L’ernia del disco non balla da sola

Questa complessa patologia in realtà si manifesta lungo un percorso di degenerazione ed infiammazione del disco intervertebrale

#tagmedicina, disco

L’ernia del disco è una patologia complessa, correlata a molte altre condizioni dolorose e non.

Il paziente spesso arriva all’osservazione del medico con dolore, un’importante limitazione funzionale ed una diagnosi di ernia del disco. Quello che si aspetta dal terapeuta è di essere curato per tornare alla condizione di benessere precedente.

Il percorso terapeutico con ossigeno ozonoterapia ha lo scopo di alleviare la sofferenza del paziente accompagnandolo fino alla guarigione.

La suddetta valutazione però potrebbe essere deviante e non sufficientemente esaustiva per descrivere il percorso che il terapeuta intraprende con il paziente; un’ernia del disco infatti non è un fungo che spunta isolato su un prato.
Questa complessa patologia in realtà si manifesta lungo un percorso di degenerazione ed infiammazione del disco intervertebrale. Questo processo disfunzionale origina a livello della cartilagine del disco, che a sua volta riduce l’apporto di nutrimenti al disco intervertebrale rendendolo più fragile; è proprio questa debolezza a rendere il disco più sensibile alle sollecitazioni motorie, che possono a questo punto favorire la fuoriuscita del nucleo discale ovvero la sua erniazione.

Questa evoluzione degenerativa non è rapida e non si manifesta esclusivamente a carico del disco, questo processo infatti è iniziato molto prima dell’erniazione del disco. A livello delle strutture circostanti si sviluppano alcuni adattamenti alla sofferenza discale, un esempio lo vediamo a livello delle faccette articolari della colonna vertebrale (piccola articolazione posteriore al canale vertebrale che ammortizza i carichi vertebrali), le quali vengono sollecitate in maniera eccessiva in caso di patologia degenerativa del disco con conseguente infiammazione della articolazione.

A livello dell’articolazione infiammata si sviluppa un edema che va ridurre ulteriormente lo spazio del canale radicolare, da cui esce la radice nervosa dal canale vertebrale e facilita in questo modo il contatto dell’ernia con la radice del nervo; il paziente inizia a percepire dolore sciatico e si rivolge al medico.

Altro elemento di facile osservazione, che accompagna spesso le ernie discali, è la contrattura dei muscoli paravertebrali, con alterazione della corretta postura della colonna. Questi irrigidimenti muscolari hanno inizialmente uno scopo antalgico: cercano cioè di mettere la colonna in una posizione atta ad evitare il contatto dell’ernia con la radice nervosa e dunque il dolore. Sul lungo periodo il mantenimento di una postura disequilibrata porta però allo sviluppo di dolori muscolari che necessitano di un intervento a sé stante indipendentemente della presenza o meno della ernia del disco.

Durante la visita di valutazione all’indicazione terapeutica, il medico valuta il paziente con un’ottica ampia atta non solo a delineare la problematica discale, ma anche a valutare il contesto in cui essa si manifesta. La corretta pratica dell’ossigeno ozonoterapia prevede quindi che il medico prenda in carico anche le complicanze correlate al processo di ernia del disco, in modo da migliorare i risultati clinici e la prognosi del paziente.

Il trattamento di queste patologie correlate avviene con l’impiego della miscela di ossigeno e ozono a dosaggi tali da ottenere un’azione antinfiammatoria, per trattare le articolazioni infiammate, ed a dosaggi ad azione miorilassante per ridurre le contratture muscolari. Questi interventi riducono notevolmente i tempi di sofferenza del paziente.

Con questo approccio diagnostico e terapeutico l’ozonoterapeuta punta ad evitare che il paziente abbia benefici parziali dal trattamento per l’ernia del disco. È necessario infatti trattare anche le patologie concomitanti per evitare che il paziente continui a soffrire e per far sì che superi pienamente la sua condizione patologica.

Per questo, l’obiettivo finale dell’ossigeno ozonoterapeuta non è la sola riduzione del volume dell’ernia, il suo vero scopo è perseguire il benessere totale del paziente.
L’operatore medico che si approccia al malato con una visione ampia, grazie alle azioni dell’ossigeno ozonoterapia, può raggiungere questo obiettivo.

L’ernia del disco non balla mai da sola e per accompagnare il paziente verso il benessere è necessario conoscere, individuare e trattare i suoi compagni di ballo.

 

CONDIVIDI
Dott. Francesco Iannò
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 e specializzato in Neurologia nel 1987 presso l'Università degli Studi di Firenze. Ho lavorato sul territorio toscano come responsabile dei servizi di Neurologia e Neurofisiopatologia presso P.A. Humanitas Scandicci (FI), Casa di Cura S. Giuseppe di Arezzo, Poliambulatorio delle Terme di Chianciano. Attualmente responsabile dei servizi di Neurologia e Neurofisiopatologia presso il Centro Diagnostico Arcidiacono di Roma. Sono esperto di patologie del Sistema Nervoso Periferico e sue diagnosi con Elettromiografia. Dal 2008 esercito con grande soddisfazione professionale, in qualità di Medico Ozonoterapeuta nel mio ambulatorio di Firenze, interamente ed esclusivamente dedicato a questa pratica medica.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome