Sterilità maschile, questa sconosciuta

Sebbene l'infertilità maschile diventi oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui affrontano il problema della possibile paternità, i problemi che potranno portare ad alterazioni riproduttive possono insorgere fin dall'infanzia.

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Nonostante negli ultimi anni gli uomini abbiano preso maggior coscienza del ruolo primario che le patologie dell’apparato genitale maschile possono avere nei problemi di concepimento, la quasi totalità (90%) non fa prevenzione e non consulta l’ANDROLOGO.

Sebbene l’infertilità maschile diventi oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui affrontano il problema della possibile paternità, i problemi che potranno portare ad alterazioni riproduttive possono insorgere fin dall’infanzia.

L’infertilità maschile può avere diverse cause, che a volte dipendono da alterazioni subite in età pediatrica (se non addirittura embrionale) dagli organi sessuali. Individuare le cause diventa quindi difficile e l’unico elemento diagnostico facilmente riconoscibile rimane l’alterazione dello sperma.

Per un primo inquadramento dell’infertilità maschile è quindi essenziale effettuare almeno due valutazioni del liquido seminale.

Questo esame comprende la valutazione delle caratteristiche degli spermatozoi e del plasma seminale e deve essere eseguito in centri specializzati che seguono attentamente le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO 2021).

L ‘interpretazione dei parametri dell’esame del liquido seminale, integrati con i dati clinici, rappresenta ad oggi il principale ed essenziale strumento diagnostico. Per completare la diagnosi può essere opportuno approfondire le indagini attraverso analisi più specifiche, che permettano di capire la reale funzionalità e capacità del gamete maschile a far iniziare e soprattutto far completare una gravidanza. Una di queste indagini è lo studio del DNA degli spermatozoi. Molto spesso infatti aborti ripetuti delle donne possono essere causati da una tale alterazione.

L’obiettivo del trattamento dell’infertilità maschile è quello di migliorare la qualità del seme del paziente e/o di fare il miglior uso possibile dei suoi spermatozoi. Il trattamento di un fattore causale o della riduzione della concentrazione e della qualità degli spermatozoi può determinare un aumento di probabilità di concepimento naturale. Può inoltre migliorare la probabilità di successo nel caso si ricorra alle tecniche di fecondazione assistita, o permette di utilizzare tecniche meno aggressive, come l’Inseminazione Intra-Uterina.

Si stima che circa un terzo degli uomini infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesce ad avere una paternità naturale. Per gli altri, aumentano le possibilità di successo della fecondazione assistita. Attraverso un corretto inquadramento e conseguente trattamento del partner maschile, è possibile ridurre la necessità di trattamento per la partner e i rischi per la prole, diminuire i costi per la coppia e per la società, e aumentare inoltre le reali probabilità di concepimento.

 

• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

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