Esercizio fisico e invecchiamento cerebrale

Nel mondo moderno e ipertecnologico in cui viviamo per moltissime persone non vale la pena non dico di correre ma neanche di camminare, ormai vengono usati soltanto i polpastrelli delle dita

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L’attività fisica può aumentare la nostra aspettativa di vita, voglio soffermarmi sugli aspetti benefici di una vita attiva sul nostro cervello, perché ricordare quanto dedicare una piccola parte della giornata ad attività aerobiche faccia bene al cuore, ai muscoli e allo smaltimento dei grassi in eccesso sarebbe l’ennesima ripetizione di qualcosa che vi è già stato detto. Nel mondo moderno e ipertecnologico in cui viviamo per moltissime persone non vale la pena non dico di correre ma neanche di camminare, ormai vengono usati soltanto i polpastrelli delle dita e il relax preferito è guardare la televisione sgranocchiando cibo spazzatura. Come conseguenze di tali abitudini il nostro corpo e il nostro cervello si predispongono sempre di più verso patologie come il diabete mellito, le malattie cardiovascolari e le malattie neurodegenerative, che in gran parte sono l’espressione di un comportamento fisico passivo e autodistruttivo. Molti studi si sono concentrati su alcune piccole proteine , le neurotrofine e in particolare sul BDNF o fattore neurotrofico cerebrale vale a dire la proteina più stimolata dalla attività fisica. Questa neurotrofina viene prodotta nel cervello dove svolge un ruolo cruciale, dà una sferzata alla sopravvivenza neuronale, alla plasticità sinaptica, alla crescita assonale, e soprattutto alla neurogenesi adulta ippocampale vale a dire il processo di proliferazione e differenziamento di nuovi neuroni. L’ippocampo è una piccola area cerebrale, simile a un cavalluccio marino, che svolge un ruolo fondamentale nel plasmare le prime tracce della memoria, mettendole in condizione di consolidarsi grazie a un complesso meccanismo e infine di viaggiare verso la corteccia cerebrale dove verranno conservate più o meno a lungo. Il BDNF viene prodotto anche nei muscoli, ecco perché un’ipotesi affascinante suggerisce che, messi sotto pressione da un esercizio fisico costante e regolare i muscoli ne producono una grande quantità con lo scopo di ottimizzare le loro prestazioni energetiche, ma anche una volta immesso nel circolo sanguigno di raggiungere attraverso la barriera ematoencefalica il cervello e li svolgere la sua peculiare funzione neuroprotettiva e pro neurogenica. Alcuni studi stanno evidenziando una connessione tra esercizio fisico e mantenimento o addirittura miglioramento di funzioni cognitive e mnesiche. Per modulare al meglio l’invecchiamento cerebrale non basta solamente una regolare attività fisica, ma anche una sana alimentazione, una corretta integrazione con fitoterapici e nutraceutici, e una gestione dello stress con pratiche di meditazione.

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Dott. Roberto Barbagli
Laureato in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Firenze ne 1982. Nel 2002 ha frequentato Corso Biennale in Fitoterapia Clinica USL Empoli attualmente inscritto nel Registro Medicine Non Convenzionali Ordine dei Medici Rimini. Nel 2008 ha conseguito un Master Internazionale in Dietetica e Nutrizione presso Università Politecnica delle Marche. Membro SINUT esperto in Integratori Alimentari. Attualmente lavora come MMG distretto di Novafeltria (RN), svolge libera professione in Dietetica e Nutrizione Fitoterapia Clinica Medicina Antiaging.

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