Lo Yoga della risata: effetti benefici sull’organismo

Un numero ormai imponente di pubblicazioni ha dimostrato come la pratica dello Yoga della Risata sia in grado di produrre numerosi effetti benefici sul nostro organismo, tanto da essere riconosciuta valida in caso di depressione, stress, alterazione del tono dell’umore, ipertensione, diabete, ecc.

tagmedicina,yoga

Quando rivelo di praticare lo Yoga della Risata di solito il mio interlocutore mi guarda facendo una smorfia e mi chiede: “ma che roba è?”, con un’espressione che lascia intravedere seri dubbi circa la mia sanità mentale.

Com’è nata una disciplina del genere? da una semplice osservazione di Norman Cousin, affetto da spondilite anchilosante e autore del libro “Anatomia di una malattia”; egli scoprì che dopo aver visionato un film comico era in grado di dormire per poche ore trovando sollievo dai dolori che lo affliggevano quotidianamente. Si rese conto che 10min di risate continue gli consentivano di dormire per ben due ore filate senza dolore.

La sua storia incuriosì la comunità scientifica del tempo che iniziò a

Con il dott. Kataria al congresso internazionale di Yoga della Risata – 2019

condurre ricerche sulla capacità della risata di intervenire sul nostro organismo modificandole in senso vantaggioso la biochimica e la fisiologia. Il dott. William F. Fry, psichiatra della Stanford University, fu il fondatore della gelotologia (scienza che studia la risata); verso la fine degli anni ’60, dimostrò scientificamente come una bella risata sia in grado di offrire un esercizio fisico di buona qualità, oltre che diminuire la probabilità di contrarre infezioni respiratorie e stimolare la produzione di endorfine.

Ancora grazie al libro di Norman Cousin, il dott. Lee Berk che si occupava di PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), reclutò un gruppo di pazienti che aveva subito un attacco di cuore e lo suddivise in due sottogruppi: il primo veniva sottoposto alle cure standard dell’epoca, al secondo venivano fatti visionare filmati comici per 30 minuti al giorno. Quest’ultimo faceva registrare dopo un anno un minor numero di aritmie, valori pressori inferiori, più bassi livelli di ormoni legati all’asse dello stress (cortisolo e dopamina), minor necessità di farmaci rispetto all’altro. Inoltre il sottogruppo curato con le terapie ortodosse evidenziava un rischio di recrudescenza degli attacchi cardiaci 2 volte e mezzo maggiore.

Ma i veri protagonisti di tutta la storia sono il dott. Madan Kataria e sua moglie Madhuri.

Nel 1995 stava lavorando alla stesura di un articolo dal titolo: “Ridere: la miglior medicina” ispirandosi non solo da un gran numero di pubblicazioni scientifiche a riguardo, ma anche e soprattutto proprio dal libro di Norman Cousins menzionato in precedenza e dal lavoro del dott. Berk.

Ne rimase talmente impressionato da decidere immediatamente di testare sul campo gli effetti della risata e il 13 marzo del 1995, alle 7 del mattino, si recò in un parco pubblico di Mumbay con sua moglie cercando di coinvolgere i passanti nel primo “Club della Risata”. Nel giro di pochissimi giorni il numero dei partecipanti crebbe tanto rapidamente da raggiungere i 50 per ogni sessione; inizialmente questi veri e propri pionieri si radunavano formando un cerchio mentre a turno si alternavano al centro a raccontare barzellette. Il divertimento scaturito dall’incontro del club generava uno stato di benessere che perdurava per tutta la giornata. Ma dopo un paio di settimane iniziarono i primi problemi: cominciarono a scarseggiare le storielle buffe, qualcuno iniziò a fare battute che in qualche modo ferivano la sensibilità di qualcuno dei presenti, alcuni arrivarono persino a proporre lo scioglimento del Club della Risata. Così, a stretto giro di posta, il dott. Kataria si presentò di fronte al gruppo con una proposta decisamente sorprendente: partendo dal presupposto che il nostro organismo non è in grado di distinguere tra una risata genuina ed una simulata, entrambe infatti sono in grado di produrre gli stessi effetti in termini di buon umore, la cosiddetta: “chimica della felicità”; così propose al gruppo di ridere senza motivo per un minuto. Il risultato che ottenne fu sbalorditivo: immediatamente la risata simulata si tramutò in una genuina, liberatoria, risata di gruppo dal momento che il ridere è contagioso come lo sbadigliare.

Così nacque lo Yoga della Risata.

Un numero ormai imponente di pubblicazioni ha dimostrato come la pratica dello Yoga della Risata sia in grado di produrre numerosi effetti benefici sul nostro organismo, tanto da essere riconosciuta valida in caso di depressione, stress, alterazione del tono dell’umore, ipertensione, diabete, ecc.

Attualmente viene anche praticato nelle aziende per generare un miglioramento dell’attenzione e della capacità di superare gli ostacoli da parte dei collaboratori, un incremento dello spirito di squadra e della capacità di essere performanti in condizioni di stress.

Con il tempo il dott. Kataria ha selezionato una serie di tecniche respiratorie di pertinenza dello Yoga Pranayama, di teatralizzazione (che comprendono anche l’uso del Gibberish, il linguaggio non-sense) e di movimento, tutte capaci di far riemergere la giocosità tipica dell’infanzia nel corso delle sessioni di gruppo. Ma il consiglio per goderne gli effetti è di ridere per qualche minuto ogni giorno, meglio di mattina, in modo da poter affrontare con maggior serenità e carica la giornata. Oggi questa pratica si è diffusa in tutto il mondo grazie all’apertura di migliaia di Club della Risata e alla partecipazione di milioni di persone, perché tutti possiamo ridere e non è necessario essere felici per farlo, piuttosto possiamo essere felici perché ridiamo.

 

CONDIVIDI
Dott. Daniele Orlandoni
Farmacista-Biologo nutrizionista.
 Ha sviluppato negli ultimi 15 anni una serie di competenze ad alta specializzazione riguardanti tanto la gestione della Reattività Adattativa Funzionale del Sistema Biologico allo Stress (anche in relazione alla nutrizione e alle intolleranze alimentari), quanto la medicina della longevità.
 Pratico da anni la biorisonanza sfruttandone le opportunità di intervento che essa offre e sono tra i pochissimi professionisti al mondo a possedere l’ATC-330: uno strumento che attraverso l’analisi dei principali liquidi biologici (saliva, sangue e urine) è in grado di valutare la condizione della matrice cellulare.
 Ma è il lavoro sul corpo, grazie allo shiatsu, la parte più complessa e affascinante della mia professione, che mi consente attraverso l’elaborazione delle emozioni, di unire mente e corpo per il benessere della persona. www.danieleorlandoni.com

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome