Apnea ostruttiva del sonno, chirurgia per chi non aderisce alla terapia medica

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Un intervento chirurgico che coinvolge palato e lingua si è mostrato efficace nella gestione dei casi di apnea ostruttiva del sonno in pazienti che non erano stati in grado di sottoporsi al trattamento delle vie aeree a pressione positiva continua (Cpap), secondo uno studio pubblicato su Jama. Si stima che quasi un miliardo di persone soffra di apnea ostruttiva del sonno a livello globale, e che il trattamento standard Cpap sia tollerato solo dalla metà di coloro che lo provano. «Questa tecnica chirurgica a più livelli combina una nuova versione della chirurgia del palato con una procedura sulla lingua a basso rischio per creare un miglioramento delle vie aeree, e comporta una riduzione sostanziale del numero di eventi di apnea notturna, e miglioramenti della sonnolenza diurna e della qualità della vita» afferma Stuart MacKay, della University of Wollongong, in Australia, primo autore del lavoro.

I partecipanti allo studio sono stati reclutati da sei centri clinici in tre stati australiani ed erano prevalentemente maschi in sovrappeso con apnea ostruttiva del sonno grave che non erano in grado di utilizzare in modo soddisfacente i trattamenti medici standard. Dei 102 partecipanti allo studio, 51 sono stati randomizzati a ricevere il trattamento chirurgico, e gli altri 51 a continuare con il miglior trattamento medico possibile. L’intervento consiste nella rimozione delle tonsille, nel riposizionamento del palato e nella gestione della lingua in modo da aprire le vie aeree e ridurre l’ostruzione. Dopo sei mesi, i soggetti sottoposti alla chirurgia hanno mostrato una diminuzione di circa il 60% nella frequenza delle ostruzioni alla gola durante la notte rispetto a una diminuzione del 20% in quelli gestiti con la terapia medica, e hanno avuto importanti miglioramenti nel russare, nella sonnolenza diurna e nello stato di salute generale. «Questo studio è il risultato di una vasta ricerca precedente sul trattamento chirurgico dell’apnea notturna e offre nuova speranza alle persone che, senza trattamento, continuerebbero ogni giorno a sentirsi assonnate e depresse e potrebbero anche vedere ridotta la durata della loro vita per gli effetti della deprivazione del sonno» concludono gli autori.

Jama 2020. Doi: 10.1001/jama.2020.14265
http://dx.doi.org/10.1001/jama.2020.14265

 

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