Ansia e depressione, approfondimenti diagnostici

L’OMS stima in più di 300 milioni le persone affette da depressione nel mondo, una patologia caratterizzata da una persistente alterazione del tono dell’umore.

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L’OMS stima in più di 300 milioni le persone affette da depressione nel mondo, una patologia caratterizzata da una persistente alterazione del tono dell’umore. Dal punto di vista clinico per umore s’intende uno stato d’animo costante nel tempo, che si manifesta per settimane o anche più, contraddistinto da sintomi quali: riduzione dell’appetito associato a perdita di peso (in altre occasioni l’esatto contrario: incremento dell’appetito e aumento ponderale), debolezza, diminuzione della libido, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, indecisione, alterazione del ciclo sonno veglia (sonnolenza persistente o insonnia con risveglio precoce o con risvegli frequenti durante la notte), pessimismo, pensiero rivolto alla morte e al suicidio, senso di colpa, percezione d’inutilità personale, ansia. Condizione che può essere accompagnata da un peggioramento della sintomatologia soprattutto al mattino.

Ansia e depressione possono diventare talmente preponderanti nella vita di una persona, così presenti e dominanti da divenire una vera e propria condizione morbosa. Ci si riferisce in questi casi a vere e proprie turbe dell’umore. Già Ippocrate nel V secolo a.C. affrontava aspetti e cause della depressione: secondo il grande medico/filosofo greco, l’umore dipendeva dall’equilibrio de quattro umori elementari: sangue, bile gialla, il flegma e la bile nera, sarebbe stata un eccesso di quest’ultima a causare la depressione che in greco antico viene definita melanconia, cioè bile nera. È interessante notare come già all’epoca venisse messo in evidenza il legame tra disturbi psichici e alterazioni della fisiologia, ed è all’interno di questo legame che oggi abbiamo cercato quei parametri che ci potessero essere utili nell’identificazione delle alterazioni biologiche che collaborano a creare le basi perché questa patologia si manifesti.

Abbiamo identificato precisi collegamenti tra questa malattia e alterazioni nella biochimica, e quindi nella fisiologia, del paziente e con IMBIO-Lab di Milano abbiamo messo a punto una serie di approfondimenti diagnostici specifici legati a:

  • MICROBIOTA intestinale (disbiosi): correlazione ampiamente documentata ( Rogers G.B. et al., 2016), così come è dimostrata la correlazione tra disbiosi e stress (Hawrelak J.A., Myers S.P, 2004), o disbiosi e ansia (Collins S.M., Bercik P., 2009). Vengono presi in considerazione i livelli di E. coli così come la presenza di Candida spp o Miceti nelle feci, micro organismi in grado di interferire con l’assorbimento di triptofano (precursore della serotonina) a livello intestinale finendo quindi per collaborare alla riduzione dei livelli stessi di serotonina (Smith, T. 1987). Vengono inoltre misurati Scatolo, Cadaverina e Putrescina urinari sempre come indicatori di una condizione di disbiosi.
  • LIVELLI di CORTISOLO (campione salivare): detto anche ormone dello stress e prodotto Lima-OjedaJ.M. et al., 2017;•dalle ghiandole surrenali (parte corticale), è un ormone steroideo che agisce pressoché su tutte le cellule dell’organismo. La sua concentrazione varia durante le 24 ore seguendo un ritmo circadiano, con valori più elevati nelle prime ore del mattino per poi decrescere fino ad arrivare ai valori più bassi intorno alle ore 22-24.

Esiste un legame indissolubile tra lo stress e i livelli di cortisolo: all’aumentare del primo, sale il secondo; tuttavia se lo stress si protrae per lunghi periodi, i livelli di cortisolo tendono a diminuire con una tempistica differente per ognuno di noi, generando la condizione meno auspicabile: l’esaurimento surrenalico (Selye, 1936) che spesso accompagna la depressione.

Nello stress cronico sono sempre associate due condizioni base: acidosi metabolica e iperglicemia da elevata sintesi di cortisolo. Nel primo caso ritengo sia utile riflettere come siano sufficienti minuscole variazioni di ph intestinale per produrre importanti alterazioni nella composizione del microbiota: ospite e flora batterica scambiano continuamente informazioni e il risultato di questo dialogo determina la differenza tra la nostra salute e la malattia (Hart AL et al, 2002); si viene così a creare un terreno fertile per la proliferazione di Candida e Miceti, l’iperglicemia contribuisce a sostenere questa condizione.

DOPAMINA: è un ormone che partecipa ai processi adattativi del nostro organismo rispetto allo stress: la valutazione dei suoi livelli è utile per determinare proprio il livello di stress che il sistema biologico sta sopportando (Surman M., Janik ME, 2017).

Voglio sottolineare come non sia la valutazione del singolo parametro ad essere indicativa, piuttosto l’analisi dei rapporti tra tutti i protagonisti della risposta adattativa allo stress: analisi che necessariamente deve essere effettuata da un professionista competente e che apre la strada ad un approccio più ampio rispetto a quello tradizionalmente legato alla somministrazione di farmaci che aumentano il tempo di legame tra la serotonina e il suo recettore. Questo tipo di criterio è concepito con la finalità di consentire all’organismo stesso di ricominciare a produrre adeguata quantità di serotonina e di intervenire sulla capacità dell’organismo stesso di reagire nei momenti di intenso stress psico-fisico.

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Dott. Daniele Orlandoni
Farmacista-Biologo nutrizionista.
 Ha sviluppato negli ultimi 15 anni una serie di competenze ad alta specializzazione riguardanti tanto la gestione della Reattività Adattativa Funzionale del Sistema Biologico allo Stress (anche in relazione alla nutrizione e alle intolleranze alimentari), quanto la medicina della longevità.
 Pratico da anni la biorisonanza sfruttandone le opportunità di intervento che essa offre e sono tra i pochissimi professionisti al mondo a possedere l’ATC-330: uno strumento che attraverso l’analisi dei principali liquidi biologici (saliva, sangue e urine) è in grado di valutare la condizione della matrice cellulare.
 Ma è il lavoro sul corpo, grazie allo shiatsu, la parte più complessa e affascinante della mia professione, che mi consente attraverso l’elaborazione delle emozioni, di unire mente e corpo per il benessere della persona.

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