Agave, effetto sazietà, prebiotico e antinfiammatorio

L'Agave, conosciuta soprattutto per il nettare e i distillati che se ne ricavano, grazie ai fruttani può diminuire il grasso corporeo e aumentare il senso di sazietà

tagmedicina,Agave
- Adv -

Conosciuta principalmente per il nettare o sciroppo, la pianta dell’agave possiede in realtà anche un importante corredo di saponine e altri metaboliti che possono essere sfruttati in terapia. Lo sciroppo d’agave si ricava dalla lavorazione delle pigne della pianta. È prevalentemente costituito da fruttosio, con i vantaggi e svantaggi che ne conseguono. Il genere Agave è nativo nel centro America e i conquistadores poterono costatare che la pianta era già impiegata ed utilizzata dalle popolazioni indigene. Era una pianta centrale per la vita delle civiltà mesoamericane, e i primi studi sul suo utilizzo emersero già nella metà del 1500 ad opera di John Gilton.

I diversi utilizzi dell’Agave

L’utilizzo dell’agave come pianta alimentare risale a ben prima della sua scoperta in America: dalle agavi si ricavano da vari secoli bevande come l’aguamiel (bevuta fresca) e il pulque, ottenuto dalla fermentazione del precedente. Altre bevande che ne derivano sono dei famosi distillati, come il mescal e la tequila, che prende il nome dalla città omonima dove per la prima volta è stato distillato. Ma se sciroppo d’agave e tequila possono essere una minaccia per lo stato di forma delle persone, altri componenti dell’agave possono invece contrastare l’aumento di peso.
È il caso dei fruttani che, in esperimento in vivo, hanno diminuito il grasso corporeo e aumentato il senso di sazietà, riducendo in definitiva il peso corporeo. I dati che si ricavano dalla letteratura descrivono che 96mg/die di fruttani dell’agave somministrati per 12 settimane hanno portato ad una riduzione del 10% del grasso corporeo totale. Tale risultato si è registrato in concomitanza ad una dieta ipocalorica.

Ma sempre riguardo all’alimentazione, l’agave contiene un’altra importante sostanza: l’inulina. Molecola prebiotica, sostiene lo sviluppo della flora batterica residente intestinale. In particolare, l’inulina è in grado di aumentare la conta di actinobacteria e bifidobacteria, oltre a ridurre il metilfenolo ed il pH delle feci. L’aumento di bifidobatteri si traduce in un aumento di acido butirrico, sostanza dalle numerose proprietà benefiche per l’organismo.

Come tutte le piante, l’agave contiene molti altri metaboliti, tra cui oltre 141 saponine steroidee e sapogenine, che recenti studi hanno evidenziato essere attive contro l’infiammazione neuronale. Con una particolare selettività per la riduzione di citochine pro-infiammatorie, quali IL-6 o IL-10. L’utilizzo di 200-400mg/kg in vivo po’ ridurre l’edema: proprietà per la quale l’agave era utilizzata nella medicina popolare del centroamerica. Nella pratica popolare, l’agave viene usata anche come cicatrizzante, ma l’applicazione di pianta fresca sulla cute può causare rossore, irritazione e dermatiti. La linfa, in particolare,sembra essere la parte più irritante della pianta.

Fonti:

J Nutr.2015 Sep. Doi: 10.3945/jn.115.217331
Plant Foods Hum Nutr.2018 Mar. Doi: 10.1007/s11130-018-0654-5
Jama Pediatr.2014 Dec. Doi: 10.1001/jamapediatrics.2014.1609
Phytochemistry.2016 Oct. Doi: 10.1016/j.phytochem.2016.06.010
Nat Prod Res.2019 May. Doi: 10.1080/14786419.2019.1608537

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui