L’imene è una piega della mucosa che segna il confine tra la vulva e la vagina, contiene una piccola quantità di vasi sanguigni, pochissimi nervi sensibili, poche fibre per lo più elastiche e servirebbe a proteggere l’apparato genitale femminile dalle infezioni ascendenti prima della pubertà. Durante i primi flussi mestruali poi si apre in modo spontaneo e variegato per far passare il sangue.

L’apertura varia quindi da donna a donna, ma in genere non ostacola mai il primo rapporto sessuale, anche se su questo argomento si sono costruiti tanti miti e si raccontano tante leggende metropolitane che si basano essenzialmente sul concetto di verginità. Lo stesso nome “IMENE” prende il nome dalla mitologia, infatti IMENEO, giovane di una fulgida bellezza, figlio di Apollo e forse di Afrodite, camminava alla testa di ogni corteo nuziale proteggendo il rito del matrimonio.
Sino a quarant’anni or sono anche da noi giungevano le richieste di ricostituzione della verginità prima del matrimonio, io stesso ne ho fatta qualcuna, ma mio padre Luigi, noto ginecologo del “Tacco d’Italia” nel secolo scorso, credo che ne facesse più di un paio la settimana, perché si dice fosse molto bravo nel praticare questo intervento definito appunto “imenoplastica”.
Recita comunque un vecchio proverbio cinese:”non lascia traccia al suo passaggio la nave sul mare, il serpente sulla sabia e l’uomo sulla donna”. Infatti la simulazione è lasciata alle capacità mimiche e simulatorie delle dirette interessate che sotto le coperte possono facilmente far intuire di essere alla prima esperienza.
Forse proprio sulla base di questo proverbio sarebbe anche nato “l’imene made in Cina”, per cui con appena 4 euro più spese di spedizione, in Cina pare si possa riacquistare la verginità: una sottile membrana gelatinosa che permetta alle donne di sembrare ancora vergini, acquistabile su uno dei più noti portali on line cinesi … però pare sia stato anche ritirato dal commercio dalle autorità di Pechino.








