LE PRESCRIZIONI MEDICHE ED I PREMI IN DENARO

- Adv -

Ha destato molto scalpore inizialmente, ma poi passata rapidamente in secondo piano, l’iniziativa dell’Azienda Sanitaria di Modena di elargire gratifiche economiche a fine anno ai medici di Medicina Generale che avranno prescritto meno farmaci e meno accertamenti sanitari.

Il D.G. dell’Azienda (approvato dall’Assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, sperando che questo errato approccio non venga esteso a tutta la Regione o Nazione) si è giustificato dicendo che questo è un incentivo per i medici di famiglia ad essere più attenti alla appropriatezza delle cure e degli esami diagnostici, a volte ritenuti superflui e ridondanti.

Sicuramente quello dell’appropriatezza terapeutica e diagnostica è un problema che grava in maniera considerevole sui bilanci delle USL e sulle liste di attesa e pertanto va affrontato con rigore e competenza.

La soluzione promossa da Modena sembra però più badare a far quadrare i bilanci che a rispettare le esigenze di diagnosi e cura dei pazienti, con il possibile esito che, chi come medico di MG ha un bacino di utenza di pazienti più anziani (di solito Centro Storico), si troverà a dover rinviare accertamenti diagnostici o terapie per poter ambire alla gratifica economica, rispetto a colleghi che hanno una utenza più giovane (periferie).

Questa iniziativa io la trovo francamente inaccettabile sotto l’aspetto etico e mi meraviglio come l’Ordine dei Medici e i cittadini modenesi stessi non abbiano protestato di fronte a questa scorrettezza.

Essere attenti alla appropriatezza prescrittiva, sulla base dell’Evidence Based Medicine, è un obbligo deontologico di ogni sanitario e non deve essere incentivato con premi in denaro, altrimenti questo distorto principio si dovrebbe applicare a tutti i sanitari, ospedalieri compresi.

Se è necessario rispettare principi di appropriata prescrizione allora piuttosto si faccia una accurata valutazione delle prescrizioni inutili e ridondanti, sanzionando e rimproverando chi non è attento o dando un attestato di benemerenza a chi invece è stato attento.

Nelle Forze Armate, per esempio, il corretto comportamento, sia in pace che in guerra, viene premiato con una medaglia e nessuno si è mai sognato di elargire premi in denaro a chi ha ucciso o ferito o catturato più nemici o delinquenti e lo stesso vale per tutti i Corpi che sono al servizio dello Stato e della cittadinanza (Corpi di Polizia, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, etc).

Questa anomalia, che sta prendendo piede in Italia anche in altri settori del pubblico impiego (già applicata verso i funzionari dell’Agenzia delle Entrate che scovano gli evasori, avendo una percentuale su quanto recuperato), rischia di creare una deriva opportunistica ed individualista che non tiene conto dell’eticità della professione medica.

Rischiamo di diventare una Repubblica basata sui “premi produzione”, come avviene già per i Direttori Generali delle USL, Funzionari e Dirigenti comunali, provinciali e regionali che a volte hanno gratifiche di fine d’anno che equivalgono spesso ad un raddoppio dello stipendio annuo previsto dal contratto: una vera “vergogna”!

Sono sicuro che i colleghi medici di Modena saranno rigorosi nel rispettare l’appropriatezza prescrittiva senza badare al premio in denaro, ma trovo scandaloso che un atteggiamento professionale, che dovrebbe essere improntato all’eticità e al senso di responsabilità, debba essere incentivato con un riconoscimento economico.

Piuttosto si incentivi la responsabilità di ogni medico segnalando ogni anno non chi ha prescritto di meno ma chi ha prescritto meglio e tale riconoscimento deve essere solo a titolo onorifico come avviene per tutti coloro che svolgono un servizio per i cittadini (non a caso si chiama Servizio Sanitario Nazionale).

Trovo assolutamente ingiustificabile e criticabile l’azione intrapresa ritenendo che non sia questo il modo per risparmiare sui bilanci delle Aziende Sanitarie perché ciò non solo rischia di danneggiare la Medicina Preventiva, rinviando esami diagnostici, ma aumenterà ancora di più i tempi delle già lunghissime e inaccettabili liste di attesa.

Prof. Enrico Bernini Carri
Laureato presso l’Università degli Studi di Firenze a pieni voti ha conseguito successivamente la Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università degli Studi di Modena ed è Medico Competente in Medicina del Lavoro. Già Ufficiale medico dell’Esercito Italiano ha prestato servizio come Direttore Sanitario e Comandante dei Corsi di Medicina (Preside di Facoltà) presso l’Accademia Militare di Modena e Centro Selezione dell'Esercito in Bologna, partecipando a diverse missioni estere come “Esperto di Pandemie della NATO”. Attualmente riveste il grado di Generale medico della Riserva. Già Presidente del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa, ha fondato ed è Presidente della Associazione Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e Disastri MEDIS. E’ Professore a.c. presso l’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia di Medicina delle Emergenze e Catastrofi (Sc. Spec. di Igiene e Sc. Spec. Di Medicina di Emergenza-Urgenza) e Medico Responsabile Dipartimento della Difesa Civile /Vigili del Fuoco di Modena. E’ Direttore di Redazione della Rivista Scientifica on-line “L’ICOSAEDRO”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui