Steatosi epatica non alcolica. Come migliorare lo stile di vita

In un programma di Medicina Anti Aging è essenziale garantire un buon funzionamento epatico così da ottimizzare la capacità di detossicazione dell’organismo.

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In un programma di Medicina Anti Aging è essenziale garantire un buon funzionamento epatico così da ottimizzare la capacità di detossicazione dell’organismo.

La steatosi epatica non alcolica è una condizione clinica caratterizzata da infiltrazione intracellulare di trigliceridi nel fegato, la sua evoluzione sul lungo termine può portare a fibrosi e cirrosi epatica, diabete mellito di tipo 2 e malattie cardiovascolari su base aterogena. In attesa di terapie specifiche, il trattamento principale della steatosi è attualmente il miglioramento dello stile di vita finalizzato in particolare al calo ponderale e alla riduzione dell’ insulina -resistenza. Quindi l’indicazione generale è quella di prescrivere diete relativamente ipocaloriche (con una quantità calorica realmente proporzionale al consumo energetico) con carboidrati prevalentemente a basso indice glicemico e riducendo al minimo il consumo di fruttosio, contenuto in gran quantità nelle bevande dolcificate, alcol, grassi saturi e idrogenati presenti in tutti i prodotti di pasticceria. Fondamentale è il ruolo dell’attività fisica, da implementare quanto più possibile in funzione del grado di allenamento e delle eventuali comorbilità, che se fatta in maniera regolare riduce i livelli di transaminasi e il grado di epatosteatosi. Per quanto riguarda il ruolo dei fitoterapici e denutraceutici ci sono delle molecole adeguatamente studiate per i loro effetti favorevoli sulla steatosi epatica. Silimarina potente agente antiossidante estratto dal cardo mariano con uno specifico tropismo per il fegato. I dati disponibili mostrano l’abilità della silimarina (somministrata da sola o quasi sempre in associazione a bassi dosaggi di vitamina E ) di migliorare insulino resistenza e marcatori indiretti di epatosteatosi, il suo impiego deve essere continuativo (non a cicli) e protratto nel tempo almeno fino a reversibilità del quadro ecografico conseguente ad ottimizzazione dello stile di vita.Vitamina E deve essere usata a bassi dosaggi e meglio se associata a silimarina. VITAMINA Dla vitamina D3è un ormone che gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo minerale, ma anche nella regolazione di risposta immunitaria e infiammazione (riduzione significativa di proteina C reattiva ad alta sensibilità)  con importanti ripercussioni sia sulla salute del fegato che cardiovascolare; alcuni studi dimostrano che la sua supplementazione (quando necessaria) migliora l’insulina-resistenza ed i parametri correlati in pazienti affetti da steatosi epatica .Omega-3 nell’organismo umano gli acidi grassi polinsaturi della serie omega 3 sono coinvolti in un elevatissimo numero di attività biologiche, sebbene una dieta bilanciata possa in teoria apportare una quantità adeguata di questi acidi, l’impoverimento qualitativo e della biodiversità dei componenti della dieta, le modalità di lavorazione e cottura, fa si che la loro supplementazione sia sempre più spesso necessaria. Una recente meta-analisi di trials clinici controllati ha poi mostrato che la supplementazione con omega 3 contribuisce significativamente alla riduzione dei livelli circolanti di transaminasi e gamma-Gt. Astaxantina è una possibile alternativa nutraceutica alla vitamina E, carotenoide di origine marina di colore rosso violaceo possiede una potenza antiossidante maggiore rispetto ai più comuni antiossidanti naturali. In modelli sperimentali preclinici risulta più efficace della vitamina E nel ridurre lipogenesi, insulino-resistenza, infiammazione epatica e fibrogenesi, sembrerebbe quindi l’antiossidante naturale ideale per la prevenzione della steatosi epatica. Coenzima Q10 un altro agente antiossidante per la gestione della steatosi epatica, in un recente studio clinico in doppio cieco randomizzato contro placebo, ha determinato una significativa riduzione dei marcatori epatici, nonché un miglioramento del quadro lipidico tipicamente associato alla steatosi, inoltre ha ridotto i livelli di LDL  e la pressione arteriosa. Il principale limite del suo impiego è la necessità di usare dosaggi elevati (> 100mg/die) e formulazioni farmaceuticamente modificate per avere una aumentata biodisponibilità dato che di per sè ha scarso assorbimento orale. Berberina estratta da numerose piante medicinali del genere berberis, è dotata di azione ipolipemizzante ed insulina-stabilizzanti. Curcuma estratta dalla Curcuma longa, altro agente insulina-sensibilizzante migliora significativamente i parametri correlati alla steatosi. Resveratrolo particolarmente concentrato nella buccia dell’acino d’uva è caratterizzato da importante attività antiossidante, vasoprotettiva( sia a livello cerebrale che periferico) ed insulina-sensibilizzante. Probiotici letteratura crescente mostra come anche la supplementazione cronica con probiotici e/o simbiotici possa migliorare diversi parametri correlati alla steatosi epatica ( insulina-resistenza, livelli plasmatici di transaminasi, grado di infiltrazione lipidica del fegato).

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Dott. Roberto Barbagli
Laureato in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Firenze ne 1982. Nel 2002 ha frequentato Corso Biennale in Fitoterapia Clinica USL Empoli attualmente inscritto nel Registro Medicine Non Convenzionali Ordine dei Medici Rimini. Nel 2008 ha conseguito un Master Internazionale in Dietetica e Nutrizione presso Università Politecnica delle Marche. Membro SINUT esperto in Integratori Alimentari. Attualmente lavora come MMG distretto di Novafeltria (RN), svolge libera professione in Dietetica e Nutrizione Fitoterapia Clinica Medicina Antiaging.

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