Un TIC doloroso

Chi ha sofferto di nevralgia del trigemino sà che è impossibile resistere a lungo a questo malessere.

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Quando arriva è come un dolore lancinante e improvviso, come una scossa elettrica che si irradia su un lato del viso provocando una smorfia caratteristica (tic doloreux) . Chi ha sofferto di nevralgia del trigemino sà che è impossibile resistere a lungo a questo malessere.

L’infiammazione del trigemino è un disturbo relativamente raro, che colpisce tra le 100 e le 150 persone ogni 100 mila: soggetti ed interessa prevalentemente  le donne.

Come riconoscerlo 

E’ un’infiammazione che colpisce il nervo trigemino e provoca un dolore lancinante, che coinvolge di solito, la fronte e l’occhio oppure la parte superiore della guancia o la mandibola fino al mento.

* Le crisi dolorose sono così intense come una scossa elettrica,  sono generalmente di breve durata (da pochi secondi a un paio di minuti circa) e intervallate da momentanee pause di benessere, ma si possono ripetere decine e decine di volte nella giornata.

* rimanete in alcuni pazienti, tra una fitta e l’altra, permane un dolore sordo

* Il dolore colpisce, di solito, un solo lato  del volto. Solo molto raramente, si presenta in forma bilaterale.

* Quale che sia la causa,  la nevralgia del trigemino è un disturbo così sgradevole che costringe chi ne soffre a rivolgersi nel più breve tempo possibile al medico.

Quale è la causa ?

La nevralgia del trigemino si distingue  in primaria e secondaria:

* la forma primaria o essenziale non ha una causa specifica. Non è noto,  il motivo per cui il nervo si infiamma e causa dolore. Talvolta, si può riscontrare un’anomalia dei vasi sanguigni (una piccola malformazione  o un aneurisma), oppure semplicemente un vaso con un decorso un po’ bizzarro intorno al nervo che provoca una maggiore pressione sul trigemino e lo irrita, contribuendo quindi a scatenare il disturbo. La compressione dei vasi avviene a livello del ganglio del trigemino, da cui partono poi le ramificazioni nervose che vanno alla faccia.

* La nevralgia secondaria è invece legata ad altre malattie (per esempio, la sclerosi multipla o una neoplasia magari benigno del nervo acustico, ma anche un’infezione da Herpes Zoster).

Quando si “confonde” con altri disturbi

Molto spesso la nevralgia del trigemino viene inizialmente confusa con altri disturbi  dolorosi e in particolare, con la cosiddetta cefalea “a grappolo”.  Anche la cefalea a grappolo  compare da un solo lato  lato, nella stessa sede e si manifesta con dolore  molto intenso,  che però dura da 30′ a un’ora e mezzo,  si ripete più volte  nell’arco della giornata e spesso di notte. I “grappoli” di attacchi  si scatenano al cambio di stagione.

Cosa è il “trigemino” ?

E’ il quinto nervo cranico, che innerva la faccia. Si tratta di un nervo “misto” che trasmette al cervello gli stimoli della sensibilità e, sempre dal cervello, riceve gli impulsi motori. In realtà, si tratta di una coppia di nervi, che si diramano sia a destra che a sinistra del cranio, dividendosi in tre branche: oftalmica, mascellare e mandibolare,

I gesti  pericolosi che scatenano il dolore

Una caratteristica tipica di questa nevralgia è l’esistenza di comportamenti o fattori che scatenano il sintomo doloroso: sono, in sostanza, dei “detonatori” della nevralgia e variano a seconda della sensibilità individuale delle persone.

Per esempio, per far scoccare la scintilla è sufficiente:

*  truccarsi o struccarsi, o farsi la barba nella “versione maschile”

*  lavarsi i denti;

*  parlare o masticare o sbadigliare;anche le sensazioni di caldo e di freddo, magari di una bevanda, sono potenziali attivatori della crisi di dolore.

Primo passo: effettuare la diagnosi

La diagnosi di questa malattia si avvale di alcuni esami strumentali, grazie ai quali è oggi possibile, rispetto al passato, definire la vera natura del disturbo: grazie agli esami specialistici, in pratica, oggi si scoprono nevralgie del trigemino secondarie ad altre patologie

Per la diagnosi è necessaria, innanzitutto, una visita specialistica dal neurologo, per escludere la presenta di altre malattie neurologiche. Il medico può consigliare uno studio dei riflessi trigeminali: controlla, cioè, il riflesso trigemino-facciale, una alterazione del riflesso depone per una forma secondaria. Può successivamente essere prescritta una risonanza magnetica, che consente di studiare a fondo il trigemino e osservare se, per esempio, è presente un contatto tra il nervo e i vasi sanguigni circostanti.

Affrontare le cure giuste.

La nevralgia del trigemino è una malattia che può essere curata con farmaci specifici oppure, nei casi realmente resistenti, con un approccio  chirurgico anche non invasivo.

I  farmaci

Nella maggioranza dei casi, le nevralgie primarie rispondono efficacemente alla cura farmacologica e che quindi deve essere il primo approccio al problema.

  • farmaci vengono somministrati per “stabilizzare” la membrana del nervo che provoca le scosse dolorose. Per questa cura si usano prevalentemente farmaci antiepilettici (per esempio, carbamazepina, lamotrigina e topiramato).

  • Talvolta, associato agli antiepilettici, viene somministrato anche il baclofene, un farmaco miorilassante che agevola l’”effetto barricata” nei confronti degli stimoli dolorosi.

  • Di recente nuovi studi hanno evidenziato l’effetto positivo della anestesia transitoria del ganglio sfenopalatino 

  • La cura, di solito, inizia con la somministrazione di un solo farmaco: in un secondo tempo, se non si ottiene alcuna risposta positiva, si associano più antiepilettici oppure un antiepilettico e i miorilassanti.

  • *Si deve tener presente che il trattamento con questi farmaci va iniziato gradualmente, fino a raggiungere la dose necessaria e la persona, nel frattempo, deve essere tenuta sotto controllo medico per possibili effetti collaterali (per esempio, nausea, vertigini, sbandamenti nella marcia) e con particolare attenzione alla funzionalità di fegato e reni. Il dosaggio dipende, comunque, sempre dal caso singolo e dalla persona, è strettamente personalizzato e di competenza  esclusiva del neurologo.

Le metodiche non farmacologiche.

In alcuni casi, ma sono veramente sporadici, la malattia non regredisce nonostante la terapia farmacologica e il paziente deve essere sottoposto ad una valutazione neurochirurgica. Esistono diverse tecniche:

  • una tecnica molto recente, non invasiva  e di buoni risultati è l’intervento con radiofrequenza pulsata, che consiste nello stimolare il nervo, a livello del ganglio, con scariche emesse da una sonda (applicata sul ganglio del trigemino).

  • Compressione con palloncino: l’intervento viene praticato con tecnica microchirurgica con un palloncino che, gonfiandosi, determina una lesione delle fibre dolorifiche con una ischemia circoscritta.

  • Gamma Knife (abbastanza efficace e ripetibile) o l’intervento chirurgico tradizionale. Essendo quest’ultima un’operazione abbastanza traumatica e invasiva, di solito è l’ultima opzione di cura, scelta dopo che i farmaci o le altre tecniche di intervento non si sono rivelate efficaci e risolutive.

In pratica a chi rivolgersi

La nevralgia del trigemino va diagnosticata e risolta tempestivamente. Occorre pertanto sottoporsi a una visita specialistica presso un Neurologo esperto nel capitolo delle Cefalee ed Algie facciali per trovare, una cura adeguata, ed evitare esami /trattamenti costosi e talvolta inutili (es. prodotti naturali o oppiacei).

 

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Dott. Fabio Antonaci
Professore di Neurologia, Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, Università di Pavia, Laurea Università di Siena, Specialista in Neurologia e Neurofisiopatologia, PhD Università di Trondheim (N), Past President della Federazione Europea delle Cefalee, già Segretario Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e Coordinatore del Panel Cefalee della European Academy of Neurology . “La mia esperienza clinica e di ricerca si è articolata, da oltre 30 anni, prevalentemente su un percorso orientato allo studio delle cefalee e alle algie cranio cervicali. Dalla frequenza e dai contatti con ambienti specialistici nazionali ed internazionali ho tratto e sviluppato importanti esperienze di approccio al paziente affetto da patologia algiche che più di frequente interessano la popolazione generale presso il Centro Cefalee della Fondazione Mondino di Pavia ed altri studi professionali. Il confronto con i colleghi di associazioni specialistiche nazionali ed internazionali mi ha consentito di approfondire e condividere le competenze più avanzate per la diagnosi e il trattamento farmacologico e non delle cefalee in collaborazione con altri specialist.”

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