10 raccomandazioni per prevenire il cancro

Dall’ultimo studio osservazionale condotto, sono nate 10 raccomandazioni, utili sia per persone che non hanno mai avuto il cancro nella loro vita sia per persone che invece hanno avuto e superato questa malattia

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Sin dall’antichità fu chiaro come il cibo fosse uno strumento fondamentale per mantenersi in salute ed evitare malattie e dunque una prognosi sfavorevole.

Addirittura Ippocrate, fondatore della scuola medica greca, nel IV secolo a.C., nell’opera “Sulle arie, le acque e i luoghi”, scrive che: “(…) le cause delle malattie possono essere raccolte in tre principali gruppi: l’ambiente (fattori climatici, ambientali, ma anche sociali e psicologici), le alterazioni patogene del regime (la dieta e le abitudini alimentari) e i traumi (ferite, o lesioni osseo-muscolari)”.

Da Ippocrate fino ai giorni nostri ovviamente sono state condotte tante ricerche scientifiche, che però hanno sempre portato allo stesso risultato: mangiare bene permette di stare bene.

Lo studio denominato Seven Countries Study, condotto nel secolo scorso, ha dimostrato come la Dieta Mediterranea riduca il rischio cardiovascolare.

Pochi anni dopo, il Progetto EPIC ha compiuto un passo avanti, dimostrando come zuccheri semplici, carni conservate e cibi industriali inducano un’alterazione del metabolismo e dell’equilibrio ormonale, una infiammazione sistemica ed un aumento del peso ponderale, con conseguente aumento di rischio di ammalarsi di malattie cardiovascolari, diabete ed infine cancro.

Il fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) insieme alla fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, mediante lo studio “Food, Nutrition, Physical Activity and prevention of cancer”, condotto dal 1997 al 2007, hanno studiato in che misura dieta, attività fisica e conseguente composizione corporea possano incidere sul rischio di sviluppare, nell’arco della propria vita, un cancro.

Nel 2018 è stato pubblicato il terzo report da parte del WCRF che ha dimostrato come da cibi raffinati, sedentarietà, elevato apporto di Kcal nell’arco della giornata e deficit in micronutrienti possano scaturire sovrappeso/obesità, osteopenia/ospeoporosi ed infine anche numerosi tipi di cancro.

Dall’ultimo studio osservazionale condotto, sono nate 10 raccomandazioni, utili sia per persone che non hanno mai avuto il cancro nella loro vita sia per persone che invece hanno avuto e superato questa malattia o che ancora combattono contro di essa.

Dunque il campo d’azione risulta essere sia la prevenzione primaria (insieme di attività, azioni ed interventi che tendono al conseguimento di uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale dei singoli e della collettività) che la prevenzione terziaria (accurato controllo clinico-terapeutico di malattie ad andamento cronico o irreversibili, ed ha come obiettivo quello di evitare o comunque limitare la comparsa sia di complicazioni tardive che di esiti invalidanti).

1.      Mantenere un peso corporeo sano: questo permette di diminuire il rischio di sviluppare il cancro all’intestino, alla mammella, alla prostata, al pancreas, all’endometrio, al rene, al fegato, alla cistifellea, all’esofago e alle ovaie. La raccomandazione è quella di avere un BMI (body mass index) nella norma tramite un corretto stile di vita mediante attività fisica e un piano alimentare equilibrato.

2.      Mantenersi fisicamente attivi: è necessario, per un principiante, camminare a passo svelto per 30 minuti al giorno tutti i giorni, quando si è allenati è bene arrivare fino ai 60 minuti al giorno tutti i giorni. In questo modo si ha un minor rischio di sviluppare il cancro al colon, al seno e all’endometrio. La regola dovrebbe anche essere quella di svolgere attività fisica programmata leggera aerobica e anaerobica per 150 minuti a settimana o pesante per 75 minuti a settimana.

3.      Consumare una dieta ricca di cereali integrali, vegetali, frutta e legumi: è necessario raggiungere la quota di 30 grammi di fibre al giorno mediante 5 porzioni di frutta e verdura o legumi. Molto importante badare anche al colore di frutta e verdura, indicatori dei micronutrienti e sostanze benefiche presenti nella matrice alimentare. Bisognerebbe alternare quotidianamente rosso, verde, giallo, bianco, viola, arancio.

4.      Limitare il consumo di cibi industriali e processati: sono ricchi in grassi amidi e zuccheri e poveri di micronutrienti. Questi cibi, avendo un’alta densità energetica, contribuiscono inesorabilmente all’aumento di peso e all’infiammazione corporea.

5.      Limitare il consumo di carni rosse e carni processate: non bisognerebbe consumare più di tre porzioni di carne rossa fresca a settimana (350-500 g), invece è preferibile consumare con cadenza ancora inferiore insaccati, salumi e carni conservate.

6.      Limitare il consumo di bevande dolci e zuccherate: l’apporto idrico giornaliero dovrebbe essere assunto solo con l’utilizzo di acqua minerale oligominerale. Anche thè, tisane, caffè, spremute, centrifughe, latte dovrebbero essere consumati senza aggiunta di zucchero. Il caffè, bevuto in quantità moderate, come anche il vino rosso, hanno invece mostrato essere dei buoni alleali per la prevenzione di alcune forme di cancro (fegato, endometrio).

7.      Limitare il consumo di alcool: è consigliabile consumare non più di due bicchieri al giorno per gli uomini e non più di un bicchiere al giorno per le donne, per non superare il limite giornaliero di 10-15 grammi di etanolo. Non bisogna invece assolutamente utilizzare alcool per i minori e per le donne in gravidanza. Un apporto superiore a quello consigliato può determinare un aumento di rischio di cancro alla bocca, alla faringe, all’esofago, al fegato, al colon.

8.      Non è necessario utilizzare integratori, se non utili: non c’è alcuna evidenza scientifica che gli integratori possano diminuire il rischio di cancro. Solo in caso di malassorbimento o patologie è necessario assumere integratori sotto controllo di specialisti.

9.      È bene allattare al seno: questo atto naturale permette di proteggere le mamme, ma anche il neonato. La mamma avrà una minore probabilità di sviluppare il cancro alla mammella in tempi successivi, mentre i bambini allattati al seno hanno una minore probabilità di diventare da adulti obesi o in sovrappeso, parametro questo che è stato precedentemente annoverato nel maggior rischio di sviluppare infiammazione corporea con conseguente diabete, malattie cardiovascolari e cancro.

10.   Anche i pazienti oncologici dovrebbero seguire le raccomandazioni: è necessario che i malati vengano seguiti da uno specialista in ambito nutrizionale, onde evitare il rischio di malnutrizione e recidiva e seguire le indicazioni per mantenere uno stile di vita sano.

È bene ricordare, oltre a queste 10 raccomandazioni, anche di evitare l’esposizione al fumo di tabacco, alle radiazioni UV in maniera eccessiva e reiterata nel tempo, è necessario anche attenzionare l’apporto di sale giornaliero (fino a 5 grammi al giorno) e ridurre l’assunzione di zuccheri semplici e grassi trans o grassi insaturi. Infatti tutti questi sono fattori che possono indurre patologie cronico-degenerative.

Avere un poco di attenzione e fantasia in cucina, badando alla quantità ma soprattutto alla qualità di ciò che quotidianamente mettiamo sulle nostre tavole, ci permette di proteggere noi e i nostri cari da questa temuta patologia. Non si può fare a meno di riportare la famosa citazione del filosofo tedesco Feuerbache: “Siamo ciò che mangiamo”.

 

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Dott.ssa Marta Lezzi
Nata a Lecce il 09/03/1995. Laurea magistrale in Biologia curriculum Nutrizione Umana cum Laude presso l’Università del Salento nell’ottobre del 2018. Ha conseguito un master di II livello in Psicobiologia della nutrizione e del comportamento alimentare presso le università di Roma Tor vergata e Campus Biomedico cum Laude nel dicembre del 2019. Ha prestato il suo servizio presso centri specializzati in DCA dell’USL Umbria I e presso il servizio di dietetica e nutrizione clinica dell’ASL di Lecce. Attualmente svolge attività libero professionale come biologa nutrizionista a Lecce in Piazza Mazzini, 64.

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