Vertigini

È bene spiegare i meccanismi con cui il cervello controlla il bilanciamento della posizione del corpo e delle sue singole parti.

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Con il termine vertigine vera s’intende un’illusione di movimento rotatorio soggettiva o oggettiva.

È bene spiegare i meccanismi con cui il cervello controlla il bilanciamento della posizione del corpo e delle sue singole parti.

Si può ipotizzare che il nostro cervello sia un computer con una o più schede madri capaci di integrare impulsi che provengono da diversi sistemi sensoriali.

I tre meccanismi che il cervello chiama in causa sono:

1.     Gli impulsi visivi (Fibre afferenti visive) provenienti dagli occhi

2.     Gli impulsi provenienti dai labirinti dell’orecchio (Fibre afferenti vestibolari), specializzati nel registrare le variazioni di velocità o accelerazioni nei tre piani dello spazio, (orizzontale, verticale antero-posteriore e verticale destro-sinistra);

3.     Gli impulsi provenienti dai muscoli (Fibre afferenti propriocettive) che indicano lo stato di contrattura o rilasciamento delle fibre muscolari.

Se anche solo uno di questi sistemi va in tilt, il cervello riceve informazioni non coerenti con gli altri due e si può generare la vertigine.

Il trattamento delle vertigini è chiaramente collegato alla loro natura. Per la vertigine posizionale benigna hanno importanza delle manovre specifiche per normalizzare la funzionalità dei canali semicircolari (struttura presente all’interno dell’orecchio interno).

L’approccio dell’osteopatia al disturbo delle vertigini, si pone come obiettivo quello di curare le cause profonde, primarie e reali, procedendo spesso con l’esecuzione di esercizi che ricreano i sintomi.

La maggioranza dei casi di vertigine non ha causa o spiegazione medica, infatti molti pazienti ricercano risposte oltre la medicina tradizionale, proprio per la voglia id individuare la radice del problema.

L’osteopatia può venire incontro a questa necessità, in quanto considera l’organismo umano come fusione tra corpo, mente e spirito.

Tra le strutture da andare a indagare è presente sicuramente l’atlante (prima vertebra cervicale). Quando il problema nasce da questo breve tratto spinale, si parla di vertigine cervicale.

Questo tipo di disturbo ha origine da diversi fattori, come ad esempio la compressione neurovascolare, l’artrosi, i movimenti scorretti e recidivi, le posizioni stressanti causa di strappi e torsioni innaturali.

Nell’esperienza osteopatica, si considera la vertigine molto come un problema spinale e non solo come un problema insito nel cervello. Infatti quando il corpo subisce un trauma, (incidente stradale), le strutture anatomiche si adattano bloccando l’articolazione nel tratto cervicale, portando in una situazione di disfunzione e turbamento la percezione del sistema nervoso. Può verificarsi una compressione delle fibre nervose che comunicano con l’orecchio interno. L’obiettivo è quello di correggere il tratto cervicale superiore in modo da riposizionare correttamente la testa rispetto al collo.

Il trattamento osteopatico inoltre ripristina la naturalezza e migliora l’equilibrio in tutto il corpo, a vantaggio dello stato di benessere generale, evitando l’indelicatezza di cure farmaceutiche o chirurgiche.

 

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Dott. Francesco De Fusto
Laureato in fisioterapia con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi di Osteopatia. Ha conseguito diversi attestati. Ha lavorato come consulente presso diversi studi privati. Da qualche anno ha aperto un suo studio a Vanzago (MI) e collabora con diverse figure di prestigio perché il modello Biopsicosociale è alla base di ogni suo trattamento riabilitativo. Si avvale di tutta la sua professionalità per aiutare chiunque abbia bisogno.

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