La sindrome del tunnel carpale, come riconoscerla.

I sintomi di questa malattia sono causati da una compressione del nervo mediano a livello del polso. Le cause sono svariate, ma è soprattutto legato all’intenso lavoro manuale ripetitivo (come ad esempio stirare, cucire, maneggiare utensili di precisione, usare il mouse del computer ecc…) .

tagmedicina, la sindrome tunnel carpale

La sindrome del tunnel carpale è una patologia che colpisce indifferentemente uomini e donne prevalentemente in età compresa tra i 40 ed i 60 anni. Il disturbo riconosce svariate cause, ma soprattutto è legato all’intenso lavoro manuale ripetitivo (come ad esempio stirare, cucire, maneggiare utensili di precisione, usare il mouse del computer ecc…) ed è più frequente nei diabetici, negli ipotiroidei e nei malati di artrite reumatoide.

La sintomatologia è caratterizzata tipicamente dalla comparsa, specie di notte, di intenso formicolio ad una o entrambe le mani, confinato alle prime tre dita, che sveglia il paziente costringendolo a muovere le braccia e scuotere le mani (tingling); il disturbo è talmente intenso che a volte si è costretti ad alzarsi dal letto continuando a massaggiare le mani e sperimentando diversi espedienti per ridurre il dolore (mani sotto l’acqua fredda o calda, alzare le braccia verso l’alto o scuoterle intensamente verso il basso). Generalmente la crisi dolorosa dura diversi minuti e può essere associata a transitoria perdita di sensibilità alle prime tre dita e sensazione di gonfiore delle mani. Spesso il paziente racconta di avere “gli spilli” o “le formiche” sulle mani.

La sintomatologia può anche essere diurna, durante l’uso delle mani (tener a lungo in mano il cellulare, andare in bicicletta o in moto, usare strumenti che vibrano) e nei casi più gravi associarsi ad una stabile perdita di sensibilità ai polpastrelli delle prime 3 dita della o delle mani interessate (più la metà mediale el IV dito). Curiosamente l’intensità dei sintomi non è strettamente legata all’entità della sofferenza del nervo con soggetti che possono avere molto dolore con sofferenza clinica e strumentale lieve e invece tunnel carpali clinicamente e strumentalmente severi che non sono più dolorosi. Le crisi dolorose peraltro sono periodiche alternando settimane di dolore intenso a periodi anche prolungati di benessere.

tagmedicina, la sindrome del tunnel carpaleLa causa di tale disturbo è legata ad un intrappolamento del nervo mediano (uno dei principali nervi della mano) nel suo passaggio attraverso le ossa del polso, sotto il legamento trasverso del carpo. Tale struttura anatomica è denominata “tunnel carpale” e si trova alla base della mano. A tale livello, il nervo insieme ai tendini delle dita scorre in un tunnel osteo-fibroso, e tutte le condizioni che possono restringere o rendere difficoltoso lo scorrimento del nervo stesso in tale tunnel durante i movimenti della mano, possono provocarne una compressione meccanica e causare la sintomatologia dolorosa. Non è chiaro il motivo per cui i disturbi siano prevalentemente notturni; si suppone che  l’immobilità dell’arto durante la notte possa provocare un edema dei tendini a seguito dell’intenso lavoro diurno e che l’assunzione di posture prolungate in flessione o in estensione del carpo durante il sonno, accentuino la compressione meccanica provocando la sintomatologia dolorosa.

Per confermare la diagnosi, il principale esame disponibile è l’elettromiografia che permette di evidenziare sia la sede che la gravità della sofferenza del nervo.

L’esame utilizza un leggero stimolo elettrico lungo il decorso del nervo mediano e valuta la sua capacità a trasmettere l’impulso fino ai muscoli della base del pollice ed ai nervi sensitivi delle prime tre dita. L’esame dura circa 30 minuti con un minimo fastidio per il paziente.

Confermata la diagnosi, si dovrà provvedere alla terapia opportuna tenendo presente la gravità della sofferenza nervosa. Nei casi più lievi si possono tentare cure fisiche per provare a ridurre l’edema dei tessuti (bacinelle galvaniche, laser terapia sul carpo…) evitando massaggi o mobilizzazioni estreme del carpo, ma soprattutto va tenuta la mano a riposo evitando i movimenti ripetitivi, l’uso di strumenti vibranti, l’uso della moto o della bicicletta e le posture prolungate in flessione o in estensione del carpo, specie alla notte. In casi selezionati in cui è dimostrata con lo studio elettrofisiologico una modesta sofferenza del nervo mediano, può essere di sollievo l’infiltrazione con steroidi nel tunnel carpale, che deve essere eseguita sempre da operatori esperti quando possibile sotto guida elettromiografica. Nessuna risposta invece si ottiene dall’uso di FANS o steroidi per bocca.

Il trattamento risolutivo è chirurgico e consiste nella resezione del legamento trasverso del carpo ovvero il “tetto del tunnel carpale” (neurolisi esterna) in modo da risolvere la compressione del nervo stesso. Tale trattamento è consigliabile anche nel caso di assenza di dolore se sono presenti deficit neurologici permanenti di sensibilità della mano o di deficit dell’opposizione del pollice o in quadri strumentali elettrofisiologici particolarmente avanzati che documentano la degenerazione assonale del nervo.

Nelle forme più lievi invece è possibile attenuare la sintomatologia riducendo il carico lavorativo della mano, soprattutto per quanto riguarda i movimenti ripetitivi di polso e dita, interrompendo spesso l’attività manuale ripetitiva con brevi pause durante il lavoro o frequenti cambi di mano quando possibile. In una osservazione prospettica del nostro laboratorio presentata alla SIN di Rimini nel 2001, in un follow-up a 1 anno su 100 pazienti, l’80% dei pazienti con tunnel carpale lieve non mostravano peggioramento dei parametri elettrofisiologici con buon controllo della sintomatologia dolorosa solo modificando le abitudini nell’uso delle mani con una piccola percentuale che registrava un miglioramento clinico e elettrofisiologico. Bisogna infine precisare che data la natura accessuale e periodica della sintomatologia è sempre opportuno mantenere un osservazione clinica e strumentale della patologia onde evitare l’insorgenza di deficit motori o sensitivi persistenti.

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Dott. Maurizio Stumpo
Laureato in medicina e chirurgia presso l'università Alma Mater Studiorum di Bologna Specializzazione in neurologia presso la medesima Università tre anni di esperienza come medico di Pronto Soccorso ed emergenza territoriale (Provincia di Ferrara) Collaborazione esterna con la Neurochirurgia dell'Ospedale Bellaria di Bologna nella diagnosi e trattamento delle patologie traumatiche del Sistema Nervoso Periferico con esperienza diretta in Sala operatoria Neurologo presso L'Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino dal 1998 2001 corso di elettrodiagnosi e neurofisiologia clinica presso il Rehabilitation Institute of Chicago Lunga esperienza in elettromiografia con particolare riferimento alla traumatologia del sistema nervoso periferico e del plesso brachiale. Responsabile dell'ambulatorio dedicato alla m. di Parkinson e ai disturbi del movimento Esperienza nella terapia con tossina botulinica di distonie focali, spasticità, cefalea cronica, disfunzioni ghiandolari.

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