La scorsa settimana, nei giorni in cui ero ricoverato in ospedale in Malattie Infettive, pur stando molto male (quasi in fin di vita), non ho perso l’occasione per potermi confrontare con i colleghi infettivologi e nonostante la debolezza, non ho mai perso la mia vocazione di docente.
Così mi trovavo spesso a discutere con strutturati e specializzandi, nonché con eminenti professori che conosco da una vita, sia sulle sindromi post-infettive che sul Long Covid (ed ovviamente la ME/CFS, la Sindrome della Stanchezza Cronica).
Ho purtroppo dovuto constatare l’assoluta ignoranza sullo specifico argomento, oltre che il disinteresse (in tutto il Policlinico Universitario di Modena e nell’altro grande ospedale cittadino S.Agostino, solo un medico si interessa di Long Covid in un piccolo ambulatorio).
Quando ho chiesto come mai ci fosse così poco interesse per una patologia che, oltre ad interessare milioni di persone, apre la strada importantissima alle “sindromi post-infettive (soprattutto quelle virali), la risposta, anche di un mio collega amico, eminente patologo di fama mondiale, è stata quella di una smorfia e soprattutto l’affermazione: “sai, a questi pazienti e a questa malattia in fondo credo poco: sono pazienti complessi che hanno molti disturbi, molti dei quali riconducibili ad una forte componente “psicosomatica”…”.
Io non ho voluto intavolare una discussione dottrinale, perché non ne ero in grado in quel momento, ma questa ed altre affermazioni, indicano come a questi aspetti fisiopatologici venga dato ancora uno scarso se non scarsissimo rilievo.
Eppure continuano a moltiplicarsi gli studi e le prove che i virus siano concausa (ci sono anche ovviamente aspetti di predisposizione genetica nonché fenotipica) nella genesi (Herpes su tutti) di molte malattie neuro-degenerative (Alzheimer e Sclerosi Multipla, Demenza)( https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(24)01460-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS2211124724014608%3Fshowall%3Dtrue ) così come è acclarato che infezioni banali, come quelle da Coxsakie, Influenza e anche Sars-Cov2 possano causare il diabete, per non parlare dell’Epstein-Barr o l’Epatite C, causa di linfomi.
Insomma, la ricerca sta mostrando sempre di più come virus latenti e non, finora considerati relativamente innocui, continuino a svolgere un ruolo di immunostimolazione (con conseguente immunodisregolazione), causato da una sub-infiammazione cronica che permane nel tempo, con esami ematologici apparentemente normali.
Lo studio del Long Covid e della ME/CFS potrebbero dare un forte impulso alla ricerca non solo nella soluzione di queste complesse sindromi, ma anche alla sempre più evidente relazione tra virus e malattie neuro-degenerative.
Molti Centri di ricerca stanno approfondendo gli studi in tal senso e governi stranieri sembrano rendersi conto dell’importanza di questa relazione.
Solo l’Italia sembra restare “al palo” in questo fondamentale settore, cercando di trovare capri espiatori nella gestione della Pandemia da Covid e addirittura ascoltando i negazionisti della malattia, anziché impegnarsi nel finanziare una ricerca che potrebbe avere un ruolo fondamentale nello studio della risposta immunitaria all’infiammazione cronica subclinica, alla genesi di alcuni tumori, alle malattie degenerative e ai processi di invecchiamento cellulare (inflammaging).








