L’esercizio fisico aiuta a prevenire e curare l’ipertensione

Un documento di consenso che spiega l'attività fisica personalizzata più efficace per abbassare i livelli pressori

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L’European Society of Cardiolgy (Esc) ha pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology un documento di consenso che, primo nel suo genere, spiega qual è, in base all’attuale livello di pressione sanguigna di un individuo, l’attività fisica personalizzata più efficace per abbassare i livelli pressori. «Un attacco cardiaco su quattro è causato dall’ipertensione, malattia di cui entro il 2025 soffrirà circa il 60% della popolazione mondiale, secondo le stime attuali» esordisce Henner Hanssen dell’Università di Basilea, in Svizzera, primo firmatario dell’articolo, spiegando che sebbene sia ampiamente accettato che l’esercizio abbassi la pressione sanguigna, finora le raccomandazioni si sono concentrate sulla quantità settimanale di attività fisica, senza considerare i livelli pressori iniziali del singolo individuo.
«Viceversa questo documento di consenso, ha prodotto per la prima volta, grazie a un’accurata analisi che ha preso in esame solo studi di altissima qualità, una guida dettagliata su come ridurre la pressione sanguigna nelle persone ipertese, ma anche normotese» scrivono gli autori, precisando che l’obiettivo delle raccomandazioni è principalmente quello di ridurre il rischio di infarto, ictus e morte per malattie cardiovascolari, aumentando gli anni di vita trascorsi in buona salute. In sintesi, per le persone con pressione sanguigna di almeno 140/90 mmHg, il metodo più efficace è l’esercizio aerobico: camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare. Viceversa, nei soggetti con valori pressori normali (130-139/85-89 mmHg) l’allenamento di resistenza è la prima priorità: sollevamento pesi, squat e flessioni. Infine, chi ha una pressione inferiore a 130/84 mmHg trae i maggiori benefici dall’allenamento isometrico, come per esempio mantenere pesi in posizione fissa per un tempo stabilito.
E in un editoriale di commento Gianfranco Parati e Sergio Caravita del Dipartimento di scienze cardiovascolari, neurali e metaboliche all’Istituto Auxologico di Milano presso l’Ospedale San Luca, commentano: «Servono studi prospettici che cerchino di ottimizzare la prescrizione dell’esercizio considerandone la modalità, la dose e l’adattamento al singolo paziente. Solo in questo modo potremo migliorare ulteriormente la salute cardiovascolare».

Fonte: Doctor33

 Riferimenti bibliografici:

  • Eur J Prev Cardiol 2021. Doi: 10.1093/eurjpc/zwaa141

  • Eur J Prev Cardiol 2021. Doi: 10.1093/eurjpc/zwab002

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