Giornata Mondiale dell’alimentazione

Proprio in questo periodo dell’anno, precisamente il 16 Ottobre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione

tagmedicina,Giornata

L’autunno è da sempre la stagione dei buoni propositi, che consistono spesso nel tentare di riscoprire le corrette abitudini della tavola di cui ci si è dimenticati durante le vacanze e accompagnati dalla volontà di riprendere l’attività fisica abbandonata nei mesi estivi a causa delle torride temperature. Proprio in questo periodo dell’anno, precisamente il 16 Ottobre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Nello stesso giorno , nel 1945 in Canada, si riunirono 42 paesi fondando l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) con lo scopo di mettere in piedi un piano di azione volto a migliorare la condizione di malnutrizione nel mondo.

Nella parte del globo in cui viviamo non conosciamo la fame, la sofferenza data dalla mancanza o dalla poca disponibilità di cibo, piuttosto ci troviamo a fronteggiare il problema diametralmente opposto: l’obesità. Gli ultimi dati forniti dall’Istat nell’anno 2016 riportano che nel Belpaese un adulto su 10 è obeso, mentre i numeri raccolti in riferimento al biennio 2017-2018 ci comunicano che il 25,2% della popolazione di 3-17 anni risulta essere in eccesso di peso, percentuale che aumenta in modo significativo passando dal nord al sud.

Tra i paesi europei, l’Italia è, ahimè, al secondo gradino del podio riguardo all’obesità giovanile riferita alla fascia di età 7-8 anni: al secondo posto dopo Cipro (20%), a pari merito con la Spagna (18%), e seguita da Grecia e Malta con il 17%. Allargando lo sguardo sull’intero pianeta, sono circa 672 milioni, quindi una persona su 8, ad essere obesi, mentre una persona su 9, circa 820 individui, soffrono la fame. Questo è il rapporto ottenuto dai dati congiunti elaborati da FAO, IFAD, UNICEFM WFP, OMS.

Se questa fotografia vi sembra allarmante, allora lo scopo per cui è stata istituita questa giornata è ben riuscito: risvegliare la consapevolezza delle persone su come la “questione alimentazione” sia divenuta sempre più concreta e tangibile, mostrando quanto sia indispensabile il rafforzamento e l’intensificazione dei sistemi di tutela della salute su cui la sfera nutrizionale esercita la sua influenza. È anche importante formare una coscienza nei confronti di un’alimentazione che sia sostenibile (anche) per il pianeta terra. Pensiamo nel nostro piccolo cosa è possibile fare per contrastare questa tendenza che costituisce parte integrante della realtà che viviamo.

Un’alimentazione equilibrata e diversificata fornisce al nostro organismo tutti i nutrienti di cui necessita per la crescita, per lo sviluppo e per il sostenimento delle funzioni vitali. Una corretta ripartizione dei nutrienti provvede anche al supporto del sistema immunitario, rendendo il corpo più forte nei confronti degli attacchi dei microrganismi patogeni, mentre un accumulo di tessuto adiposo contribuisce ad istaurare una condizione di infiammazione, così da aumentare la suscettibilità individuale ad infezioni batteriche e virali e predisponendo l’organismo allo sviluppo di malattie croniche: patologie cardiovascolari, tumorali, metaboliche (ad esempio, il diabete).

Sempre nel mese di Ottobre ricorre l’Obesity Day, (un appuntamento quest’anno raddoppiato, visto che a Marzo è stata celebrata la giornata mondiale dell’Obesità): una ulteriore occasione per ribadire quanto questa realtà nei paesi industrializzati, e non solo, stia divenendo sempre più di larga diffusione. L’obesità è, infatti, una patologia multifattoriale, la cui insorgenza, dunque, dipende da fattori genetici, endocrini, psicosociali, metabolici e comportamentali, in grado di agire negativamente sulla qualità e l’aspettativa di vita.

È stato dimostrato che il 44% delle persone con diabete di tipo 2, il 23% dei soggetti colpiti da cardiopatia ischemia e il 41% di coloro che hanno sviluppato un cancro vivono una condizione patologica che è attribuibile ai fattori di sovrappeso e/o obesità, i quali a oggi rappresentano il quinto fattore di rischio per mortalità globale. Qual è il rimedio a questa patologia che ha ormai raggiunto le caratteristiche di una epidemia? Senza dubbio i pilastri della prevenzione sono costituiti da vita attiva e alimentazione sana. L’obesità è dovuta ad un eccesso di grasso, per cui basta soffermarci sull’equivalenza “1Kg di grasso = 9 000Kcal” per capire che per indurre questo deficit all’organismo è necessario agire effettuando una regolazione delle calorie giornaliere sia in entrata (quindi equilibrando l’alimentazione sia nella direzione di una adeguatezza dell’introito calorico, sia di corretto rapporto tra i macronutrienti), che in uscita, cioè bruciarle mediante l’attività fisica. È infatti più conveniente servirsi di entrambi gli approcci per un risultato più efficace, rapido e duraturo nel tempo.

Ho più volte ribadito che la varietà deve essere alla base della selezione dei cibi che andranno a costituire la nostra dieta perché tale aspetto è fondamentale per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamine e sali minerali oltre che a garantire maggior longevità alla dieta stessa. La diversificazione degli alimenti ha una duplice valenza: non è solo di nostro vantaggio per un discorso salutistico, ma possiede anche un risvolto ambientale, in quando favorisce la produzione di differenti prodotti della terra contribuendo alla biodiversità, un altro degli obiettivi perseguiti dalle associazioni fondatrici della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

È inoltre importante assecondare la stagionalità dei vegetali, ovvero consumarli solo nel periodo dell’anno in cui vengono naturalmente prodotti della Terra, poiché dotati di un profilo di vitamine e sali minerali di cui l’organismo umano necessita proprio in quel momento. Come spiego nel libro “Nutrire la Salute con le Dieta Mediterranea” mangiare, ad esempio, le fragole a Natale ha fatto sì che la produzione in serra , forzando i normali cicli produttivi naturali, abbia impoverito il frutto in questione del 35% di vitamina C rispetto a quelle che possiamo consumare ad aprile, momento corretto della loro maturazione.

Il cibo di stagione non è solo più nutriente, ma acquistandolo possiamo ridurre le emissioni di CO2, evitando di importare alimenti provenienti dall’altro lato del mondo. 1 Kg di pomodori prodotti in serra rilascia ben 3,5 Kg di anidride carbonica, ben più superiori agli scarsi 0,5 Kg di quelli prodotti dalla stessa tipologia di vegetale da campo. Soffermandoci sulla categoria della carne, il settore zootecnico impatta sulla produzione totale di gas serra per il 18%, superando addirittura il contributo relativo ai trasporti. Una nuova ragione per indirizzare la nostra alimentazione non solo verso il consumo di proteine animali, ma comprendendo anche quelle di origine vegetale. Anche per questa ragione, la dieta Mediterranea si conferma essere nuovamente un ottimo modello di stile di vita alimentare.

La pandemia di Coronavirus ha cambiato notevolmente le nostre abitudini, sempre nell’ottica della salvaguardia della nostra salute. I numeri riportati qualche riga più su ci fanno capire che, sebbene sia da molti sottovalutato, lo stato nutrizionale di un individuo può influenzarne negativamente l’aspettativa di vita. Perché non prestare attenzione, se pur senza mascherina e disinfettanti, al “virus” dell’obesità? C’è davvero bisogno di una giornata che ci renda consapevoli di quanto le nostre scelte alimentari gravino sulla nostra salute e su quella del nostro pianeta? A quanto pare sì, ma per iniziare a fare qualcosa non è mai troppo tardi.

 

CONDIVIDI
Dott. Rolando Bolognino
Biologo Nutrizionista in campo oncologico e di prevenzione, esperto in alimentazione sportiva Professore a c. Master in "Scienze della Nutrizione e Dietetica Clinica" presso l'Università degli Studi di Roma Unitelma La Sapienza. Professore a c. Master in "Terapie Integrate nelle Patologie Oncologiche Femminili" presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Professore a c. Master di II livello in "Medicina integrata e food management per la prevenzione e cura dei tumori" presso l’Università degli Studi di Catania. Istruttore Protocolli Mindfulness.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome