IL DOLORE NEUROMUSCOLARE

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Il periostio, la struttura che riveste le ossa, è la parte più innervata dell’organismo. Ad esso si attaccano i tendini, i legamenti e talvolta direttamente i ventri muscolari. Proprio per evitare lesioni muscolo-tendinee da eccessiva trazione, il dolore svolge il ruolo di campanello d’allarme. Esso è tanto più acuto quanto più numerose sono le terminazioni nervose che vengono sollecitate. Invece quando la contrazione muscolare si accompagna a spostamenti dei capi articolari come nel cammino, nei movimenti ed altri gesti quotidiani essa si svolge insensibilmente senza arrecare dolore ed il calore che si genera dal consumo di energia serve ad aumentare la vasodilatazione: questa favorisce il trasporto locale dei nutrienti, soprattutto glucosio il cui metabolismo rigenera l’ATP, ed il riassorbimento degli ioni calcio con conseguente rilasciamento muscolare. Infatti, a differenza di quanto si potrebbe comunemente pensare, la condizione di riposo muscolare è la fase di contrazione (es. “rigor mortis” per arresto della circolazione sanguigna).

La ginnastica aerobica produce più energia (4 ATP) poiché il metabolismo del glucosio in presenza di ossigeno prosegue nei mitocondri (ciclo di Krebs), mentre quella anaerobica produce con la semplice glicolisi meno energia (solo 2 molecole di ATP) ed accumulo di acido lattico che, in soggetti non allenati, può determinare crampi muscolari.

La contrattura antalgica, caratteristica della lombalgia acuta, determina il cosiddetto “blocco” vertebrale. Non essendo di natura infiammatoria, i FANS (antinfiammatori non steroidei) e i cortisonici (questi ultimi assunti a giorni alterni e non con dosi a scalare per ridurre i loro effetti indesiderati) sono poco efficaci in quanto agiscono grazie al solo loro potere analgesico (il diclofenac e derivati sono più efficaci sotto questo aspetto), mentre gli agenti riscaldanti possono favorire il rilasciamento muscolare. Fondamentale in questo caso l’esercizio fisico, con flessioni ed estensioni della colonna lombare oltre a torsioni laterali coinvolgenti i muscoli paravertebrali, che riconosce percentuali di guarigione intorno all’80% (Lancet).

Infine, è possibile che le deformità articolari, caratteristiche dell’artrite reumatoide, siano secondarie ad una alterata trazione tendinea, potendo beneficiare in tal caso della microchirurgia.

Perciò è improprio parlare di “dolore osseo” o da fragilità ossea, come nella osteoporosi: le ossa si rigenerano 5 volte nella vita (Amprino) e sono le sole parti del corpo umano che resistono indefinitamente nel tempo anche oltre la morte.

Dott. Giuseppe Cinquepalmi
Laurea in Medicina e Chirurgia Corso di formazione in Medicina Generale Corso di formazione medico 118 Bari Medico interno in Oncologia Medica Policlinico Bari Medico interno in Pneumologia Policlinico Bari Attualmente Medico di Medicina Generale nei comuni di Capurso e Cellamare Fiduciario dell’Ordine dei Medici di Bari per il comune di Cellamare Referente AFT Capurso Cellamare Ha partecipato al Congresso Nazionale CHEST dell’American College of Chest Phisicians (Paestum 2024) con la relazione dal titolo “LONG COVID FROM DIAGNOSIS TO THERAPY”. Ha partecipato al Congresso Nazionale SIP (Milano 2024) con un e-Poster. Ha pubblicato articoli sulle riviste online “La Voce dei Medici” e “Dottnet”. Ha organizzato il 22 Novembre 2025 presso il Castello Caracciolo di Cellamare il Congresso Internazionale dal titolo: “ COVID 19 FROM PANDEMIC TO NEW VARIANTS VACCINES AND LONG COVID”.

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