La quercetina protegge la salute del cuore e del cervello. Ecco dove si trova

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Un composto presente nei capperi sott’aceto non solo è in grado di attivare le proteine implicate nella normale attività dell’encefalo e del cuore, ma potrebbe anche servire a trattare l’epilessia e le aritmie cardiache, secondo quanto riferisce un gruppo di ricercatori dell’Irvine School of Medicine presso l’Università di California. «Il composto, che si chiama quercetina, ha un effetto regolatorio su attività come il battito cardiaco, i processi cognitivi, la contrazione muscolare e il funzionamento di tiroide, pancreas e tratto gastrointestinale» spiega Geoffrey Abbott, professore al Dipartimento di fisiologia e biofisica dell’Irvine, nonché coordinatore dello studio pubblicato su Communications Biology.

Gli autori hanno scoperto che la quercetina, un bioflavonoide vegetale, è in grado di modulare i canali ionici del potassio della famiglia del gene Kcnq, la cui disfunzione è collegata a diverse malattie tra cui diabete, aritmie cardiache ed epilessia. «La quercetina regola i canali Kcnq, e questo aspetto terapeutico dei capperi può estendersi ad altri alimenti ricchi del composto e agli integratori che lo contengono» scrivono i ricercatori, sottolineando che, una volta compreso come la quercetina controlla i canali Kcnq, servono ulteriori studi per mettere a punto molecole correlate alla quercetina da utilizzare come farmaci. Nel loro studio, Abbott e colleghi hanno esaminato gli estratti vegetali per la capacità di alterare l’attività dei canali Kcnq, osservando che l’estratto all’1% di capperi sott’aceto era in grado di attivare i canali Kcnq, e ulteriori approfondimenti hanno rivelato il meccanismo molecolare: la quercetina dell’estratto si lega a una regione del canale Kcnq che a sua volta modula l’attività elettrica cellulare inducendo il canale ad aprirsi da uno stato normalmente chiuso. «Aumentare l’attività dei canali Kcnq è potenzialmente utile, e farmaci con questo meccanismo di azione non solo potrebbero trattare l’epilessia, ma essere anche promettenti nel prevenire le aritmie cardiache» conclude Abbott.

Communications Biology 2020; Doi: 10.1038/s42003-020-1089-8
https://doi.org/10.1038/s42003-020-1089-8

 

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