ATTENTI AL MARE. UN BAGNO SENZA RISCHI

Il nuoto è ritenuto uno sport completo, perché stimola l’apparato muscoloscheletrico, attiva la circolazione, aiuta a combattere la cellulite e, se praticato al mare, apporta benefici alla pelle grazie all’acqua salata

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Trascorrere le vacanze estive al mare, rilassandosi al sole e facendo delle belle nuotate, è un toccasana per tutto il corpo. Il nuoto è ritenuto uno sport completo, perché stimola l’apparato muscoloscheletrico, attiva la circolazione, aiuta a combattere la cellulite e, se praticato al mare, apporta benefici alla pelle grazie all’acqua salata. Inoltre, per gli adulti è un efficace antistress, per i bambini una salutare e divertente attività all’aria aperta. Ma, oltre ai tanti benefici, questa esperienza può nascondere anche dei rischi. Vediamo quali, attraverso alcune tra le domande più frequenti attingendo ad un interessante ed approfondito servizio pubblicato sul sito www.humanitas-care.it

È vero che prima di tuffarci bisogna che siano trascorse almeno tre ore dal pasto?

Non necessariamente. Se non ci si è abbuffati di cibo e non si vogliono fare lunghe nuotate in acque profonde, il fatto di aver mangiato non è correlato al rischio di un possibile malore in acqua. Il pericolo per la nostra salute (principalmente il verificarsi di una congestione) è legato allo sbalzo termico tra la temperatura esterna (il nostro corpo che ha preso sole) e quella più fredda dell’acqua. Accade che l’improvvisa vasocostrizione, sicuramente aumentata in fase digestiva, impedisce al sangue di raggiungere correttamente il cuore e il cervello e, quindi, si verifica un malessere che va dalle vertigini alla perdita di coscienza, con conseguente rischio di annegamento.

Dopo aver preso il sole fa bene tuffarsi subito in mare per rinfrescarsi?

Assolutamente no. Se si è rimasti a lungo sotto il sole, soprattutto in giornate molto calde, è un errore tuffarsi troppo rapidamente in mare perché, come detto prima, il corpo è surriscaldato e pertanto bisogna evitare lo sbalzo termico. Quindi è bene, prima di entrare in acqua, mettersi all’ombra per una quindicina di minuti e poi preparare il corpo rinfrescandolo in modo graduale, partendo prima da gambe e braccia per due-tre minuti, poi la testa e il collo e, infine, la pancia e il torace.

È rischioso tuffarsi in mare se si è sudati?

Certamente, perché sotto il sole l’organismo fatica a eliminare il calore prodotto da un intenso sforzo fisico; con l’innalzamento della temperatura interna aumenta il divario termico tra l’acqua del mare e il corpo e si rischia una “sincope da idrocuzione” (shock termico). Meglio, quindi, asciugare il sudore e riposare all’ombra per 15-30 minuti prima dell’ingresso in acqua.

Se si prende il sole sdraiati sul materassino direttamente in acqua si rischiano scottature?

Anche se prendere il sole direttamente in acqua può dare un senso di protezione dai raggi solari, è esattamente il contrario. Questi possono provocare scottature senza che ce ne accorgiamo. Se non vogliamo rinunciare a questa piacevole sensazione, è opportuno usare una crema protettiva resistente all’acqua.

È vero che non bisogna entrare in acqua dopo aver bevuto alcolici o bevande ghiacciate?

È proprio vero. In linea generale in spiaggia è meglio evitare di bere alcolici, poiché essi rallentano i riflessi e hanno un effetto vasodilatatorio. In ogni caso, dopo aver bevuto un bicchiere di vino o una birra è meglio restare sotto l’ombrellone e attendere di aver smaltito gli effetti dell’alcol prima di entrare in acqua. Per combattere la sete e idratarsi è bene sorseggiare con calma bevande fresche (meglio sempre l’acqua) anziché ghiacciate.

Che cosa è meglio mangiare quando si va al mare?

Occorre evitare cibi troppo salati e grassi e porzioni abbondanti. Si consiglia un pasto leggero, preferibilmente a base di frutta e verdura fresche di stagione, con qualche cracker o gallette di riso senza sale, e bere acqua naturale non ghiacciata.

(fonte humanitas-care.it)

Marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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