I trattamenti Post chirurgia bariatrica. Attualità e prospettive.

L’obesità è una delle maggiori emergenze mediche dei paesi ad alta industrializzazione e di quelli usciti da condizioni di disagio politico/culturale, degli ultimi decenni

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L’obesità è una delle maggiori emergenze mediche dei paesi ad alta industrializzazione e di quelli usciti da condizioni di disagio politico/culturale, degli ultimi decenni. Rappresenta da sola, anche senza voler considerare tutte le problematiche associate (diabete, danni a livello circolatorio, ipertensione, alterazioni ossee, cardiache etc:) una causa di invalidità e di mortalità. Tutto questo ha condotto ad un esponenziale aumento della necessità, al fine di ridurre l’impatto sul sistema sociale e sanitario, di aumentare la presenza di centri dove eseguire interventi di chirurgia bariatrica.

Tali trattamenti chirurgici (divisibili grossolanamente in derivativi e malassorbitivi) inducono una rapida diminuizione del peso (e quindi dei fattori di rischio correlati) e, di conseguenza una incongruenza tra il contenente (la pelle) ed il contenuto (il grasso) che comporta la presenza di eccessi cutanei residui. Tale condizione può essere molto invalidante per i pazienti e necessitano di essere affrontati. In realtà il ruolo del chirurgo plastico, in alcuni e selezionati casi, può rendersi necessario anche prima dell’intervento bariatrico, per rendere questo più agevole e ridurne i rischi postoperatori. Ma , in tale caso, si parla di pazienti con eccessi dermo adiposi molto gravi e tale indicazione, per ora, rappresenta una piccola parte del campione. Più spesso, il ruolo del chirurgo plastico inizia al momento del raggiungimento dell’obiettivo del chirurgo bariatrico di un peso congruo con le condizione fisiche del paziente e, soprattutto, stabile. La chirurgia plastica postbariatrica si rivolge a diversi distretti corporei (addome,seno, braccia, gambe, etc) e, la strategia chirurgica, che richiede spesso più trattamenti sullo stesso soggetto, risente dell’esperienza del chirurgo plastico ed è basata su una adeguata valutazione clinica. I disagi, a volte realmente invalidanti, dovuti alle notevoli perdite di peso, vanno sempre considerati e, nell’occasione della pianificazione degli interventi, sempre nel rispetto di quello che deve essere la sicurezza dei pazienti, la richiesta di questi deve essere sempre tenuta in debito conto. Bisogna, purtroppo, considerare che gli interventi eseguiti in questa particolare tipologia di pazienti presentano alcuni rischi correlati sia con la pregressa condizione di obesità (insufficienza venosa, alterazioni del microcircolo e dei linfatici etc.) e che con l’effetto legato alla tipologia di intervento eseguito dal chirurgo bariatrico (alterazione della coagulazione, anemia, iposideremia etc) Tornando al programma chirurgico è da sottolineare la necessità di un una approfondita valutazione ed il paziente deve essere chiaramente informato di quanto si prospetta anche al fine di non creare aspettative non realizzabili. Alcuni (purtroppo non tutti) i trattamenti proponibili rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sono eseguibili a carico del SSN. Si tratta, in questi casi, spesso di interventi di natura “riduttiva” ed i risultati estetici, seppur presenti, non sono sempre tali da soddisfare il paziente e lo stesso chirurgo. E’ possibile però sempre più ottenere un migliore effetto ed anche agire preparando i pazienti al fine di migliorare il risultato ottenibile, con tecniche di medicina estetica. Il ricorso a questi trattamenti (carbossiterapia, radiofrequenza, ultrasuoni, etc) dovrebbe avvenire precocemente, cioè “durante” il periodo di dimagrimento che sussegua alla chirurgia bariatrica in modo da consentire al chirurgo plastico di operare in migliore condizione e poter anche assicurare un migliore risultato estetico. Non sempre questo avviene ma, la sensibilità, in tal senso, da parte dell’equipe che coadiuva ed assiste il chirurgo bariatrico è oggi volta anche a cercare di considerare problematiche “estetiche” e non solo “funzionali”. In ogni caso,va detto che anche “dopo” la chirurgia plastica postbariatrica al fine di migliorarne il risultato si può, utilmente, fare ricorso a tali metodiche. Possiamo oggi affermare, che vi è e vi sarà sempre più, nel futuro una gestione chirurgica e medica dei pazienti attenta, oltre che alla riduzione dei fattori di rischio e delle patologie correlate anche alla qualità della vita che è possibile assicurare a quanti seguano il percorso terapeutico del trattamento dell’obesità e della post-obesità

 

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Dott. Cesare Brandi
Chirurgo Plastico, Ricercatore confermato, Professore Aggregato dell’Università di Siena, abilitato come Professore Associato. Lavora presso il reparto di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Direttore del Master di Secondo Livello in Medicina Estetica. Docente presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Siena. Docente in 72 corsi di formazione e master, Relatore 110 congressi a carattere nazionali ed internazionali. Autore di 237 pubblicazioni e del trattato ”la carbossiterapia” edito dall’Officina Editoriale Oltrarno. Esercita la libera professione in diversi centri della Toscana.

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