Burro sì, ma senza demonizzarlo: conta la quantità e conta il contesto

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Il burro non è un alimento proibito. Tuttavia, considerarlo completamente “neutro” sarebbe semplicistico: la scelta dipende dall’alimentazione complessiva, dal profilo lipidico e da ciò che il burro sostituisce.

Per anni il burro è stato presentato come uno dei principali nemici della salute cardiovascolare. Oggi il quadro è più articolato. Il rischio non dipende soltanto dalla presenza di grassi saturi, ma anche dall’alimento che li contiene, dalla quantità consumata e dal nutriente con cui vengono eventualmente sostituiti.

Una revisione sistematica con meta-analisi, che ha incluso oltre 400.000 partecipanti, non ha rilevato un’associazione significativa tra consumo di burro e rischio di cardiopatia coronarica. Gli stessi autori, però, sottolineano che il numero di studi disponibili limita le conclusioni sulle quantità e sui diversi sottogruppi di popolazione.

Non tutti i grassi hanno lo stesso ruolo

Il burro contiene soprattutto grassi saturi. In studi controllati, il suo consumo ha aumentato il colesterolo totale e il colesterolo LDL rispetto all’olio d’oliva, mentre altri grassi presenti nel sangue non hanno mostrato variazioni rilevanti.

Questo non significa che una piccola quantità occasionale sia dannosa, ma indica che il burro non dovrebbe sostituire abitualmente gli oli vegetali insaturi, soprattutto l’olio extravergine d’oliva.

Le principali raccomandazioni cardiovascolari invitano infatti a preferire un’alimentazione ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali, frutta secca e grassi insaturi, sostituendo quando possibile i grassi saturi con grassi monoinsaturi e polinsaturi.

Linea guida clinica

È raccomandato privilegiare grassi insaturi e limitare i grassi saturi, sostituendoli con grassi monoinsaturi e polinsaturi per ridurre il colesterolo LDL e il rischio cardiovascolare.

Quale burro scegliere?

Burro tradizionale, salato, chiarificato o “light” restano prodotti diversi soprattutto per gusto, contenuto d’acqua e utilizzo in cucina; nessuna tipologia dovrebbe essere considerata automaticamente salutare o consumata senza moderazione. Il burro chiarificato, per esempio, contiene meno acqua ma rimane un grasso prevalentemente saturo.

La nutrizionista può aiutare a inserirlo in modo realistico nel piano alimentare: una piccola quantità per insaporire una pietanza può essere compatibile con una dieta equilibrata, soprattutto se non si somma frequentemente a formaggi grassi, salumi, dolci e altri alimenti ricchi di grassi saturi.

La regola pratica

Il messaggio corretto non è “burro vietato”, ma burro consapevole:

usarlo occasionalmente e in quantità contenute;

preferire l’olio extravergine d’oliva per l’uso quotidiano;

evitare di sostituirlo con prodotti ultraprocessati ricchi di zuccheri o grassi trans;

prestare maggiore attenzione in caso di ipercolesterolemia, diabete o alto rischio cardiovascolare.

In conclusione, il burro può trovare posto nella tavola, ma non dovrebbe diventare il grasso principale della dieta. Demonizzarlo è semplicistico; consumarlo “tranquillamente” senza considerare quantità e condizioni individuali lo è altrettanto.

Nutrizione e ‘Prevenzione!

Dott.ssa Silvana Di Martino
Nata a Napoli il 6 Luglio del 1970 ed ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche, presso l’Università Federico II di Napoli. Dottore di ricerca in Patologia Clinica, presso Policlinico Università Federico II di Napoli, inizia il suo percorso nel 1997, presso Cirio ricerche ”Produzione di latte delattosato per soggetti intolleranti al lattosio” per il CNR di Napoli. Dal 2003 presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli, sotto la direzione del Prof.re Paolo Ascierto, Valutazione post terapia della immunosoppressione tumorale in pazienti affetti da neoplasia in fase avanzata” Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori “Fondazione Giovanni Pascale” In collaborazione con il CROM e CNR di Avellino, continua il suo percorso di ricerca sul melanoma e indagini epidemiologiche sulla nutrizione” Progetto sull’educazione alimentare nelle scuole medie di Sperone (AV) per il CROM di Avellino” con oltre 30 pubblicazioni a suo nome Nazionali ed Internazionali, di cui alcune a suo primo nome. Dal 2006 sceglie la professione libera nel settore della nutrizione presso il suo centro Nutrizione&Benessere, sito a Casoria in via Leonardo Da Vinci 32, dove da direttore di estetica esercita un completamento estetico a quello nutrizionale e di ricerca, inoltre collabora con vari professionisti, seguendo percorsi nutrizionali che vanno dall’infanzia all’età senile, alla medicina estetica. Dal 2011-2013 con il Mo.D.A.V.I Onlus progetto scuole –Stile di vita e giusta alimentazione nelle scuole medie superiori della campania. Si avvale inoltre dell’analisi di Stress ossidativo, che viene eseguita presso la Federico II di Napoli, per poter elaborare diete antiossidanti. Oltre ad avere il suo centro a Casoria, la dottoressa esercita la sua professione, presso vari studi medici sparsi in tutta Italia, dalla Regione Calabria, alla Toscana al Veneto Dal 2015 diventa pubblicista per varie testate giornalistiche online, fino a conseguire nel 2020, il titolo di giornalista.

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