Cambiamento climatico e inquinamento danneggiano i bambini

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Frederica Perera, della Columbia University Mailman School of Public Health, e Kari Nadeau, della Stanford University School of Medicine, in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, sostengono che gli operatori sanitari devono comprendere i molteplici danni causati dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento atmosferico nei bambini, e utilizzare le strategie disponibili per ridurre questi problemi.

Le ricercatrici descrivono i problemi derivanti dal calore estremo, che è associato a un aumentato rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita, ipertermia e morte nei neonati, stress da calore, malattie renali e altre patologie nei bambini, e che causa indirettamente eventi disastrosi importanti, per i quali molti bambini devono abbandonare la propria casa. Le esperte ricordano poi che nei paesi in via di sviluppo è aumentata molto l’insicurezza alimentare legata ai cambiamenti climatici, con un forte aumento della malnutrizione, e con la crescita del rischio di infezione da agenti patogeni dispersi nell’acqua e da agenti trasportati da vettori, come gli insetti, per esempio con la malattia di Lyme e con il virus Zika, che in gravidanza può creare molti problemi.

Non bisogna dimenticare poi che un miliardo di bambini nel mondo è esposto a livelli molto elevati di inquinamento atmosferico, che è a sua volta associato a maggiori rischi di mortalità infantile, esiti avversi alla nascita, asma e altre malattie respiratorie, disturbi dello sviluppo e problemi di salute per tutta la vita, tra cui ridotta capacità cognitiva, problemi di salute mentale e autismo. Le autrici sottolineano l’esistenza di sostanziali disuguaglianze in base al reddito e alla razza, e sottolineano la necessità di un’azione simultanea che protegga i bambini di oggi dai rischi climatici (“adattamento”) e affronti il problema alla radice riducendo i gas serra e rafforzando i pozzi naturali di carbonio (“mitigazione”).

Le misure di adattamento proposte comprendono fornitura di acqua pulita ai bambini e alle famiglie che devono fare i conti con la siccità e la contaminazione dell’acqua, sistemi di allerta precoce per inondazioni e inquinamento atmosferico, formazione e pianificazione dell’evacuazione per famiglie e bambini, aree ombreggiate e zanzariere per proteggere i bambini dalla malaria e dalla dengue. «Per affrontare la disuguaglianza, queste misure devono essere abbinate ad ampi programmi sociali per ridurre la povertà e la discriminazione e fornire acqua, servizi igienici, assistenza sanitaria di alta qualità e istruzione» concludono le esperte.

Riferimenti bibliografici:

  • New England J of Med

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