Senza tabacco, con l’aiuto delle Neuroscienze

Lo scopo della Giornata è incoraggiare le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco e da lì incentivare a smettere in via definitiva. In effetti vorrebbero farlo in tanti ma molti non riescono da soli e solo il 30% ha accesso agli strumenti che possono aiutarli a farlo.

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Il  31 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale senza tabacco, indetta dall’OMS dal 1988. I numeri che ne fotografano il consumo e le sue conseguenze non sono incoraggianti: il fumo è la seconda causa di morte nel mondo con 8 milioni di vittime l’anno. In Italia è fumatore 1 su 4, con un trend in crescita tra i più giovani.

Lo scopo della Giornata è incoraggiare le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco e da lì incentivare a smettere in via definitiva. In effetti vorrebbero farlo in tanti ma molti non riescono da soli e solo il 30% ha accesso agli strumenti che possono aiutarli a farlo.

Quali sono questi strumenti? La letteratura scientifica internazionale evidenzia che effettuare cicli di trattamento con la Stimolazione magnetica transcranica diminuisce il craving (desiderio forte/ossessivo di assumere la sostanza) e aiuta a ridurne il consumo della nicotina. La dipendenza da sostanze, infatti, ha a che fare con le alterazioni dei neurotrasmettitori ed è proprio su questo che lavorano le biotecnologie di stimolazione cerebrale.

La Stimolazione magnetica transcranica è un trattamento indolore che permette la stimolazione selettiva di determinate aree cerebrali. Se utilizzata nel modo opportuno, come dimostrano le evidenze scientifiche la biotecnologia, grazie al suo meccanismo d’azione permette una riorganizzazione funzionale a livello cerebrale e di allentare quella sintomatologia definita con il termine “craving” che appare nei giorni successivi all’interruzione.
Naturalmente perché si ottenga questo risultato serve tempo: sono necessarie almeno 3 settimane per sentire allentare l’esigenza di fumare. Questo perché occorre attendere un cambiamento a livello dei neurotrasmettitori ma non solo, anche polmonare e cardio-vascolare.

È importante però sottolineare che non basta il mero utilizzo dello strumento: la stimolazione magnetica transcranica va considerata un aiuto prezioso in un percorso molto complesso. Smettere di fumare, come interrompere qualsiasi dipendenza da sostanza con diversi gradi di complessità in base alla sostanza, è una decisione di forte cambiamento che ha bisogno di una figura esperta alla guida. La cosiddetta ‘aderenza al trattamento’ del paziente si crea nel tempo, è un incastro lento che progredisce anche grazie ai benefici ottenuti dal trattamento e la fiducia con il professionista. Occorre anche un certo tempo, più è stato prolungato l’uso del tabacco più ne servirà per riuscire a spegnere definitivamente le sigarette. È importante affidarsi a un team multidisciplinare in grado di gestire la problematica comprendendone tutti gli aspetti e che questi lavorino in sinergia con il paziente per calibrare di volta in volta il suo percorso. Oggi è possibile sottoporsi al trattamento di Stimolazione magnetica transcranica presso centri sanitari, studi medici professionali accreditati e poliambulatori.

Laureata in Psicologia, indirizzo Neuroscienze Cognitive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha conseguito il Master di II Livello in “Neuroscienze Cliniche: valutazione, diagnosi e riabilitazione neuropsicologica e neuromotoria” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Esperta nell’utilizzo di tecniche di neuromodulazione, neuronavigazione, neurostimolazione. Ha fondato Cerebro®, Startup di Biotecnologie neuroscientifiche. È stata insignita della Menzione speciale “Implementazione team multidisciplinare” dall’Associazione Donne Inventrici e Innovatrici. È giornalista pubblicista iscritta all’Albo dei Giornalisti della Lombardia.

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