Lo stato dell’arte: prodromi di un vaccino

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Il futuro utilizzo di un vaccino efficace – malgrado la forte pressione mediatica e popolare, esercitata dalla pandemia di COVID-19 e la speranza che ognuno di noi ripone nella ricerca scientifica – deve essere necessariamente preceduto da studi rigorosi che richiedono un certo periodo di tempo, necessario a valutarne l’efficacia e la sicurezza.
Infatti, lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo, che normalmente richiede anni e cospicui investimenti economici. I trial clinici richiedono numerosi test su migliaia di persone e di regola, iniziano dopo circa 2-5 anni dalle ricerche preliminari sulla risposta immunitaria, cui seguono altri due anni di prove precliniche che coinvolgono la sperimentazione animale e solo in ultimo, umana.
Se il vaccino mostra essere sicuro ed efficace, deve poi rispondere a tutti i requisiti regolatori ed ottenere l’approvazione.
Nell’attuale emergenza pandemica, è stato proposto un periodo di tempo più ristretto rispetto agli standard, compreso tra 12 e 18 mesi, con team di esperti di tutto il mondo che lavorano per aumentare la velocità per trovare un candidato efficace.
Ed ancora, trattandosi di un’emergenza sanitaria che interessa ogni Nazione, la capacità di produzione del vaccino dovrebbe essere garantita prima del termine degli studi clinici e ripartita globalmente per garantirne anche un’equa distribuzione.
A tal proposito, l’OMS ha riunito Leader mondiali e Partner sanitari, compresi quelli del settore privato, in un’iniziativa mirata ad accelerare lo sviluppo e la produzione del nuovo vaccino anti Covid-19, di test e trattamenti per consentire un accesso equo in tutto il mondo.

Fra i numerosi studi attivati presso i più importanti Istituti di Ricerca di tutto il mondo, si segnalano – prendendo a riferimento il sito www.clinicaltrials.gov – trial clinici finalizzati a valutare l’efficacia di vaccini contro l’infezione da SARS-CoV2 (COVID-19); mentre per rimanere costantemente aggiornati è possibile controllare sulla pagina Coronavirus Disease (COVID-2019) R&D dell’Organizzazione mondiale della sanità, i report sullo stato delle ricerche in tempo reale.

Ritornando alle fasi iniziali della ricerca di un vaccino, la stessa ha inizio con la valutazione in vitro delle componenti dell’agente che andrà a costituire la componente attiva del vaccino.
Una volta definito questo aspetto, ha inizio la cosidetta fase preclinica in cui viene testata la risposta immunitaria e/o i meccanismi avversi su organismi viventi complessi non umani.
La ‘Coalition for Epidemic Preparedness and Innovations’(CEPI) – organizzazione internazionale che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo e lo stoccaggio di vaccini contro microorganismi in grado di causare nuove e spaventose epidemie – sta coordinando i numerosi progetti per la preparazione di vaccini contro il virus SARS-CoV-2
A causa della recente scoperta del virus e della difficoltà di prevedere il tipo di risposta immunitaria prodotta, le strategie adottate risultano dunque molto diversificate fra loro e, di conseguenza, il tipo di vaccino in grado di proteggere dall’infezione.
In particolare, i ricercatori stanno lavorando su cinque tipologie di vaccini:
* Vaccino a RNA: si tratta di una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio che, una volta iniettata nell’organismo umano, induce le cellule a produrre una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria (producendo anticorpi che, conseguentemente, saranno attivi contro il virus)
* Vaccino a DNA: il meccanismo è simile al vaccino a RNA. In questo caso viene introdotto un frammento di DNA sintetizzato in laboratorio in grado d’indurre le cellule a sintetizzare una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria
* Vaccino proteico: utilizzando la sequenza RNA del virus (in laboratorio), si sintetizzano proteine o frammenti di proteine del capside virale. Conseguentemente, iniettandole nell’organismo combinate con sostanze che esaltano la risposta immunitaria, si induce la risposta anticorpale da parte dell’individuo.
* Vaccino inattivato: è ottenuto uccidendo il virus con sostanze chimiche, con il calore o con le radiazioni. Il virus intero inattivato include l’intero virione che causa la malattia, pertanto presenta diverse parti antigeniche, che inducono nell’ospite (persona sottoposta a vaccinazione) una risposta immunologica contro il patogeno. Il virus intero inattivato presenta diversi vantaggi, tra cui un basso costo di produzione, sicurezza e non implica manipolazione genetica. Questo approccio utilizza una tecnologia che ha dimostrato di funzionare molto bene, sono infatti prodotti con questa metodologia i vaccini contro l’influenza e la poliomielite, ma richiede attrezzature di laboratorio specializzate e può avere un tempo di produzione relativamente più lungo rispetto ad altre metodiche.
* Vaccino a vettore virale non replicante: utilizza un virus sicuro come l’adenovirus che è stabile e non replicante per trasportare materiale genetico oppure uno o più antigeni che inducono in tal modo un’immunità cellulo-mediata oltre ad una risposta immunitaria umorale. I vaccini vettoriali sono caratterizzati da una forte immunigenicità e sicurezza. Esistono oltre 50 sottotipi di Adenovirus umano, fra cui l’Adenovirus sierotipo 5 (Ad5) che è un virus stabile e non replicante, utilizzato nello sviluppo di diversi vaccini. Tuttavia, l’immunità preesistente contro Ad5 umano è diffusa, ostacolando il suo utilizzo come vettore per lo sviluppo di vaccini. L’adenovirus di scimpanzé (usato per esempio nel caso del vaccino ChAdOx1) rappresenta un’alternativa al vettore di adenovirus umano per la sua sicurezza e la mancanza di immunità preesistente negli esseri umani.

FONTI:
-who.int
-celi.net
-salute.gov.it
-clinicaltrials.gov
-unric.org
-Iss.it
-eda.admin.ch

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Maddalena Matilde Magda Della Serra
E' stata Docente di Lettere Antiche presso i Licei di Roma, Assistente di “Paleografia e Diplomatica” presso l’Universita’, Revisore di articoli giuridici ed esegesi delle fonti del diritto presso l’Enciclopedia Giuridica Treccani. Ha perfezionato gli studi con Master e Corsi. Attualmente in Quiescenza, nello Stato si dedica alla libera passione per il Giornalismo e per la Scrittura Creativa

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