Perché le ferie estive sono un bisogno psicologico (e non un lusso)

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Nell’immaginario collettivo, le vacanze estive sono sinonimo di mare, viaggi e relax. Tuttavia, da un punto di vista psicologico e neuroscientifico, il periodo di pausa estivo rappresenta molto più di un semplice svago: è un vero e proprio meccanismo di sopravvivenza ed equilibrio per la salute mentale. In una società orientata alla produttività costante, la pausa estiva incontra spesso la resistenza del senso di colpa, percepita come una concessione superflua, viene spesso colpevolizzata o vista come una perdita di tempo. La psicologia della salute dimostra invece il contrario: disconnettersi è la chiave per mantenere un cervello efficiente, creativo e resiliente.

Innanzitutto “staccare” è fondamentale per decomprimerci dal Burnout: il cervello ha bisogno di recuperare. L’esposizione prolungata allo stress lavorativo quotidiano mantiene attivo il nostro sistema nervoso simpatico, responsabile delle risposte di “attacco o fuga”. Livelli cronicamente alti di cortisolo (l’ormone dello stress) compromettono le funzioni cognitive, peggiorano l’umore e indeboliscono la memoria.

Le ferie agiscono, quindi, come un interruttore di reset riducendo lo stress percepito: allontanarsi dalla routine abbassa i livelli di cortisolo e rigenera la memoria lavorativa; la corteccia prefrontale, sovraccaricata dalle decisioni quotidiane, ha finalmente modo di riposare.

Vi è mai capitato di avere l’idea migliore dell’anno proprio mentre eravate sdraiati in spiaggia o a passeggiare in montagna? Non è una coincidenza. Quando non siamo concentrati su un compito specifico, si attiva la Default Mode Network (DMN), un circuito cerebrale coinvolto nel pensiero libero, nell’introspezione e nella creatività.

Le ferie stimolano la DMN, permettendo al cervello di:

rielaborare informazioni e fare collegamenti inaspettati;

trovare soluzioni a problemi complessi accumulati durante l’anno;

aumentare la flessibilità cognitiva e la capacità di problem solving;

Il fenomeno del “Digital Detox” e il recupero delle relazioni

Le vacanze estive offrono, inoltre, l’opportunità ideale per praticare il digital detox (la disintossicazione digitale). Riporre lo smartphone e ridurre l’iper-connessione permette di vivere nel presente e ridurre l’ansia da prestazione sociale, nutrire le relazioni reali, riconnettersi con familiari e amici in modo qualitativo e senza la fretta degli orari lavorativi, rafforzando la rete di supporto emotivo.

Non tutte le ferie, però, hanno lo stesso impatto psicologico. Per far sì che la pausa estiva sia davvero rigenerante, la ricerca suggerisce tre fattori chiave:

il distacco psicologico (Psychological Detachment): smettere non solo di lavorare, ma anche di pensare al lavoro. Evitare di controllare le email aziendali è fondamentale.

l’autonomia: Scegliere liberamente come trascorrere il proprio tempo, senza accumulare troppi impegni o “doveri” anche in vacanza.

esperienze di Padronanza (Mastery Experiences): dedicarsi a passioni, hobby o attività piacevoli che durante l’anno si tendono a trascurare.

Le vacanze, quindi, non sono il premio di consolazione per aver lavorato duramente, né tantomeno un momento perso: sono un investimento strategico sul proprio benessere e sulla propria lucidità mentale. In una prospettiva differente, non stiamo “sprecando tempo” quando ci riposiamo, ma anzi, stiamo creando lo spazio mentale necessario per tornare a vivere e a lavorare con maggior energia, equilibrio e chiarezza.

Dott.ssa Ilenia Gregorio
Psicologa Sociale iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania N. 9622, Psicopedagogista Clinica, Mediatore Familiare Sistemico, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale (Polo Clinico Centro Studi Kairos sede di Napoli dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma). Ha conseguito la Laurea cum Laude a ciclo unico in Scienze Psicopedagogiche presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli discutendo la Tesi in Psicologia Dinamica sui Meccanismi di difesa e le dinamiche psichiche del paziente oncologico. Ha conseguito, inoltre, una seconda Laurea Magistrale in Psicologia Sociale, dei Servizi e delle Organizzazioni approfondendo la Psicologia dei Processi Cognitivi nelle malattie croniche e neurodegenerative con una Tesi sui Disturbi Cognitivi, Affettivi e Comportamentali nella malattia di Parkinson presso l’Università di Roma. Impegnata da anni nel campo della ricerca e del sostegno psicologico e psicopedagogico in oncologia e nelle malattie neurodegenerative inizia nel 2006, la collaborazione in qualità di ricercatrice e supporto alla ricerca con l’INT Fondazione Pascale di Napoli nel Dipartimento di Ginecologia Oncologica e di Psiconcologia che la vede impegnata ancora oggi in Progetti di Ricerca, psico-educazione, sostegno psicologico alle famiglie con patologia oncologica, e psicoterapia occupandosi sia di pazienti pediatrici che di pazienti adulti. Esperta in Infant Observation e Play Therapy, Docente e Formatore ha collaborato con la Lega Italiana Lotta ai Tumori (sezione di Napoli), con la Regione Campania e con enti pubblici e privati in Progetti di educazione Socio-Sanitaria, Counseling psicologico e corsi di formazione regionali. Relatrice in diversi Convegni e Seminari riguardanti tematiche Psicologiche e Pedagogiche è specializzata, inoltre, nel sostegno di famiglie multiproblematiche e devianti avendo lavorato con nuclei familiari a rischio e con forte disagio socio- economico e culturale della II e III Municipalità di Napoli. E’stata ospite in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche trattando tematiche psicologiche, pedagogiche e di salute e benessere. Ha lavorato in Progetti nel campo delle disabilità ed ha coadiuvato programmi di Psicologia della Nutrizione ed Educazione Alimentare nelle scuole e in centri privati. Pubblicista e autrice e di Articoli per diverse testate mediche on line è stata impegnata nella S.C. di Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Tumori di Napoli in attività connesse all’ Emergenza SARS CoV-2. Attualmente lavora come Psiconcologa presso la U.O.C. di Radioterapia dell’INT di Napoli “Fondazione G. Pascale” con pazienti pediatrici e pazienti adulti in trattamento radioterapico.

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