misura minore la funzione di ricostruzione e ripotenziamento dell’osso.
Tuttavia essa è da privilegiare in tutti quei casi di comorbilità nei quali al problema Osteoporosi/ Osteopenia si associa anche un problema a livello cartilagineo. In genere i più frequenti sono a carico delle cartilagini del ginocchio o dell’anca, ma anche patologie del disco intervertebrale. Ma è da prescrivere soprattutto nei casi in cui la fragilità ossea ha già determinato dei cedimenti più o meno marcati a livello vertebrale.

Lo sci
Nella stagione invernale è possibile praticare lo sci di fondo, lo snowboard, lo sci di discesa (classico o telemark):  purtroppo lo sci di fondo, come già detto, è utile per l’apparato cardiovascolare, non ha influenza sull’osteoporosi, né positiva né negativa. Lo snowboard prevalentemente praticato da soggetti piuttosto giovani, pur essendo un’attività ad alto impatto e quindi utile per stimolare l’attività osteoblastica, è forse un po’ troppo ad alto impatto e quindi sconsigliabile dopo i 40\45 anni per i potenziali danni alla colonna vertebrale che rappresenta il fulcro del movimento, insieme alle ginocchia, di questo tipo particolare di sport. Lo sci alpino o di discesa, tralasciando il telemark, disciplina estremamente di nicchia, si può praticare sino a delle età anche avanzate e per le caratteristiche del gesto sportivo ( frequenti saltelli, aumenti alternati della pressione sugli sci praticata dagli arti inferiori, vibrazioni trasmesse dalla pista durante la discesa) è una attività compatibile con un incremento della massa ossea. Purtroppo non può venire praticato in maniera costante nel tempo, mentre per poter svolgere una influenza positiva è necessario che l’attività fisica venga svolta ripetutamente, rappresentando quindi questo il suo limite.

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Dott. Gianfranco Pisano
Dott. Gianfranco Pisano Laureato in Medicina e Chirurgia all’ Università la Sapienza Roma Master in Medicina dello Sport, Università di Siena Master malattie metaboliche dell'osso, osteoporosi, Università di Firenze Master Fitoterapia, Università di Trieste e Computense di Madrid

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