Disidratazione ed integrazione con sali minerali

La disidratazione è una condizione potenzialmente pericolosa se sottostimata. I soggetti più esposti a questo problema sono gli anziani ed i bambini in quanto raggiungono livelli disidratazione severi molto in fretta

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La disidratazione è una condizione potenzialmente pericolosa se sottostimata. I soggetti più esposti a questo problema sono gli anziani ed i bambini in quanto raggiungono livelli disidratazione severi molto in fretta. La disidratazione può essere classificata in ipertonica ed ipotonica. Abbiamo una condizione di ipertonicità se il sodio presente raggiunge e supera la concentrazione di 150 meq/L mentre parliamo di ipotonicità se la concentrazione del sodio è inferiore mediamente a 127 meq/L. Le cause di deplezione di liquidi sono molteplici ma quelle più semplici sono rappresentate da una condizione di bilancio idrico negativo legato ad una aumentata sudorazione o a condizioni di protratto vomito e/o diarrea senza che ci sia stato l’adeguato supporto integrativo di acqua. Si capisce come sia facile disidratarsi quando siamo in un ambiente caldo e non beviamo abbastanza. Il modo, infatti, più semplice per prevenire la disidratazione è semplicemente quello di bere spesso anticipando il senso di sete che, di per sé, indica già una iniziale disidratazione. Tuttavia è facile che le persone abbiano difficoltà a bere con frequenza fino ad arrivare a circa 2 lt di acqua in inverno e 3/4 lt in estate. Al fine di ovviare questa difficoltà si può ricorrere ad una integrazione con sali minerali. Questi sali tuttavia sono normalmente legati ad altre sostanze chimiche che ne determinano il loro maggiore o minore assorbimento; per cui è importante conoscere queste sostanze al fine di scegliere l’integratore più efficace.
Normalmente i sali minerali sono legati a citrati che garantiscono un assorbimento relativamente basso della misura del 30/35%. I sali minerali migliori sono legati a bisglicinati che invece determinano un assorbimento sostanzialmente più che doppio nella misura di oltre il 75% fino al 90%, questo tipo di sali vengono normalmente definiti come “chelati”.

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Dott. Marco Casadei
Si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna nel 1990. Specializzato a Bologna nel 1994 in Medicina del Lavoro. Ha conseguito un Master in "Bioetica Generale e Clinica" nel 2006 all'Università Politecnica delle Marche di Ancona. Nel 2016 ha conseguito un Master in "Nutrizione umana" a Roma con il Prof. Eugenio del Toma. Attualmente lavora come Medico di Famiglia a Bellaria Igea Marina (RN) e come Medico del Lavoro libero professionista

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