DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE

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1) Anoressia Nervosa

2) Bulimia Nervosa

3) Binge–Eating Disorders

4) Disturbo Evitante / Restrittivo dell’assunzione di cibo (Ortoressia, Anoressia inversa)

5) Disturbo della ruminazione

6) Pica

7) Altri disturbi specifici della nutrizione e dell’alimentazione(Night Eating Syndrome)

8) Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione non specificati

Un po’ di numeri:

  • 109:100.000 adolescenti ogni anno soffre di anoressia nervosa

  • 40:100.000 adolescenti ogni anno soffre di bulimia nervosa

  • 1010:100.000 adolescenti femmine e 660:100.000 adolescenti maschi ogni anno soffrono di Disturbo da alimentazione incontrollata

Credenze storiche:

  1. Colpisce gli adolescenti dai 14 ai 19 anni

  2. Colpisce prevalentemente le ragazze

  3. Diminuzione dell’età di insorgenza

  4. Aumento del numero di maschi affetti da disordini alimentari

Anoressia nervosa

A . Restrizione dell’apporto energetico relativo al bisogno, che induce un significativo basso peso relativamente all’età, sesso, evoluzione dello sviluppo e salute fisica. Un significativo basso peso è definito come un peso minore del minimo normale o, per i bambini e gli adolescenti, minore del minimo atteso.

B . Intensa paura di aumentare di peso o d’ingrassare, o comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, nonostante un peso significativamente basso.

  1. Anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo; inappropriata influenza del peso e della forma del corpo sulla propria autostima, o persistente perdita della capacità di valutare la gravità della attuale perdita di peso.

Due sottotipi:

– Con Restrizioni durante gli ultimi tre mesi

– Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione durante gli ultimi tre mesi.

Lieve: BMI ≥ 17

Moderata: BMI 16- 16,99

Severa: BMI 15-15,99

Estrema: BMI < 15

Bulimia nervosa

A – Ricorrenti di abbuffate. Un’abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti.

1) Mangiare,in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore), una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili.

2) Senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio (per esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).

B – Ricorrenti comportamenti di compenso volti a prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso-uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci; digiuno o esercizio fisico eccessivo.

C – Le abbuffate compulsive e utilizzo improprio di mezzi di compenso avvengono in media almeno una volte a settimana per tre mesi.

D – La valutazione di sé è inappropriatamente influenzata dalla forma e dal peso del corpo.

E – Il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di episodi di anoressia nervosa.

ATTUALE SEVERITA’

Episodi compensatori inappropriati a settimana:

Lieve: 1-3

Moderata: 4-7

Severa: 8-13

Estrema: 14 o più

Binge-eating disorder

A – Episodi ricorrenti di abbuffate. Un’abbuffata è definita dai due caratteri seguenti:

1) Mangiare,in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore), una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili.

2) Senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio (per esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).

B – Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri:

1) Mangiare molto più rapidamente del normale;

2) Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno;

3) Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame;

4) Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;

5) Provare disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo

C – Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.

D – Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno una volta la settimana per almeno sei mesi.

E –Non vengono usati comportamenti compensatori inappropriati e il disturbo non si riscontra soltanto nel

corso di anoressia o di bulimia nervosa.

ATTUALE SEVERITA’

Abbuffate a settimana:

Lieve: 1-3

Moderata: 4-7

Severa: 8-13

Estrema: 14 o più- Episodi ricorrenti di abbuffate. Un’abbuffata è definita dai due caratteri seguenMangiare,in u

Disturbo Evitante / Restrittivo dell’assunzione di cibo

Il Disturbo della Nutrizione dell’Infanzia o della Prima Fanciullezza è stato rinominato ed i criteri sono stati notevolmente ampliati perché nel DSM- IV è stato usato raramente, e poche informazioni sono disponibili sulle caratteristiche dei bambini con questo disturbo .

Inoltre, un gran numero di individui ,principalmente ma non esclusivamente, bambini e adolescenti ,

limitano sostanzialmente la loro assunzione di cibo e sperimentano significativi problemi fisiologici o problemi psicosociali,che non soddisfano i criteri per un qualsiasi disturbo della nutrizione del DSM- IV.

Il Disturbo Evitante / Restrittivo dell’assunzione di cibo è una categoria ampia destinata a catturare questa gamma di presentazioni. P

ei tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore), una quantità di

Anoressia reverse

Autopercezione di gracilità, eminentemente maschile.

Comportamento alimentare alterato.

Abuso di integratori, anabolizzanti e diete iperproteiche.

stesso periodo di tempo in circostanze simili.

r Ortoressiao sentire di non

Ossessione per il cibo “sano”.

Focalizzazione non sulla quantità ma sulla “qualità”.

Evitamento ossessivo di cibi non controllati.

Evitamento delle situazioni sociali che espongono al non controllo del cibo.

Convinzione fideistica delle proprie scelte.er

Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo

  1. Una anomalia dell’alimentazione e della nutrizione (ad es. assenza di interesse per l’alimentazione o per il cibo; evitamento basato sulle caratteristiche sensoriali del cibo) che si manifesta attraverso una persistente incapacità di assumere un adeguato apporto nutrizionale e/o energetico associata con una o più delle seguenti:

1) Significativa perdita di peso o nei bambini incapacità a raggiungere il peso relativo alla crescita.

2) Significativa carenza nutrizionale

3) Dipendenza dalla nutrizione enterale o da supplementi nutrizionali orali.

4) Marcata interferenza col funzionamento psicosociale.

  1. Il disturbo non è connesso con la mancanza di cibo o associato a pratiche culturali.

  2. Il disturbo non si manifesta esclusivamente nel corso di anoressia o bulimia nervosa e non vi è evidenza di anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo.

  3. L’anomalia non è meglio attribuibile a una condizione medica o ad un altro disturbo mentale.

Se il disturbo alimentare si manifesta nel corso di un altro disturbo, la sua importanza supera quella del disturbo di base e richiede attenzione clinica.e di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).

Night Eating Syndrome

Ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano dopo il risveglio o con un eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale.

Vi è consapevolezza e ricordo di aver mangiato.

Causa disagio e disturbo

ALTRI DISTURBI SPECIFICI DELLA NUTRIZIONE O DELL’ALIMENTAZIONE

1) Anoressia Nervosa Atipica

Sono soddisfatti tutti i criteri eccetto che, malgrado un’importante perdita di peso, questo si

mantiene dentro o sopra il range normale.

2) Bulimia Nervosa (a bassa frequenza e/o a durata limitata)

Tutti i criteri soddisfatti meno che per frequenza e durata più bassa).

3) Binge-eating (a bassa frequenza e/o a durata limitata)

Tutti i criteri soddisfatti meno che per frequenza e durata più bassa.

4) Disturbo purgativo

Comportamento purgativo ricorrente per modificare peso e forma del corpo (ad es: vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci) in assenza di Binge-Eating.

5) Night Eating Syndrome

Ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano dopo il risveglio o con un eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale. Vi è consapevolezza e ricordo di aver mangiato. L’alimentazione notturna non è giustificata da influenze esterne quali cambiamenti del ciclo individuale del sonno/veglia o da norme sociali specifiche. Causa disagio e disturbo. Il disturbo non è meglio espresso da Binge-Eating o altri disturbi mentali, incluso l’uso di sostanze, e non è attribuibile a disturbi medici o a effetto di farmaci.

Pica

  1. Persistente ingestione di sostanze non alimentari per un periodo di almeno 1 mese.

  2. L’ingestione di sostanze non alimentari è inappropriata rispetto al livello di sviluppo.

  3. Il comportamento di ingestione non fa parte di una pratica culturalmente sancita.

  4. Se il comportamento di ingestione si manifesta esclusivamente durante il decorso di un altro disturbo mentale (per es., Ritardo MentaleDisturbo dello Spetto Autistico,Schizofrenia), o condizione medica (gravidanza compresa) è sufficientemente grave da giustificare di per sé attenzione clinica.

Disturbo di Ruminazione

  1. Ripetuto rigurgito di cibo per un periodo di almeno 1 mese. Il cibo può essere rimasticato,ringoiato o eliminato. ( NB. E’ stato eliminato: dopo un periodo di funzionamento normale.)

  2. Il comportamento non è dovuto ad una condizione gastrointestinale associata o ad un’altra condizione medica generale (per es., reflusso gastro-esofageo, stenosi del piloro).

  3. Il comportamento non si manifesta esclusivamente durante il decorso di Anoressia Nervosa o di Bulimia Nervosa, Binge-eating o disturbo Evitante- restrittivo.

  4. Se i sintomi si manifestano esclusivamente durante il decorso di Ritardo Mentale o di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, sono sufficentiemente gravi da giustificare di per sé attenzione clinica.

 

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Dott.ssa Silvana Di Martino
Nata a Napoli il 6 Luglio del 1970 ed ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche, presso l’Università Federico II di Napoli. Dottore di ricerca in Patologia Clinica, presso Policlinico Università Federico II di Napoli, inizia il suo percorso nel 1997, presso Cirio ricerche ”Produzione di latte delattosato per soggetti intolleranti al lattosio” per il CNR di Napoli. Dal 2003 presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli, sotto la direzione del Prof.re Paolo Ascierto, Valutazione post terapia della immunosoppressione tumorale in pazienti affetti da neoplasia in fase avanzata” Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori “Fondazione Giovanni Pascale” In collaborazione con il CROM e CNR di Avellino, continua il suo percorso di ricerca sul melanoma e indagini epidemiologiche sulla nutrizione” Progetto sull’educazione alimentare nelle scuole medie di Sperone (AV) per il CROM di Avellino” con oltre 30 pubblicazioni a suo nome Nazionali ed Internazionali, di cui alcune a suo primo nome. Dal 2006 sceglie la professione libera nel settore della nutrizione presso il suo centro Nutrizione&Benessere, sito a Casoria in via Leonardo Da Vinci 32, dove da direttore di estetica esercita un completamento estetico a quello nutrizionale e di ricerca, inoltre collabora con vari professionisti, seguendo percorsi nutrizionali che vanno dall’infanzia all’età senile, alla medicina estetica. Dal 2011-2013 con il Mo.D.A.V.I Onlus progetto scuole –Stile di vita e giusta alimentazione nelle scuole medie superiori della campania. Si avvale inoltre dell’analisi di Stress ossidativo, che viene eseguita presso la Federico II di Napoli, per poter elaborare diete antiossidanti. Oltre ad avere il suo centro a Casoria, la dottoressa esercita la sua professione, presso vari studi medici sparsi in tutta Italia, dalla Regione Calabria, alla Toscana al Veneto Dal 2015 diventa pubblicista per varie testate giornalistiche online, fino a conseguire nel 2020, il titolo di giornalista.

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