LA DIETA SIRT

Ormai è diventata „la dieta di Adele“!!

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Da un pò di mesi stanno circolando nel web le foto di una famosissima cantante londinese che “miracolosamente“ è dimagrita dopo aver seguito quella che viene definita “la dieta del gene magro“ ovvero la dieta SIRT. Ormai è diventata “la dieta di Adele“!! Pagine e pagine del web con elenchi di alimenti, menù, libri, ricette per perdere peso e raggiungere un corpo “da sirena“!!! Da professionista della nutrizione ammetto che queste informazioni mi fanno un po‘ sorridere (immagino la signora disperata che dopo l’ennesimo fallimento, sull’orlo di una crisi di nervi si ritrova le foto con il prima e il dopo di Adele e si affanna nella ricerca spasmodica dei cosiddetti cibi che attivano questi geni) ma mi spaventano, perché così sempre si danno informazioni al consumatore senza metterlo in guardia sui potenziali rischi per la sua salute.

Dietro la dieta SIRT c’è molto di più!!! Il mio intento sarà proprio quello di far comprendere (senza tediarvi troppo) i meccanismi alla base del successo di questo protocollo alimentare. Per essere più precisa prendo quanto scritto letteralmente in un’editoriale pubblicato nel 2019 sulla rivista Frontiers in Endocrinology…“Il Silent Information Regulator (SIRT), noto anche come sirtuina deacetilasi dipendente da NAD, è un membro del gruppo della classe III delle deacetilasi istoniche, chiamate collettivamente sirtuine. La famiglia delle sirtuine dei mammiferi è composta da 7 membri, designati da SIRT1 a SIRT7“.

Già da questa breve introduzione si comprende che l’argomento è molto più complesso di quello che appare dietro ai mega titoli “dimagrisci subito con la dieta SIRT!!“.I geni SIRT che codificano per altrettante proteine, sono coinvolti nella regolazione di un’ampia varietà di funzioni: le malattie metaboliche associate all’obesità, le malattie endocrine, il cancro e l’invecchiamento. Ad esempio la proteina SIRT1 attivata, migliora la sensibilità all’insulina del fegato, dei muscoli scheletrici e dei tessuti adiposi, suggerendo che SIRT1 potrebbe essere un nuovo bersaglio terapeutico per la prevenzione delle malattie correlate alla resistenza all’insulina, come nella sindrome metabolica e nel diabete mellito di tipo 2.

Ma in tutto questo, come fanno le sirtuine a far dimagrire??? LE SIRTUINE QUANDO VENGONO ATTIVATE NON FANNO DIMAGRIRE ma sono in grado di andare ad interagire positivamente (sono delle vere e proprie sentinelle) con alcuni processi che si innescano ogni qualvolta ingeriamo alimenti (es. zuccheri raffinati)che stimolano la produzione d’insulina ed inducono un aumento del processo infiammatorio, con conseguente aumento del tessuto adiposo (organo altamente infiammato). Una vera e propria porta d’ingresso verso l’obesità a causa dell’instaurarsi della resistenza insulinica. La dieta SIRT, ideata da due nutrizionisti inglesi,GogginsA.eMattenG., sfrutta la capacità delle sirtuine di regolare tali processi a livello fisiologico attraverso l’assunzione di una serie di alimenti che le contengono (cibi SIRT) e che dovranno essere assunti secondo uno schema ben preciso suddiviso in doverse fasi.

E’ uno schema alimentare molto rigido che non ammette sgarri e che deve essere seguito alla lettera ma….non mi stancherò mai di dirlo deve essere seguita solo dietro stretto controllo di un professionista della nutrizione e che dovrà preventivamente valutare lo stato di salute del paziente e se lo stesso possa intraprendere tale percorso nutrizionale. Naturalmente il tutto andrebbe correlato dall’attività fisica, perché…..i miracoli non esistono!!!

Al prossimo appuntamento con un argomento che purtroppo da mesi è entrato a far parte della nostra quotidianità,Covid-19 e sua correlazione con l’alimentazione.

 

Nata a Torino il 6 marzo del 1975 ed ho conseguito la laurea in Farmacia e Farmacia industriale presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Dopo aver svolto per qualche anno la professione di Farmacista ha conseguito la Laurea magistrale in Biologia e successivamente la Specializzazione in Microbiologia e Virologia entrambe presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Come specializzanda prima e come borsista/ricercatore e libero professionista negli anni successivi ha svolto la professione di microbiologo presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria del Policlinico di Modena occupandosi sia della diagnosi di laboratorio per le malattie infettive che della ricerca in campo farmacologico. In seguito ha ampliato i suoi studi interessandosi di nutrizione ed alimentazione e dal 2016 al gennaio 2021 ha svolto la libera professione nel settore della nutrizione. In qualità di microbiologo ha svolto anche il ruolo di docente e responsabile scientifico per corsi FAD online per professionisti sanitari. Attualmente la Dott.ssa Apice svolge il ruolo di Dirigente Biologo di Patologia Clinica presso la Struttura Complessa di Medicina Trasfusionale ed Immunoematologia Clinica presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

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