Aumenti esponenziali per gli abusi domestici su minori durante la pandemia

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Secondo una lettera di ricerca pubblicata su Archives of Disease in Childhood, nel Regno Unito durante la pandemia di nuovo coronavirus si è verificata un’ondata di abusi domestici sui minori. «La nostra serie di casi rappresenta l’esperienza di un solo ospedale pediatrico specializzato in Inghilterra, ma fa eco ai rapporti di paesi che applicano misure simili al Regno Unito durante questa pandemia. Ed è probabile che i numeri che citiamo siano una sottostima della portata del problema» dice Jai Sidpra, dello University College di Londra, primo nome della lettera.

Gli esperti hanno confrontato il numero di nuovi casi di trauma cranico causati da abusi fisici in bambini molto piccoli osservati tra il 23 marzo, ovvero l’inizio del lockdown, e il 23 aprile di quest’anno e lo stesso periodo nel 2017, 2018 e 2019. Dieci bambini, sei maschi e quattro femmine, di età compresa tra 17 giorni e 13 mesi, con sospetto trauma cranico da abuso, sono stati sottoposti a trattamento tra marzo e aprile di quest’anno. La media negli altri tre anni considerati è stata di 0,67 casi al mese, il che equivale a un aumento del 1.493% nel 2020. I sintomi che hanno indotto una visita in ospedale hanno incluso pianto persistente in cinque bambini, problemi respiratori e perdita di coscienza in quattro, convulsioni in due, lividi estesi in cinque, cuoio capelluto gonfio in cinque, escoriazioni in uno. I bambini sono stati valutati con scansioni della testa, della colonna vertebrale e scheletriche, e controlli dettagliati dell’occhio e del corpo. I risultati hanno rivelato emorragia subdurale in sei bambini, gonfiore cerebrale in quattro, contusioni parenchimali in quattro, fratture del cranio in quattro, emorragia subaracnoidea in tre, e fratture ossee nel resto del corpo in tre. Le famiglie dei bambini vivevano tutte in aree di significativa deprivazione sociale ed economica; due dei genitori avevano una storia di attività criminale, tre avevano problemi di salute mentale, e quattro avevano preoccupazioni finanziarie. «Quanto visto in questa coorte è allineato alla letteratura che dipinge la deprivazione socioeconomica e la vulnerabilità dei genitori come fattori di rischio significativi per l’abuso, che possono essere riacutizzati a causa degli stress imposti dalle misure di quarantena» affermano gli autori. Inoltre, il fatto che in lockdown i bambini trascorrano più tempo con i loro genitori e che ci sia una minore interazione con persone o enti che potrebbero provvedere alla segnalazione di un abuso aumenta i rischi.

Arch Disease Childhood 2020. Doi: 10.1136/archdischild-2020-319872

 

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