L’uso dell’ ipnosi nell’ infertilità

L’ipnosi è uno degli strumenti che può affiancare la coppia che si rivolge ad un centro di procreazione medicalmente assistita.

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Nell’ ipnosi il paziente, come abbiamo visto nell’ articolo precedente, attraverso l’induzione, si trova a sperimentare una serie di cambiamenti a livello di sensazioni, percezioni, pensieri e comportamento.

Questa fase iniziale comprende suggestioni di rilassamento, benessere e calma (1993, Psychological Hypnosis, A Bulletin of Division 30, 2). Sono molti i campi applicativi dove l’ipnosi può essere utilizzata.

Pensiamo al dolore cronico, o ai disturbi alimentari, sessuali o nel caso di pazienti che desiderano smettere di fumare. In questo articolo ci focalizzeremo sull’ utilizzo dell’ipnosi nell’ infertilità di coppia.

La diagnosi di infertilità investe vari ambiti della vita della coppia. Varie sono l’ emozioni che si susseguono dalla rabbia, alla delusione, alla tristezza. L’ipnosi è uno degli strumenti che può affiancare la coppia che si rivolge ad un centro di procreazione medicalmente assistita.

L’infertilità è intesa come l’ incapacità di concepimento entro due-tre anni di rapporti non protetti. Sono molte le coppie che non riescono ad avere figli,e allo stato attuale l’ incidenza di tale condizione è in aumento ed è stimata a livello mondiale tra il 10 ed il 20% delle coppie in età riproduttiva.

Nel corso degli anni, numerose le coppie che fanno ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), che per alcuni versi rappresenta una soluzione importante , ma non ancora soddisfacente al problema infertilità.

Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, comprendono tecniche di primo livello e tecniche di secondo livello. Nel primo caso figura l’ inseminazione intrauterina, che permette la deposizione del gamete maschile , opportunatamente trattato nell’ apparato genitale femminile. Nel secondo caso rientrano la Icsi e la Fivet.

Le due tecniche si differenziano per la modalità di inseminazione degli ovociti , mentre la fase preparatoria è sovrapponibile per entrambe .

Gli studi che riguardano l’utilizzo dell’ ipnosi in un campo tanto complesso, come l’ infertilità,riguardano due filoni di ricerca importanti .

Il primo considera l’ipnosi nel campo come unico trattamento ed è sostenuto da una scarsa letteratura che riguarda soprattutto case study in cui viene riferito di casi trattati con successo (gravidanze portate a termine) (Melvin, Gravitz, 995).

Il secondo,quello più accreditato e sorretto da un’ amplia letteratura, sostiene l’utilizzo dell’ ipnosi in casi d’infertilità di coppia come accompagnamento alle tecniche di PMA.

Se pensiamo che nella Fivet, il trasferimento dell’embrione nel grembo materno avviene solitamente senza anestesia: il grande stress che ne deriva può manifestarsi con un’involontaria contrazione dell’utero e con il conseguente aumento delle probabilità di insuccesso dell’operazione.

Grazie all’utilizzo dell’ ipnosi la donna arriva al momento dell’impianto completamente rilassata, maggiormente distesa ed in grado di gestire la propria angoscia e ad essere consapevole delle proprie risorse, affrontare la situazione con minor stress e ansia.

Tra gli altri benefici dell’ ipnosi risultano esserci un aumento della cura e consapevolezza di se stessi,le coppie imparano nuove tecniche di rilassamento e sviluppano nuove capacità di coping.

L’ipnotista accompagna la donna per tutta la durata dell’ intervento. Questo potrebbe rappresentare un importante inizio per utilizzare l’ipnosi come accompagnamento alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e offrire uno strumento in più per affrontare un argomento difficile e delicato come l’ infertilità.

Non sono ancora del tutto noti i meccanismi d’azione dello stress sulla fertilità. Un recente studio fato dall’ università di Birmingham, pubblicato su Fertility e Sterility conferma una relazione esistente tra una condizione di tensione psicofisica cronica,l’ alterazione del quadro neuroendocrino e una ridotta capacità riproduttiva.

 

Psicoterapeuta, ipnotista e sessuologa clinica. Lavora all' ospedale Sandro Pertini di Roma ( reparto UOC Fisiopatologia della Riproduzione e Andrologia) con lo scopo di assistere le coppie , da un punto di vista psico sessuologico, che decidono di intraprendere un percorso di fecondazione assistita. La sua attività prevede anche una collaborazione con il Policlinico Umberto I di Roma, dove lavora a stretto contatto con l' andrologo occupandosi di problematiche sia andrologiche che sessuologiche. Svolge attività privata in un poliambulatorio ( viale del policlinico 129/ a 1 piano studi medici ) insieme ad altre figure professionali.

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