Microbiota intestinale in salute con la vitamina B1

tagmedicina,microbioma
- Adv -

Una grande mole di dati oggi permette di far luce su come e quanto il microbiota intestinale sia coinvolto nel mantenimento della buona salute dell’intero organismo. Sebbene la ricerca sia tutt’altro che conclusa, e i meccanismi coinvolti siano ancora argomento di indagine, si è compreso che un’alterazione della composizione dell’ecosistema o una perturbazione dell’ambiente di vita possano essere all’origine direttamente o indirettamente di malattie intestinali, sindrome metabolica, fino a sindromi neurologiche.

Ruolo delle fibre alimentari

I batteri intestinali svolgono un’azione benefica attraverso la biosintesi di diversi nutrienti essenziali come aminoacidi e vitamine, oltre che componenti biologicamente attivi come gli acidi grassi a catena corta (SCFA). Un lavoro recentemente pubblicato su Nutrients aggiunge un tassello alla comprensione dei meccanismi fisiologici che mantengono in salute i batteri probiotici, garantendone la proliferazione grazie a condizioni ambientali intestinali per loro ottimali. I ricercatori hanno indagato come nutrienti, diversi dalle fibre alimentari, incidano sulla sopravvivenza dei batteri intestinali.

Il ruolo della fibra alimentare sulla popolazione microbica infatti è stato studiato. Ma altri componenti che derivano dalla dieta, compresi gli amidi resistenti, peptidi, grassi e sostanze vegetali non digerite possono raggiungere il colon e influenzarne l’ambiente. Lo studio ha quindi preso in considerazione il ruolo della tiamina (vitamina B1) sulla sopravvivenza batterica e sulla competizione fra gli appartenenti alla comunità microbica intestinale. La dieta gioca un ruolo critico perché determina la composizione microbica e le quantità di metaboliti prodotti, influenzando quindi l’ambiente intestinale e la sua interazione con l’ospite.

Vitamina B1, essenziale per la salute

La vitamina B1 è un microelemento essenziale per l’uomo, che va assunto con la dieta ed è necessario anche per molti batteri intestinali che la richiedono per le loro attività metaboliche e per la crescita. Solo alcune specie batteriche però riescono a sintetizzarla per questi scopi: Bacteroidetes e Actinobacteria, possono produrre vitamina B1, al contrario della maggior parte dei membri di Firmicutes che invece non ne sono in grado. Così, in caso di apporto dietetico limitato o insufficiente, le popolazioni dipendenti dal contributo esterno diminuiscono di quantità. È quanto accade ai Ruminococcaceae (appartenenti al phylum dei Firmicutes) che non riescono a sintetizzare la vitamina e che quindi dipendono dall’ambiente extracellulare (e dalla dieta dell’ospite) per la sopravvivenza nell’intestino. La vitamina B1 inoltre partecipa anche come cofattore per la sintesi da parte di R. di butirrato; sintesi, a sua volta, che richiede un ambiente intestinale ricco di acetato. Oltre al ruolo delle fibre si aprono altri campi di indagine che legano la dieta alla salute dell’intestino e quindi a quella dell’organismo. Secondo gli autori, pur sapendo che la composizione della microflora presenta una elevata variabilità individuale- dipendendo da diversi stimoli (dieta, stile di vita…) – , l’aver fatto luce su altre vie metaboliche che supportano e determinano la salute della microflora simbionte, dovrebbe aiutare a comprendere sempre meglio come l’importanza di mantenere un ambiente favorevole sia il presupposto per migliorare lo sviluppo di una microflora intestinale competitiva e quindi la salute dell’intero organismo.

fonte: Farmacista33

Riferimenti bibliografici:

  • Nutrients

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui