Chirurgia bariatrica, revisione mette in luce sicurezza, efficacia, e vantaggi in caso di comorbilità

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Dato che le moderne procedure chirurgiche mirate al controllo del peso presentano forti prove di efficacia e sicurezza, tutti i pazienti con obesità grave, e in particolare quelli con diabete di tipo 2, dovrebbero essere informati dei rischi e dei benefici della chirurgia rispetto al trattamento medico. Questo è quanto riferiscono, in una revisione della letteratura pubblicata su Jama, David Arterburn, del Kaiser Permanente Washington Health Research Institute di Seattle, e il suo gruppo di lavoro, sottolineando che la decisione sulla chirurgia dovrebbe essere guidata principalmente dalle preferenze del paziente adeguatamente informato.

Nonostante le linee guida dei National Institutes of Health del 1991 raccomandassero la chirurgia bariatrica nei pazienti con un indice di massa corporea di 40 o più, oppure di 35 o più in presenza di gravi comorbilità, sempre più prove indicano che questo approccio possa essere utile anche per i pazienti con diabete di tipo 2 e un indice di massa corporea da 30 a 35, se l’iperglicemia non è adeguatamente controllata. «L’obesità grave e le malattie correlate sono molto comuni negli Stati Uniti, ma attualmente pochissimi pazienti con queste patologie scelgono di sottoporsi alla chirurgia bariatrica. Perché i pazienti siano meglio informati sono necessarie sintesi delle prove dei benefici e dei rischi della chirurgia bariatrica, e noi ci siamo mossi in quest’ottica» afferma Arterburn. Gli esperti riportano prove sostanziali sul fatto che la chirurgia determini miglioramenti più evidenti nella perdita di peso e negli esiti del diabete di tipo 2 rispetto agli interventi non chirurgici, indipendentemente dal tipo di procedure utilizzate. È emerso inoltre che la gastrectomia a manica e il bypass gastrico hanno effetti simili sulla perdita di peso e sugli esiti del diabete, e una sicurezza simile. Tuttavia, affermano i ricercatori, le prove suggeriscono che la gastrectomia a manica sia associata a un minor numero di reinterventi e che la procedura di bypass possa portare a una perdita di peso e a un controllo glicemico più duraturi. Dal punto di vista della sicurezza, il documento riporta dati attuali secondo i quali i tassi di mortalità perioperatoria vanno dallo 0,03% allo 0,2%, il che rappresenta un notevole miglioramento dall’inizio degli anni 2000. Secondo gli esperti, saranno necessari studi randomizzati a lungo termine per valutare l’effetto delle procedure bariatriche su malattie cardiovascolari, cancro e altre patologie, e per esaminare al meglio le prestazioni delle procedure emergenti.

Jama 2020. Doi: 10.1001/jama.2020.12567
https://dx.doi.org/10.1001/jama.2020.12567

 

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