Effetto della massa corporea e dell’attività fisica sull’ ingrossamento della prostata e la disfunzione erettile: risultati del 2018

Sovrappeso e bassa attività fisica (PA) aumentano il rischio di ingrossamento prostatico e disfunzione erettile (DE). Meno chiaro è il ruolo di questi fattori in giovane età sul rischio permanente.

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Un interessante studio tutto italiano che vale la pena di riportare

Sovrappeso e bassa attività fisica (PA) aumentano il rischio di ingrossamento prostatico e disfunzione erettile (DE). Meno chiaro è il ruolo di questi fattori in giovane età sul rischio permanente.

Materiali e metodi: Nel mese di giugno 2018 la Società Italiana di Urologi ha organizzato il mese di Prevenzione urologica maschile “#Controllati”. Gli uomini di età pari o superiore a 18 anni sono stati invitati a frequentare i centri urologici per una visita e consulenza sulle condizioni urologiche / andrologiche. Ogni uomo partecipante è stato sottoposto a un esame fisico e gli è stato chiesto dei sintomi urologici, dell’attività sessuale e dei possibili problemi correlati.

Risultati: abbiamo analizzato i dati di 2786 uomini, di età compresa tra 55,1 anni (SD 10,9, intervallo 19-97). Un totale di 710 (25,5%) soggetti avevano una diagnosi di ingrossamento prostatico e 632 (22,7%) di DE. Gli uomini in sovrappeso / obesi erano ad aumentato rischio di ingrossamento della prostata e ED con corrispondente rapporto di probabilità (0R) rispetto agli uomini normali o sottopeso, essendo rispettivamente 1,18 (intervallo di confidenza al 95% (CI) 1,400-1,44) e 1,69 (IC 95% 1,39 -2,05). L’OR dell’ingrandimento prostatico rispetto agli uomini che presentavano all’età di 25 anni un BMI <25,0 era 1,22 (IC 95% 1,01-1,51) per gli uomini con un BMI a 25 anni di età ≥ 25; il valore OR corrispondente per ED era 1,17 (0,92- 1,48). Considerando la PA totale alla diagnosi, l’OR dell’allargamento prostatico rispetto alla PA assente o bassa, era 0,69 (IC 95% 0,55-0,86) per gli uomini che presentavano PA moderata e 0,75 (IC 95% 0,58-0,98) per quelli che presentavano PA intensa. Quando abbiamo considerato la PA a 25 anni, l’OR della successiva diagnosi di ingrossamento prostatico, rispetto agli uomini che riferivano di PA no / bassa a 25 anni era 0,81 (IC 95% 0,63-1,04) per gli uomini che presentavano PA moderata e 0,70 (IC 95% 0,52-0,99) per coloro che segnalano PA intensa.

Conclusioni: questi risultati sottolineano l’utilità di incoraggiare abitudini di vita sane tra i giovani al fine di ridurre il successivo rischio di ingrossamento della prostata e disfunzione erettile.

Premiato quale miglior andrologo d'Italia ai Top doctors Award 2022. Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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