Affettività e sessualità :come il coronavirus incide su aspetti importanti della nostra vita.

Una cosa è certa: la sessualità, date le misure restrittive imposte ,sta vivendo un rallentamento

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Tutto è cambiato in poco tempo: le nostre abitudini, le attività lavorative, il nostro approccio alla vita, la nostra affettività. Prima o poi dovevamo fermarci; i nostri ritmi erano diventati troppo veloci, meccanici, agitati.

Quante volte ci siamo detti “non ho tempo”, “ho troppe cose da fare” e ci siamo trascinati avanti di corsa, spinti unicamente da quel fare, da quel progetto da consegnare, da quella scadenza da completare, dimenticandoci completamente di noi stessi e di chi ci sta accanto.

Quante volte abbiamo rimandato un incontro, una cena, una chiacchierata, un appuntamento con i nostri cari per inerzia, pigrizia o per il nostro consueto modo di fare e di procrastinare.

Ora siamo costretti a fermarci. Siamo obbligati a vivere nel presente e non siamo abituati. Forse è il momento in cui possiamo fare quel passo di qualità che per anni abbiamo rimandato, forse possiamo volgere il nostro sguardo su cosa sta accadendo.

Quello che accade dentro di noi è importante; potremo iniziare, per esempio, quando questa emergenza sarà finita, ad essere meno distratti quando abbracciamo o baciamo l’altro, a dare valore ad una stretta di mano, a non dare per scontata una carezza sincera su un graffio dell’anima.

Ognuno di noi può usare questa esperienza come meglio crede. Quanto è difficile oggi mantenere quel metro di distanza. Abbiamo faticato tanto e ancora fatichiamo per costruire dei legami solidi ed ora ci troviamo a dover fare i conti con il distanziamento affettivo, sociale e corporeo.

Siamo esseri sociali e abbiamo bisogno di calore e di interagire con l’altro, raggiungendo un equilibrio tra assenza e vicinanza. Il contatto, l’affettività, la sessualità sono tutti ingredienti dell’amore e della relazione che questo virus sta mettendo a dura prova. Uno degli strumenti che abbiamo per esprimere tutto quello che sentiamo è la parola che, per molti aspetti, si sostituisce alle carezze, ai baci e agli abbracci.

Tante coppie si trovano a vivere a distanza, altre sotto lo stesso tetto. La convivenza forzata può mettere a dura prova l’equilibrio della coppia, slatentizzando vari aspetti dei partner e facendo emergere intolleranze, liti ed incomprensioni.

Ogni coppia, in una dimensione spazio- tempo, si organizza cercando un equilibrio tra la presenza e l’assenza dell’altro. Ci sono delle cose che facciamo con il partner, altre no e la convivenza forzata può far vacillare quest’equilibrio ma offre anche un’occasione per trovare la giusta distanza. Il virus ha bloccato tutto ciò, determinando dei cambiamenti anche nella sfera sessuale.

Diventa difficile fare l’amore a un metro di distanza. Il sesso non è contagioso ma in questo momento, in particolar modo nei rapporti occasionali, può essere rischioso dato che non si conoscono i comportamenti e le abitudini dell’altro.

Ben diversa è la situazione nelle coppie stabili, nei conviventi. In questo caso non è raro che in uno dei partner possa subentrare l’ansia, la paura, l’angoscia del contagio e può mancare una sintonizzazione sessuale.

Il nostro cervello non è sintonizzato sul piacere ma sulla paura e allora diventa difficile avere un rapporto soddisfacente. Stare vicino al proprio partner, rassicurarlo, ascoltare e comprendere le sue emozioni diventa di fondamentale importanza.

Una cosa è certa: la sessualità, date le misure restrittive imposte, sta vivendo un rallentamento. Le chat, la scrittura diventano gli unici strumenti per esprimere quello che si sente, per stemperare tensioni e mancanze e restare connessi con l’altro.

La sessualità diventa sexting, e revenge porne e attraverso videochiamate, messaggi con espliciti contenuti erotici si cerca di colmare la distanza dall’altro.

Fondamentale anche in questo caso trovare il giusto equilibrio; da una parte queste modalità possono aiutare i partner a sentirsi più vicini ed intimi dall’altra occorre tutelare se stessi, evitando comportamenti malsani e rispettando ognuno la privacy dell’altro.

Una buona occasione, in questo periodo, può essere rappresentata dall’ autoerotismo che potrebbe offrire una conoscenza maggiore di se stessi e del proprio corpo. Avere fantasie, creare scene piacevoli e gradevoli, dare potere all’ immaginazione, concedersi di fantasticare rappresentano degli ottimi antidoti all’ ansia e allo stress.

Non dimentichiamoci, se abbiamo l’occasione, di fare bagni caldi e profumati con l’utilizzo di oli e di essenze; un ottimo modo per prendersi cura di se stessi e del proprio benessere.

Nonostante tutti noi non stiamo vivendo un bel periodo e l’ansia e lo stress rappresentino dei nemici per la sessualità, risulta fondamentale ascoltare le proprie emozioni, prendersi cura del proprio corpo, valorizzando l’intimità e la sessualità attraverso le coccole ed il supporto reciproco con il partner.

L’ affetto e le coccole sono un modo molto importante per manifestare l’intimità corporea ed un modo in cui la sessualità può esprimersi. Per le coppie di lunga data può essere un modo per ricoprirsi, ricreando un’intimità erotica e una nuova consapevolezza.

 

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Dott.ssa Teresa Cocchiaro
Psicoterapeuta, ipnotista e sessuologa clinica. Lavora all' ospedale Sandro Pertini di Roma ( reparto UOC Fisiopatologia della Riproduzione e Andrologia) con lo scopo di assistere le coppie , da un punto di vista psico sessuologico, che decidono di intraprendere un percorso di fecondazione assistita. La sua attività prevede anche una collaborazione con il Policlinico Umberto I di Roma, dove lavora a stretto contatto con l' andrologo occupandosi di problematiche sia andrologiche che sessuologiche. Svolge attività privata in un poliambulatorio ( viale del policlinico 129/ a 1 piano studi medici ) insieme ad altre figure professionali.

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