Broncopolmonite: la riabilitazione iniziata precocemente dopo ricovero per Bpco migliora gli esiti dei pazienti

Alcune metanalisi hanno suggerito che iniziare una riabilitazione polmonare dopo una riacutizzazione della Bpco fosse associato a un miglioramento della sopravvivenza

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In pazienti ricoverati in ospedale per una broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l’inizio della riabilitazione polmonare entro tre mesi dalla dimissione è stato associato in maniera significativa a un rischio ridotto di mortalità a un anno, secondo uno studio pubblicato su Jama.

«Alcune metanalisi hanno suggerito che iniziare una riabilitazione polmonare dopo una riacutizzazione della Bpco fosse associato a un miglioramento della sopravvivenza, anche se il numero di pazienti studiati era esiguo piccolo e l’eterogeneità elevata.

Le attuali linee guida raccomandano comunque che i pazienti dopo la dimissione dall’ospedale eseguano una riabilitazione» spiega Peter Lindenauer, della University of Massachusetts Medical School-Baystate, di Springfield, Stati Uniti, primo autore dello studio.

Per capire se effettivamente la riabilitazione in questo caso sia importante, i ricercatori hanno valutato i dati di 197.376 pazienti, con età media di 76,9 anni, ricoverati per Bpco e poi dimessi. Di questi, 2.721 (1,5%) hanno iniziato una riabilitazione polmonare entro 90 giorni dalla dimissione. Gli esperti hanno osservato che entro un anno dalla dimissione erano deceduti 38.302 (19,4%) pazienti, che comprendevano il 7,3% dei pazienti che avevano iniziato la riabilitazione polmonare entro 90 giorni e il 19,6% dei pazienti che avevano iniziato la riabilitazione polmonare dopo 90 giorni o non l’avevano mai iniziata.

L’analisi dei dati ha mostrato che l’inizio del programma riabilitativo entro 90 giorni era significativamente associato con un rischio di morte inferiore a un anno. «Questi risultati supportano le raccomandazioni contenute nelle linee guida attuali che indicano la necessità della riabilitazione polmonare dopo il ricovero per Bpco, sebbene sia necessaria ulteriore ricerca» concludono gli autori.

In un editoriale correlato, Carolyn Rochester, della Yale University School of Medicine di New Haven, Stati Uniti, e Anne Holland, della Monash University di Melbourne, Australia, affermano che questi risultati dovrebbero incoraggiare i sistemi sanitari a migliorare sempre di più l’accesso alla riabilitazione polmonare per i pazienti con Bpco. «È tempo che uno dei trattamenti più efficaci per i pazienti con Bpco e altre malattie respiratorie croniche venga utilizzato in maniera abituale e proattiva» concludono le editorialiste.

Jama. 2020. Doi: 10.1001/jama.2020.4437

 

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