Neuroscienze e Architettura(2° parte)

Continuiamo il parallelismo tra Uomo e Natura (in particolare gli Animali mammiferi), visione indispensabile per comprendere come creare un buon Feng Shui

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Gli elementi presenti nell’ambiente esterno ed interno al luogo di casa o di lavoro (citati nella 1 parte di questo articolo) suscitano in noi differenti stati d’animo, attraverso il sistema sensoriale, che attivano una risposta biochimica interna al corpo (attraverso il Sistema Limbico) che induce anche una risposta comportamentale di un tipo rispetto ad un altro.

Continuiamo il parallelismo tra Uomo e Natura (in particolare gli Animali mammiferi), visione indispensabile per comprendere come creare un buon Feng Shui, cioè il miglior luogo in cui l’uomo possa creare le condizioni per lo sviluppo positivo e favorevole della vita, sostenendo salute, prosperità e longevità.

PERCEZIONE AREE APERTE-E-CHIUSE

Per aver un buon controllo sul suo territorio, l’uomo ha bisogno di abitazioni in cui ci siano delle aperture facilmente gestibili che gli permettano di non sentirsi troppo esposto, troppo in vetrina, diversamente ampie superfici aperte suscitano una forte percezione di essere “attaccati” (da aggressori veri come ladri o malintenzionati o anche da sguardi indiscreti e invadenti della privacy e intimità). Il sistema limbico si prepara e stimola nel corpo una risposta nervosa (vigilanza) – endocrina (cortisolo e adrenalina) – immunologica, per far rimanere in uno stato di attenzione e allerta (necessario per esercitare il controllo), arriva il senso di ansia e urgenza che fa stare costantemente su chi va là, creando stress, irritabilità, irascibilità, insonnia ecc…

Con aperture si intendono tutte le parti dell’abitazione che mettono in collegamento l’interno con l’esterno ed anche le aperture interne all’abitazione che collegano le stanze di casa. Si tratta quindi di porte, porte-fineste, finestre, vetrate, archi, portali, nicchie e dove c’è un’apertura, per equilibrio e compensazione si accentuano anche le parti chiuse, i muri.

Ogni apertura richiama al sistema limbico un’attenzione di controllo e dunque di verifica che sia tutto a posto e che la casa sia un posto sicuro, difeso e protetto per lasciarsi andare all’attività più importante: il riposo.

Per questo è bene progettare (o scegliere) case in cui ci sia una corretta proporzione tra parti aperte e chiuse, che permettano di mantenere privacy, riservatezza e discrezione.. .MA. .

oggi, purtroppo, si assiste ad un’inversione di tendenza che crea disagi anche a livello di salute.

Seguendo un condizionamento sociale come quello dell’avvento dei social, con i quali le persone sono tutte più in vetrina, esponendo la loro vita al pubblico della rete globale, anche a livello architettonico c’è richiesta di costruzioni di situazioni abitative con ampie superfici o pareti vetrate, che permettono di far vedere a tutti ciò che sta succedendo in casa, mettendo cosi in vista la propria vita domestica e intima.

Fig. 5 – tutte le parete sono vetrate ed espongono la vita (oltrettutto il divano è stato posto in modo sfavorevole, dando le spalle alla portafinestra, aggravando la sensazione di allerta). Questa abitazione è “attaccabile” da tantissimi lati, come si sentiranno i loro abitanti?

Fig. 6 – Le diverse aperture, sono tutte più gestibili. La sensazione di sentirsi meno esposti rende un maggior controllo e dunque distensione. La condizione ideale per ridurre lo stress

La spiacevole sensazione, suscitata nel tempo, di essere “guardati” o “aggrediti” e l’energia richiesta per controllare l’ampia apertura, genera ansia, paura, disagio di essere indifesi, insonnia, percezione di freddo e vulnerabilità, senso di allerta con ripercussioni a livello di benessere.

Nasce la necessità di mettere tendoni alle finestre, di accostare mobili e arredi o di chiudere in qualche modo e creare un ambiente più protettivo.

Non solo, la casa che deve essere al servizio di chi la abita, comincia a diventare al contrario un peso, in quanto a livello pratico le vetrate devono essere tenute pulite e anche questo richiede energia, tempo e attenzione. E una casa ha un buon feng shui quando anche a livello pratico permette una facile gestione.

La vita quotidiana e la qualità del benessere viene condizionata dalla struttura della casa e dalle sue scelte d’interni.

RITROVARE PROPORZIONI E PERCEZIONI

Quando si parla di casa spesso si fanno associazioni metaforiche come “nido d’amore”, “è la mia tana”, “due cuori e una capanna”, “la casa del cuore”, “un rifugio” . . . tutti riferimenti che manifestano un luogo intimo, raccolto, protetto e caldo, diversamente da case con ampie aperture vetrate, che richiamano anche a sensazioni di freddo, essendo il vetro un materiale freddo ed essendo infisso è anche un elemento tecnico da ammorbidire.

Ecco delle immagini tratte liberamente dal web, per creare un parallelismo visivo e un confronto tra mondo animale e mondo umano, quando l’architettura e la costruzione di abitazioni si collega alla nostra natura piu istintiva e quando questo collegamento viene meno.

Fig. 7 – ingresso di una tana animale mammifero
Fig. 8 – Abitazione con aperture equilibrate
Fig. 9 – Abitazione troppo esposta

Le parti aperte-e-chiuse valgono per tutte le tipologie di abitazioni private, case, appartamento, attico, villette ecc….

Per fortuna c’è il Feng Shui che interviene per ripristinare nelle case ambienti armoniosi ed equilibrati che inducano nel sistema mente-corpo senso di pace, fiducia, sicurezza e controllo e una risposta di distensione.

Proteggi i confini del tuo spazio.

Mi chiamo Silvia Ruffilli, classe 1976, vivo e lavoro in Romagna e circa vent’anni fa ho fatto l’ingresso nel mondo del lavoro con una Laurea in Economia e un posto sicuro d’ufficio. Ma non ero felice. Ho deciso di rallentare, ascoltarmi e agire seguendo il mio cuore. Dopo una formazione specifica e scelte di vita coraggiose mi sono Diplomata in Consulente Feng Shui e Architettura del Benessere che svolgo come Operatrice Olistica Professional iscritta SiafItalia nr. ER1850P-OP e sono Consulente di Organizzazione svolto come Professional Organizer Senior iscritta APOI n. 79, entrambe Professioni disciplinate dalla L.4/13.

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