Troppe ore davanti alla tastiera : a rischio la potenza erettile

Recentemente, uno studio condotto da Zhao Huangfu e colleghi, pubblicato il 20 marzo 2024, ha esplorato il legame tra il comportamento sedentario durante il tempo libero e il rischio di disfunzione erettile, una condizione che influisce sulla capacità di mantenere un'erezione adeguata per il rapporto sessuale.

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L’era digitale ha portato con sé cambiamenti significativi nel nostro stile di vita, con un aumento del tempo trascorso in attività sedentarie come navigare su internet, guardare serie TV o lavorare al computer. Sebbene queste attività siano diventate parte integrante della vita quotidiana moderna, è importante considerare i loro effetti sulla nostra salute. Recentemente, uno studio condotto da Zhao Huangfu e colleghi, pubblicato il 20 marzo 2024, ha esplorato il legame tra il comportamento sedentario durante il tempo libero e il rischio di disfunzione erettile, una condizione che influisce sulla capacità di mantenere un’erezione adeguata per il rapporto sessuale.

Il team di ricerca ha utilizzato un approccio chiamato randomizzazione mendeliana, che sfrutta le variazioni genetiche per indagare le relazioni causali tra esposizioni (come il tempo trascorso usando il computer) e risultati per la salute (come la disfunzione erettile). Questo metodo aiuta a ridurre i problemi comuni negli studi osservazionali, come la confondenza e la causalità inversa, fornendo così prove più affidabili delle relazioni causali.

I risultati dello studio indicano una correlazione significativa tra l’uso prolungato del computer durante il tempo libero e un aumento del rischio di disfunzione erettile. Interessante notare, l’uso del computer si è rivelato l’unico comportamento sedentario esaminato nello studio (rispetto a guardare la TV o guidare) che è stato associato a questo rischio aumentato. Inoltre, i ricercatori non hanno trovato evidenze che collegassero direttamente l’uso del computer ad altri problemi di salute come depressione, ansia o marcatori di infiammazione, suggerendo che l’effetto sull’erezione potrebbe essere mediato da altri meccanismi, come ad esempio variazioni nei livelli dell’ormone follicolo-stimolante.

Questi risultati sottolineano l’importanza di mantenere uno stile di vita attivo, anche in un’epoca caratterizzata da un’elevata dipendenza dalla tecnologia. Incorporare attività fisica regolare nella nostra routine quotidiana può non solo contribuire a mitigare i rischi associati al tempo trascorso seduti, ma anche migliorare la nostra salute generale e benessere.

La disfunzione erettile può essere un argomento delicato, ma è essenziale riconoscere l’importanza di discuterne apertamente e di considerare come le nostre scelte di vita possano influenzare la nostra salute sessuale. Lo studio di Huangfu e colleghi fornisce un prezioso contributo alla comprensione di queste dinamiche, sottolineando che piccole modifiche allo stile di vita, come ridurre il tempo trascorso in attività sedentarie e aumentare l’attività fisica, possono avere effetti positivi sulla salute sessuale.

In conclusione, mentre la tecnologia continua a svolgere un ruolo centrale nella nostra vita, è cruciale trovare un equilibrio che includa anche l’attività fisica. Questo non solo può aiutare a prevenire la disfunzione erettile, ma anche promuovere una vita più sana e attiva. Ricordiamo che prendersi cura della propria salute sessuale è un aspetto importante del benessere generale e che piccole scelte quotidiane possono fare una grande differenza.

Premiato quale miglior andrologo d'Italia ai Top doctors Award 2022. Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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