L’utilizzo di biomateriali nel trattamento della Parodontite

Se il processo infiammatorio è limitato al solo tessuto gengivale parleremo di "gengivite", viceversa in presenza di un coinvolgimento del parodonto profondo (con conseguente perdita di attacco e di osso) parleremo di "parodontite".

La Malattia Parodontale è una patologia ad eziologia batterica e patogenesi infiammatoria che colpisce il “parodonto” (dal greco para “intorno”, odontos “dente”) un complesso anatomo-funzionale che funge da supporto per i nostri denti.

La gengiva rappresenta il “parodonto superficiale”, mentre l’osso, il cemento e il legamento parodontale costituiscono il “parodonto profondo”.

Se il processo infiammatorio è limitato al solo tessuto gengivale parleremo di “gengivite”, viceversa in presenza di un coinvolgimento del parodonto profondo (con conseguente perdita di attacco e di osso) parleremo di “parodontite”.

I segni clinici della gengivite sono rappresentati da gonfiore, rossore e sanguinamento del tessuto gengivale.

La parodontite, oltre a presentare i segni clinici della gengivite (infiammazione gengivale), è caratterizzata dalla formazione di “tasche”, recessioni gengivali, migrazioni e mobilità dentaria.

Gengivite e parodontite costituiscono pertanto due condizioni cliniche molto diverse, sebbene causate dallo stesso agente eziologico (placca e tartaro), infatti mentre la gengivite non mette in pericolo la permanenza del dente all’interno del cavo orale, la parodontite, se non trattata, determina la perdita dell’elemento dentario per progressiva riduzione dell’osso di supporto.

L’obiettivo della terapia della parodontite è quindi quello di arrestare l’infiammazione e la perdita di attacco, al fine di salvare i denti.

Ciò si ottiene attraverso la rimozione meccanica dei fattori causali (placca e tartaro) in una fase definita “terapia non chirurgica” o “terapia causale” (ablazione del tartaro sovra e sottogengivale). Questo tipo di terapia arresta la perdita ossea e l’infiammazione, ma non determina il recupero del parodonto perso a causa della malattia.

E’ possibile recuperare i tessuti profondi (osso, cemento, legamento) persi per parodontite?

La chirurgia parodontale rigenerativa comprende tutte le tecniche finalizzate al ripristino morfologico e funzionale dei tessuti di supporto del dente persi a causa della malattia parodontale (Garrett e coll. 1996).

Ciò avviene grazie all’utilizzo di biomateriali (membrane riassorbibili, innesti ossei, amelogenine, fattori di crescita), e a tecniche chirurgiche mini-invasive.

La metodica “GTR” (Rigenerazione tissutale guidata) si avvale dell’utilizzo di “membrane barriera” che favoriscono la neoformazione ossea impedendo la proliferazione del tessuto gengivale all’interno del difetto parodontale.

Affinché possa essere utilizzata efficacemente come barriera e favorire la rigenerazione parodontale, una membrana deve rispondere ad alcuni essenziali criteri biologici : biocompatibilità (il materiale non dovrebbe indurre reazioni immunitarie, sensibilizzazioni o infiammazioni croniche in grado di interferire con il processo di guarigione) , effetto barriera (il materiale deve comportarsi come una membrana semipermeabile, consentendo la vascolarizzazione del sito operatorio e allo stesso tempo impedendo la colonizzazione del coagulo da parte delle cellule epiteliali e del connettivo gengivale), lo space making (rappresenta la capacità della membrana di preservare in maniera stabile nel tempo uno spazio adeguato per il coagulo ematico a ridosso della superficie radicolare, consentendone la colonizzazione da parte delle cellule del legamento parodontale e di conseguenza la neoformazione di osso che costituisce il culmine della rigenerazione parodontale.

La metodica “ITR” (Rigenerazione tissulare indotta) si avvale di fattori di crescita come il PDGF (Platelet-Derived Growth Factor), IGF (Insuline Growth factor) e le BMPs (Bone Morphogenetic Proteins) oppure di fattori biologici come la fibronectina o l’amelogenina. Tra tutte l’amelogenina è quella che ha dato i migliori risultati sia in termini di guadagno di attacco clinico che in termini di riduzione della tasca parodontale.

L’amelogenia (emdogain) è una proteina adamantina di origine suina che , posta a contatto con la radice del dente, inibisce la proliferazione delle cellule epiteliali favorendo in tal modo la rigenerazione del parodonto profondo (formazione di osso e nuovo attacco).

Gli innesti ossei ed alloplastici vengono utilizzati in terapia parodontale rigenerativa prevalentemente come supporto per stabilizzare il coagulo, e per permettere alle membrane riassorbibili di non collassare nel difetto. Hanno tutti un’azione osteoconduttiva, in alcuni casi anche osteogenetica ed osteoinduttiva. Fanno parte di questa categoria l’osso autologo (osso del paziente), osso omologo (osso proveniente da individui della stessa specie del ricevente), osso enologo (proveniente da specie diverse del ricevente), osso alloplastico (di origine sintetica).

Fondamentale in terapia parodontale rigenerativa è la gestione chirurgica dei lembi. Alla base del successo vi è il principio che la preservazione del tessuto interdentale (papilla interdentale) favorisca la stabilità del coagulo e di conseguenza la rigenerazione parodontale.

Fattori di rischio come il fumo, il diabete e la quantità di placca devono essere sempre presi in considerazione e tenuti sotto controllo prima di sottoporre un paziente a questo tipo di terapia, al fine di aumentare le probabilità di successo.

Possiamo quindi concludere che, grazie allo sviluppo delle tecniche chirurgiche e all’introduzione di specifici biomateriali, è possibile oggi rigenerare il parodonto perso a causa della malattia parodontale, migliorando la prognosi dei nostri denti.

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Dott. Marco Matarasso
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. Specializzato in Chirurgia Orale presso l'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli Dottore di Ricerca in Parodontologia - Università degli studi di Napoli Federico II Docente/Tutor presso il Master di II Livello in Parodontologia ed Implantologia presso l'Università di Napoli Federico II. Libero professionista in Napoli - Capri - Cercola

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