Screening con “naso elettronico” per l’esofago di Barrett

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Un dispositivo portatile che funziona come un “naso elettronico” sarebbe in grado di rilevare con precisione l’esofago di Barrett, patologia nota per essere un precursore del cancro esofageo. Questo è quanto si riferisce in un nuovo studio pubblicato su Gut.
«Questa tecnica economica e non invasiva può essere un test promettente per la diagnosi precoce del cancro esofageo in ambito di cure primarie» spiega Yonne Peters, del Radboud University Medical Center, di Nijmegen, nei Paesi Bassi, prima autrice del lavoro.

L’esofago di Barrett può essere diagnosticato tramite endoscopia, ma la procedura è costosa e ovviamente poco gradita per i pazienti, inadatta per lo screening. Per trovare altre opzioni meno invasive ed economiche, i ricercatori hanno studiato quanto potesse essere preciso un dispositivo portatile che funziona da naso elettronico nella rilevazione della malattia tramite il riscontro di composti organici volatili (Cov), composti gassosi prodotti da vari processi metabolici nel corpo, tra cui infiammazione e attività cellulare anormale. Per questo hanno utilizzato un naso elettronico altamente sensibile su circa 402 adulti che avevano in programma un’endoscopia. Dei partecipanti, 129 pazienti sono risultati avere l’esofago di Barrett, 141 la malattia da reflusso acido (50 con esofago infiammato di conseguenza) e 132 un esofago normale o un’ernia iatale. L’analisi dei profili Cov rilevati dal naso elettronico ha mostrato che questi differivano significativamente tra i pazienti con le tre diagnosi. La sensibilità del dispositivo è stata del 91%, e la sua specificità del 74%. Anche quando l’analisi è stata ulteriormente limitata ai pazienti che assumevano inibitori della pompa da almeno un mese o a quelli con una ernia iatale, che avrebbero potuto agire da potenziali confondenti, la precisione era ancora buona.
«Data l’elevata tollerabilità, l’elevata accettabilità e i bassi costi, il test del respiro può essere un approccio promettente da utilizzare per lo screening non invasivo dell’esofago di Barrett in un contesto di assistenza primaria» concludono gli autori.

Gut 2020. Doi: 10.1136/gutjnl-2019-320273
http://dx.doi.org/10.1136/gutjnl-2019-320273

 

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