La cefalea da abuso di farmaci sintomatici

Lo sviluppo di una farmacodipendenza da analgesici e da farmaci antiemicranici specifici è insidioso. Essa è il risultato dell’interazione tra un farmaco sintomatico usato in modo eccessivo ed un paziente.

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Lo sviluppo di una farmacodipendenza da analgesici e da farmaci antiemicranici specifici è insidioso. Essa è il risultato dell’interazione tra un farmaco sintomatico usato in modo eccessivo ed un paziente.

Quanto è diffusa.

Studi di popolazione riportano una prevalenza di cefalea da abuso di farmaci intorno all’1-4% nella popolazione generale. Nei Centri Cefalee questa percentuale può arrivare sino al 10%.

Come si sviluppa.

La maggior parte dei pazienti che sviluppa cefalea da abuso di farmaci presenta una storia di lunga data di mal di testa di altro tipo (più spesso si tratta di emicrania o di cefalea di tipo tensivo oppure di entrambe) che li ha indotti ad iniziare ad assumere analgesici ed antiemicranici. In media trascorrono 5 anni dalla comparsa delle prime cefalee e l’inizio di un assunzione regolare ed elevata di antiemicranici; tuttavia possono essere necessari altri 5 anni perché si sviluppi una cefalea ad andamento quotidiano. L’età di insorgenza è variabile ma in genere è compresa tra i 30 e i 50 aa. Ne sono affette più spesso le donne degli uomini.

Quali farmaci la causano

Tutti i farmaci assunti per trattare l’attacco acuto di cefalea, ovvero “i sintomatici”, possono causarla.

In particolare: ergotamina ed i suoi derivati, analgesici, oppioidi, combinazione di analgesici con altri farmaci (per esempio caffeina o antiemetici), triptani.

Quando l’assunzione di farmaci sintomatici diventa abuso.

Varia a seconda del tipo di sintomatico utilizzato:

  • ergotamina:almeno 10 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • analgesici:almeno 15 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • oppioidi:almeno 10 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • analgesiciin combinazione

(anche barbiturici, oppioidi, codeina

caffeina: almeno 10 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • triptani:almeno 10 assunzioni/mese da almeno 3 mesi

Caratteristiche del dolore

Sede: abitualmente è diffuso a tutta la testa, con possibili episodi riferiti ad una specifica parte del capo

Intensità: di solito l’intensità è moderata ma in alcuni giorni può divenire intensa

Orario di comparsaè presente già al mattino al risveglio; può però comparire durante la notte e costringere il paziente ad assumere una nuova dose di sintomatico

Durata: tutta la giornata

Frequenzagiornaliera o quasi

Fenomeni vegetativi associati: non particolari, a volte può esserci una lievenausea

Risposta agli analgesici: scarsa o assente

Come prevenire una cefalea da abuso di farmaci

– Monitoraggio della cefalea e del consumo di farmaci attraverso un diario cartaceo o digitale (DHD)

– Educazione ed informazione del paziente a riconoscere e capire la causa del mal di testa: analgesico o triptano

– Il farmacista e/o il medico di medicina generale devono indirizzare subito un potenziale paziente a rischio ad uno specialista in Cefalee.

Come trattare una cefalea da abuso di farmaci

– Avviare un piano di sospensione controllato del farmaco sotto osservazione medica (spesso serve un ricovero per le cure del caso)

– Attraverso un approccio multidisciplinare su vari livelli: farmacologico, cognitivo comportamentale ed educazionale (stile di vita)

Come prevenire le recidive

– Eseguire regolari controlli ambulatoriali specialistici

– Monitorare l’andamento della cefalea ed il consumo di farmaci su un diario cartaceo o digitale (DHD)

– Seguire correttamente le cure preventive e sintomatiche prescritte adeguando lo stile di vita

– Stabilire uno stretto contatto medico-paziente

  • Contattare lo specialista di riferimento per eventuali problematiche terapeutiche.

Lo sviluppo di una farmacodipendenza da analgesici e da farmaci antiemicranici specifici è insidioso. Essa è il risultato dell’interazione tra un farmaco sintomatico usato in modo eccessivo ed un paziente.

Quanto è diffusa.

Studi di popolazione riportano una prevalenza di cefalea da abuso di farmaci intorno all’1-4% nella popolazione generale. Nei Centri Cefalee questa percentuale può arrivare sino al 10%.

Come si sviluppa.

La maggior parte dei pazienti che sviluppa cefalea da abuso di farmaci presenta una storia di lunga data di mal di testa di altro tipo (più spesso si tratta di emicrania o di cefalea di tipo tensivo oppure di entrambe) che li ha indotti ad iniziare ad assumere analgesici ed antiemicranici. In media trascorrono 5 anni dalla comparsa delle prime cefalee e l’inizio di un assunzione regolare ed elevata di antiemicranici; tuttavia possono essere necessari altri 5 anni perché si sviluppi una cefalea ad andamento quotidiano. L’età di insorgenza è variabile ma in genere è compresa tra i 30 e i 50 aa. Ne sono affette più spesso le donne degli uomini.

Quali farmaci la causano

Tutti i farmaci assunti per trattare l’attacco acuto di cefalea, ovvero “i sintomatici”, possono causarla.

In particolare: ergotamina ed i suoi derivati, analgesici, oppioidi, combinazione di analgesici con altri farmaci (per esempio caffeina o antiemetici), triptani.

Quando l’assunzione di farmaci sintomatici diventa abuso.

Varia a seconda del tipo di sintomatico utilizzato:

  • ergotamina:almeno 10 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • analgesici:almeno 15 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • oppioidi:almeno 10 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • analgesiciin combinazione

(anche barbiturici, oppioidi, codeina

caffeina: almeno 10 assunzioni/mese

da almeno 3 mesi

  • triptani:almeno 10 assunzioni/mese da almeno 3 mesi

Caratteristiche del dolore

Sede: abitualmente è diffuso a tutta la testa, con possibili episodi riferiti ad una specifica parte del capo

Intensità: di solito l’intensità è moderata ma in alcuni giorni può divenire intensa

Orario di comparsaè presente già al mattino al risveglio; può però comparire durante la notte e costringere il paziente ad assumere una nuova dose di sintomatico

Durata: tutta la giornata

Frequenzagiornaliera o quasi

Fenomeni vegetativi associati: non particolari, a volte può esserci una lievenausea

Risposta agli analgesici: scarsa o assente

Come prevenire una cefalea da abuso di farmaci

– Monitoraggio della cefalea e del consumo di farmaci attraverso un diario cartaceo o digitale (DHD)

– Educazione ed informazione del paziente a riconoscere e capire la causa del mal di testa: analgesico o triptano

– Il farmacista e/o il medico di medicina generale devono indirizzare subito un potenziale paziente a rischio ad uno specialista in Cefalee.

Come trattare una cefalea da abuso di farmaci

– Avviare un piano di sospensione controllato del farmaco sotto osservazione medica (spesso serve un ricovero per le cure del caso)

– Attraverso un approccio multidisciplinare su vari livelli: farmacologico, cognitivo comportamentale ed educazionale (stile di vita)

Come prevenire le recidive

– Eseguire regolari controlli ambulatoriali specialistici

– Monitorare l’andamento della cefalea ed il consumo di farmaci su un diario cartaceo o digitale (DHD)

– Seguire correttamente le cure preventive e sintomatiche prescritte adeguando lo stile di vita

– Stabilire uno stretto contatto medico-paziente

  • Contattare lo specialista di riferimento per eventuali problematiche terapeutiche.

 

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Dott. Fabio Antonaci
Professore di Neurologia, Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, Università di Pavia, Laurea Università di Siena, Specialista in Neurologia e Neurofisiopatologia, PhD Università di Trondheim (N), Past President della Federazione Europea delle Cefalee, già Segretario Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e Coordinatore del Panel Cefalee della European Academy of Neurology . “La mia esperienza clinica e di ricerca si è articolata, da oltre 30 anni, prevalentemente su un percorso orientato allo studio delle cefalee e alle algie cranio cervicali. Dalla frequenza e dai contatti con ambienti specialistici nazionali ed internazionali ho tratto e sviluppato importanti esperienze di approccio al paziente affetto da patologia algiche che più di frequente interessano la popolazione generale presso il Centro Cefalee della Fondazione Mondino di Pavia ed altri studi professionali. Il confronto con i colleghi di associazioni specialistiche nazionali ed internazionali mi ha consentito di approfondire e condividere le competenze più avanzate per la diagnosi e il trattamento farmacologico e non delle cefalee in collaborazione con altri specialist.”

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