Le protesi in urologie. Uno sguardo al futuro

Uno studio recente ha fornito una visione di 5-10 anni sulle tendenze e gli sviluppi previsti nel campo delle protesi genito-urinarie

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Sin dalla loro divulgazione, le protesi genito-urinarie sono rimaste una terapia standard per il trattamento della disfunzione erettile e dell’incontinenza urinaria da stress e in caso di perdita o disfunzione testicolare. Hanno anche rappresentato un’area di significativa innovazione, che ha contribuito a eccellenti risultati a lungo termine. Uno studio recente ha fornito una visione di 5-10 anni sulle tendenze e gli sviluppi previsti nel campo delle protesi genito-urinarie. Per raggiungere questo obiettivo, è stato effettuato un PubMed e una ricerca di brevetto su argomenti relativi alle protesi peniena e testicolare e agli sfinteri urinari. Per quanto riguarda le protesi peniene, i risultati hanno dimostrato diversi nuovi concetti tra cui leghe sensibili alla temperatura, pompe automatizzate, dispositivi progettati specificamente per i neopalli e migliorati design malleabili.

Con gli sfinteri urinari artificiali, i nuovi concetti includono la possibilità di aggiungere o rimuovere fluido da un sistema esistente, sistemi a due pezzi e nuovi meccanismi per occludere l’uretra.

Per le protesi testicolari, le future implementazioni potrebbero non solo replicare meglio la sensazione di un testicolo biologico, ma anche aggiungere funzioni endocrinologiche.

Oltre all’innovazione dei dispositivi, il futuro delle protesi è anche uno dei confini geografici in espansione, che richiede una modellizzazione dei costi variabile e considerazioni normative. Anche le tendenze chirurgiche stanno cambiando, con una maggiore enfasi sul controllo non doloroso del dolore postoperatorio, sugli ambulatori ambulatoriali e sulle tecniche aggiuntive per allungare il pene e affrontare l’incontinenza da stress concomitante, tra gli altri. In concomitanza con i cambiamenti del dispositivo e della chirurgia, le considerazioni future includono anche una maggiore necessità di istruzione e formazione, in particolare vista la rapida espansione della medicina sessuale nei paesi in via di sviluppo.

 

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Dott. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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