Pene  curvo, storto; cosa fare e quando intervenire

Il pene curvo è quasi sempre motivo di ansia e preoccupazione per l'uomo che ne è affetto, non tanto per motivi estetici, quanto per il dubbio, specialmente nel giovane affetto da pene curvo congenito, di quelle che saranno le possibilità penetrative e se ci potranno essere problemi durante l'attività sessuale.

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Il pene curvo è una condizione relativamente frequente. Consideriamo due tipi di pene curvo : il pene curvo congenito legato a una simmetria dei due corpi cavernosi che porta quindi chiaramente ad una modesta curvatura del pene, talvolta banalmente per la presenza di un frenulo breve che tira verso il basso i corpi cavernosi in erezione, e un pene curvo acquisito ossia che si presenta durante il percorso della vita sessuale dell’uomo, legato alla presenza di fibrosi dei corpi cavernosi o della tunica albuginea che prende il nome di morbo di La Peyronie o Induratio Penis Plastica, che può essere successiva a microtraumi (anche durante i rapporti sessuali ) e che tende a comparire più frequentemente nel soggetto diabetico e nel fumatore.

Il pene curvo è quasi sempre motivo di ansia e preoccupazione per l’uomo che ne è affetto, non tanto per motivi estetici, quanto per il dubbio, specialmente nel giovane affetto da pene curvo congenito, di quelle che saranno le possibilità penetrative e se ci potranno essere problemi durante l’attività sessuale.

Diciamo subito che nel pene curvo congenito di basso grado non ci sono e non ci devono essere motivi di preoccupazione. Nelle forme gravi che vanno oltre i 60 ° sarà allora opportuno indicare al paziente la necessità di eseguire un intervento chirurgico di plicatura o di corporoplastica che tende a raddrizzare il pene creando una tensione dalla parte opposta, con banalissimi interventi di plicatura.

Nelle forme acquisite il discorso è più o meno simile, fermo restando che in questi casi la patologia può peggiorare negli anni. Anche qui solitamente si interviene nei gradi importanti che vanno dai 60 anni 90 gradi. Oggi giorno le armi a disposizione sono molteplici ma da un punto di vista inerente alle linee guida la possibilità di recupero sono con la  iniezione di Xyapex, una collagenasi in grado di ammorbidire la placca ,o con interventi di plicatura e corporoplastica.

 

 

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Dott. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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