Alla scoperta di una piccola molecola polivalente e plurifunzionale: la Berberina

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La Berberina è un alcaloide presente in diverse piante della famiglia delle Berberidaceae ed in alcune altre specie vegetali. A seconda della specie o varietà, la Berberina risulta essere prevalentemente localizzata nei piccioli, nelle radici, nei rizomi o corteccia.

L’impiego curativo della Berberina nasce originariamente come rimedio antidiarroico ed antidissenterico, rimedio che vanta un lungo e secolare utilizzo nella medicina tradizionale cinese e nella medicina ayurvedica. Ad oggi in effetti, diversi studi hanno confermato sempre più le ampie proprietà antimicrobiche di questo alcaloide.

In anni più recenti, si è passati ad un uso della Berberina sia come ipolipemizzante che ipoglicemizzante sistemico. Il meccanismo d’azione messo in luce in differenti ricerche e volto al controllo dei livelli di colesterolo LDL si è rivelato totalmente differente da quello conosciuto per le statine. Molti altri lavori hanno, poi, confermato le capacità della Berberina di ridurre le fluttuazioni glicemiche nel sangue e controllare i valori di insulina post-prandiale. È stato recentemente descritto per la Berberina un ruolo estremamente rilevante nella modulazione del microbiota intestinale in senso anti-dismetabolico, nonché come potenziale coadiuvante nella dietoterapia della steatosi epatica, spesso in combinazione e sinergia con altri fitocomposti, in particolare, tocotrienoli da Elaeis guineensis ed acido clorogenico da Coffea canephora.

Date le straordinarie proprietà di questa piccola molecola, potremmo davvero definire la Berberina come un’arma estremamente attiva a sostegno del trattamento di svariate patologie su base infiammatoria-sistemica, sia in termini di prevenzione che in termini di supporto ed integrazione alla terapia medica, quando ritenuto opportuno. Tuttavia, contrariamente a quanto però sembrerebbe lecito aspettarsi in relazione ai buoni risultati descritti, la Berberina dimostra un’incompleta disponibilità orale che, evidentemente, ne limita l’efficacia potenziale. Si è pensato, pertanto, all’impiego di potenziali bioenhancer che ne amplifichino la biodisponibilità e la scelta è ricaduta sull’associazione con i flavanolignani estratti dal Cardo Mariano (silimarina), anche se buoni candidati sono risultati anche i ginsenosidi dal Panax ginseng, le catechine gallate dal Thè verde e la naringenina da Pompelmo o Bergamotto.

È fondamentale ricordare che l’uso della Berberina risulta sconsigliato nelle donne in gravidanza ed in allattamento, nonché nei soggetti già trattati farmacologicamente, senza che via sia stato prima parere e valutazione positiva da parte del Medico curante.

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Dott.ssa Roberta Madonna
Sono la Dott.ssa Roberta Madonna, Biologo Nutrizionista ad indirizzo Integrato, Funzionale e Sistemico; sono Farmacista e sono Specialista in Biochimica Clinica. Dal 2008 mi occupo di Nutrizione Umana Fisiopatologica, Dietetica Clinica, Nutrizione Sportiva ed Educazione Alimentare. Sono perfezionata in Nutrizione applicata alle Patologie ed in Terapie Chetogene, in Nutrizione per lo Sport ed in Nutrizione Funzionale, nonché Fisionutrizione e Nutrizione Anti-Aging. Sono appassionata di Epigenetica, Nutraceutica e Microbiota Umano.

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