LA SOCIETA’ DELLE CATASTROFI, QUALI SCENARI CI ASPETTANO?

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Siamo reduci (anzi ancora immersi) in una ondata di caldo anomala su tutto il continente europeo come non si era mai registrato da 70 anni ed è evidente che negli ultimi anni queste ondate di caldo, spesso prolungate, non hanno risparmiato il paese.

Il cambiamento climatico, non è una ipotesi, è un dato di fatto e quali siano le cause può essere anche oggetto di discussione tra tecnici e scienziati, ma credo che l’evidenza della vita di tutti i giorni, sia sotto gli occhi di tutti.

E’ ovvio che questo, oltre a modificare la flora e la fauna terrestre modifica anche quella marina, tropicalizzando di fatto il Mediterraneo.

Qualcuno potrà anche sorridere pensando che potrebbe essere bello avere, in futuro, la barriera corallina di fronte a Cesenatico o vedere i pesci balestra nella laguna di Venezia (oltre al granchio blu), ma questo cambiamento climatico porterà con sé tutta una serie di vettori di parassiti e di microrganismi a cui la popolazione europea non è preparata.

Diventa oltretutto inevitabile che con il cambiamento climatico, nuove specie di animali o uccelli migratori si adatteranno ai nuovi climi e che nuovi “spillover” (salti di specie) siano possibili tra animali e tra animali e uomo.

Uno scenario ipotetico e di improbabile realizzazione?

Direi proprio di no e le avvisaglie di nuovi vettori, come la zanzara Tigre (proveniente dalle foreste sub-tropicali del sud-est asiatico) ma anche la colonizzazione da parte del Virus West Nile delle nostre zanzare autoctone (Culex Pipiens), dimostra che non solo specie aliene possono diventare vettori di malattia ma che anche le specie autoctone vengono infettate da nuovi microrganismi.

Il discorso di cosa ci aspetterà nel futuro sarebbe lungo e forse degno di romanzi di fantascienza, ma la capacità di prepararsi a nuove sfide, coltivando una nuova cultura dell’emergenza e dell’osservazione epidemiologica, diventa fondamentale.

Io dirigo come Presidente, la MEDIS, una Scuola di Formazione in Maxiemergenze e Disastri (anche pandemici) ma, sia la gente comune che le Autorità Sanitarie, sono ancora culturalmente impreparate a comprenderne il ruolo fondamentale (basti vedere quanto tempo c’è voluto per il Nuovo Piano Pandemico, che sicuramente le Regioni in buona parte non implementeranno né leggeranno).

Tutti pensano che le Catastrofi riguardino solo i terremoti, le esondazioni o al massimo una Pandemia ogni 100 anni, ma non si rendono conto che oggi, la prevenzione dei Disastri (climatici, pandemici, chimici, bellici) passa attraverso una preparazione capillare della popolazione e dei sanitari.

In un contesto dove la cura ospedaliera è sempre più sofisticata e costosa, tutte le “scarse” risorse disponibili vengono destinate agli ospedali e se questa è una realtà innegabile, di contro, il Territorio diventa sempre più sguarnito e povero, senza una rete di assistenza adeguata che una volta fungeva anche da osservatorio epidemiologico.

Una Scuola di Formazione estesa sul territorio nazionale e vocata proprio alla formazione dell’Emergenza Territoriale, non è una pura astrazione per una materia indefinita che tratta ipotesi stocastiche, ma una assoluta necessità per gestire non solo le emergenze, ma saper sviluppare una nuova concezione della programmazione sanitaria del Territorio (dall’uso della telemedicina, ai droni di emergenza, alla dislocazione e funzione delle Case di Comunità, oggi strutturare come semplici studi associati di Medici di Medicina Generale, o delle postazioni del 118).

Finchè non faremo questo “salto culturale” (anche nella formazione universitaria) continueremo a dibattere di dove allocare le scarse risorse sanitarie, tirando la corta coperta da una parte e dall’altra e finendo non solo con lo scontentare tutti, ma perdendo gradatamente efficienza nella gestione ed organizzazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Prof. Enrico Bernini Carri
Laureato presso l’Università degli Studi di Firenze a pieni voti ha conseguito successivamente la Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università degli Studi di Modena ed è Medico Competente in Medicina del Lavoro. Già Ufficiale medico dell’Esercito Italiano ha prestato servizio come Direttore Sanitario e Comandante dei Corsi di Medicina (Preside di Facoltà) presso l’Accademia Militare di Modena e Centro Selezione dell'Esercito in Bologna, partecipando a diverse missioni estere come “Esperto di Pandemie della NATO”. Attualmente riveste il grado di Generale medico della Riserva. Già Presidente del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa, ha fondato ed è Presidente della Associazione Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e Disastri MEDIS. E’ Professore a.c. presso l’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia di Medicina delle Emergenze e Catastrofi (Sc. Spec. di Igiene e Sc. Spec. Di Medicina di Emergenza-Urgenza) e Medico Responsabile Dipartimento della Difesa Civile /Vigili del Fuoco di Modena. E’ Direttore di Redazione della Rivista Scientifica on-line “L’ICOSAEDRO”

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