Un indice di salute per capire se il microbioma è sano

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I ricercatori della Mayo Clinic hanno presentato, in uno studio pubblicato su Nature Communications, un indice di salute del microbioma intestinale, che ha permesso di distinguere un microbioma sano da uno malato. «Il nostro indice, composto da una formula matematica interpretabile biologicamente, può carpire il profilo del microbioma intestinale dal campione di feci di una persona per rivelare la probabilità di sviluppare una malattia» spiega Jaeyun Sung, della Mayo Clinic di Rochester, co-autore senior dello studio.

Anche se studi recenti collegano le alterazioni del microbioma intestinale a importanti malattie croniche, la mancanza di test o biomarcatori basati su algoritmi rende difficile l’utilizzo di queste nozioni per individuare i primi segni di malattia. Per approfondire la questione, i ricercatori hanno analizzato 4.347 metagenomi di feci umane disponibili al pubblico, di cui quasi 1.700 provenienti da persone non sane, con una malattia diagnosticata clinicamente o un indice di massa corporea anomalo, e quasi 2.600 provenienti da persone segnalate come sane, senza malattie evidenti o sintomi avversi.

Gli esperti hanno confrontato le frequenze dei microbi nel gruppo dei malati e dei sani, e hanno visto che c’erano delle differenze nella presenza di alcuni microorganismi. In questo modo hanno identificato un microbioma che può essere definito come una firma dell’intestino umano sano, composto da 50 specie microbiche. Gli scienziati non si sono fermati qui, ma hanno sviluppato una formula matematica in grado di predire quanto un campione di microbioma intestinale assomigli a quello che definisce una condizione di buona salute o meno, e hanno creato un rapporto tra le specie frequenti quando si è in salute e quelle abbondanti quando non lo si è. Più alto è il numero di questo indice di salute del microbioma intestinale, maggiori sono le probabilità che il campione di microbioma corrispondente provenga da una persona sana. In una coorte di convalida indipendente di quasi 700 persone, è stato possibile distinguere i campioni provenienti da soggetti sani da quelli provenienti da soggetti non sani il 74% delle volte.

Gli autori hanno inoltre riscontrato che più è alto l’indice di salute del microbioma intestinale, più è alto il valore delle lipoproteine ad alta densità, o Hdl, nel sangue. «Attualmente, siamo ben lungi dall’essere in grado di trarre conclusioni su meccanismi specifici, ma abbiamo alcuni spunti promettenti che vorremmo ulteriormente approfondire» concludono gli autori.

Fonte: Doctor33

Riferimenti bibliografici:

·        Nature Communication

 

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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