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Abbronzata, luminosa, apparentemente più sana. Eppure, al ritorno dalle vacanze, la pelle può raccontare una storia diversa: secchezza, sensazione di “pelle che tira”, maggiore sensibilità, colorito meno uniforme e comparsa più evidente di piccole rughe e discromie. Sole, caldo, salsedine, cloro, vento e cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono infatti mettere alla prova l’equilibrio della barriera cutanea.
«Il rientro è un buon momento per abbandonare l’idea di dover “detossificare” l’organismo e concentrarsi piuttosto sul ripristino delle normali condizioni fisiologiche», può spiegare la nutrizionista. «Anche la pelle ha bisogno di tempo, nutrienti adeguati e soprattutto di costanza».
Che cosa succede alla pelle durante l’estate?
La barriera cutanea è costituita principalmente dallo strato più esterno dell’epidermide e ha una funzione essenziale: limitare la perdita di acqua e proteggerci dagli agenti esterni.
Durante le settimane trascorse al sole, l’esposizione ai raggi ultravioletti aumenta lo stress ossidativo e contribuisce ai processi di fotoinvecchiamento. A questo possono aggiungersi bagni frequenti, acqua salata, cloro, vento, detergenti troppo aggressivi e aria condizionata.
Il risultato può essere una pelle temporaneamente più disidratata e reattiva. Per questo, una volta tornati alla routine quotidiana, l’obiettivo non dovrebbe essere aggredirla con scrub e trattamenti intensivi, ma favorire gradualmente il recupero della sua funzione di barriera.
La prima regola parte dalla tavola: varietà, non alimenti miracolosi!
Quando si parla di alimentazione e salute della pelle, uno degli errori più comuni è cercare il singolo “superfood”. In realtà, è il modello alimentare complessivo a fare la differenza.
Frutta e verdura rappresentano una fonte importante di vitamina C, carotenoidi e numerosi composti vegetali antiossidanti, mentre pesce, frutta secca, semi e oli vegetali apportano lipidi e acidi grassi utili alla normale fisiologia dell’organismo.
Le ricerche disponibili suggeriscono che carotenoidi, polifenoli, lipidi e acidi grassi presenti nell’alimentazione possono contribuire, con meccanismi diversi, a parametri legati all’idratazione, all’elasticità e all’integrità cutanea. Non si tratta però di una protezione immediata né di un’alternativa alle misure dermatologiche, prima fra tutte la protezione solare.
Cosa portare più spesso nel piatto
Al rientro può essere utile puntare soprattutto su:
Frutta e verdura di colori diversi. Pomodori, peperoni, carote, zucca, albicocche, frutti di bosco, kiwi, agrumi e verdure a foglia apportano differenti micronutrienti e fitocomposti. Il consiglio più semplice è alternare colori e varietà nell’arco della settimana.
Fonti di vitamina C. Kiwi, agrumi, peperoni e molte verdure fresche contribuiscono all’apporto di vitamina C, nutriente coinvolto anche nella normale formazione del collagene.
Grassi di buona qualità. Olio extravergine d’oliva, frutta a guscio e semi possono entrare regolarmente nella dieta. Anche il pesce, in particolare alcune specie più ricche di grassi, rappresenta una fonte di acidi grassi polinsaturi.
Proteine adeguate. Pesce, uova, legumi, latticini quando presenti nella propria alimentazione e altre fonti proteiche aiutano a soddisfare il fabbisogno di aminoacidi dell’organismo. Non serve però aumentare indiscriminatamente le proteine con l’obiettivo di “produrre più collagene”.
Acqua e alimenti ricchi di acqua. Bere regolarmente durante la giornata è importante per mantenere una corretta idratazione generale, soprattutto dopo settimane trascorse con temperature elevate. Non bisogna però confondere l’idratazione dell’organismo con quella dello strato superficiale della pelle: per quest’ultima sono fondamentali anche la funzione di barriera e l’uso corretto degli emollienti.
E gli integratori di collagene?
Negli ultimi anni gli integratori dedicati alla pelle si sono moltiplicati. Alcuni studi hanno osservato effetti favorevoli di specifiche supplementazioni su parametri come idratazione o aspetto delle rughe, ma i risultati dipendono dal prodotto, dal dosaggio, dalla durata e dalle caratteristiche delle persone studiate.
Per questo l’integratore non dovrebbe rappresentare automaticamente il primo intervento
Anche la skincare deve diventare più gentile
Il recupero della pelle non passa soltanto dall’alimentazione. Nelle settimane successive alle vacanze può essere utile semplificare temporaneamente la routine.
Per una pelle secca o sensibilizzata, l’American Academy of Dermatology raccomanda detergenti delicati e privi di profumo, docce brevi con acqua tiepida invece che molto calda e l’applicazione della crema idratante quando la pelle è ancora leggermente umida. Creme e unguenti risultano generalmente più occlusivi e idratanti delle lozioni molto fluide. (Accademia Americana di DermatologiaAttachment.png)
È invece meglio non eccedere subito con scrub, peeling ed esfolianti, soprattutto quando la pelle appare secca, arrossata o tende a bruciare: un’eccessiva esfoliazione può aumentare l’irritazione anziché accelerare il recupero. (Accademia Americana di DermatologiaAttachment.png)
La protezione solare non finisce con le vacanze
Uno degli errori più frequenti è riporre il solare insieme al costume da bagno.
I raggi ultravioletti continuano a raggiungere la pelle anche una volta rientrati in città. La protezione quotidiana delle zone esposte resta quindi uno degli strumenti più importanti per limitare il danno solare cumulativo.
Le indicazioni dermatologiche raccomandano, quando è necessaria la protezione solare, prodotti ad ampio spettro, resistenti all’acqua e con SPF 30 o superiore, associati alle altre misure di fotoprotezione. (Accademia Americana di DermatologiaAttachment.png)
L’alimentazione ricca di carotenoidi e altri antiossidanti può contribuire ai sistemi di difesa dell’organismo, ma non deve essere considerata una sorta di “SPF da mangiare”: gli studi sull’effetto fotoprotettivo dei nutrienti mostrano effetti graduali e decisamente inferiori a quelli ottenibili con una corretta protezione esterna. (PubMedAttachment.png)
Quanto tempo serve perché la pelle torni in equilibrio?
Non esiste una scadenza valida per tutti. L’aspetto della pelle dipende dal grado di esposizione solare, dall’età, dal tipo di pelle, dalla presenza di dermatiti o altre condizioni, dalla skincare utilizzata e dallo stile di vita generale.
L’obiettivo non deve essere quindi cancellare in pochi giorni gli effetti dell’estate, ma creare le condizioni perché la pelle possa recuperare progressivamente.
Costanza batte intensità: alimentazione varia, sonno adeguato, idratazione, detergenza delicata, emollienti e protezione solare sono una strategia molto più sensata di qualunque trattamento “urto”.








